"La nostra Storia"

 

 

 

 

 

Il trono di spade

Ombre nella notte, come spiriti nelle tenebre arrivano al prato indiano e riaccendono il fuoco, quello che abbiamo dentro, che ci fa ballare, suonare, sognare fino all'alba e tutto si rimette in moto, un fuoco che non muore mai a cui basta un tizzone per rinvigorirsi e rinnovarsi; danze e carezze ancora una volta, il posto dei pazzi si riprende l'anima, si riprende l'anima, si riprende l'anima......e volgo lo sguardo verso la tenda color fuoco e li rivedo tutti lì ...chi ci ha vissuto una vita e chi solo una notte, uno scampolo di storia, ma cè anche lui; il prato trema, trema la terra sotto i miei piedi, qui abbiamo vissuto la Nostra Storia, siamo vivi.

Ma.....le prime luci danno la sveglia e mentre sbiaschichi qualcosa senti quel dolce sapore di serate speciali, che poi tanto dolce non è e si parte.

Cavallo Biondo e Totinko Tatanka reuperano Orso Bruno e Lega e si avviano verso il mare per la grande pesca di ferragosto; intanto come formichine al lavoro al campo ognuno fa il suo per poter dare lustro al campo in attesa delle decine di commensali che alla spicciolata cominciano ad arrivare fin dal primo mattino.

Occhio Che Brucia affetta in due la tensione ed inizia a preparare le griglie, Alzata con Urlo lava, pulisce, sistema tutto quello che le arriva a tiro; Capello Lungo, Trota Lunga Acsì e Vecchia Freccia riscendono a valle a recuperare tavolini, panche e il necessario per la grande festa, i piccoli indiani non sono da meno e verso il mezzodì ecco rientrare i pescatori carichi di orate, acciughe, triglie, gamberi e gamberetti e LEI, la Regina di Spade, imperiosa come sempre le offriamo un rispettoso tributo.

Grandi Montagne fa saltare l'olio che pare stia friggendo per un plotone, Beretta custodisce i segreti della pasta mentre Monika e Totinko Tatanka puliscono i pesci, Cavallo Biondo tuttofare, Vecchia Freccia non ci fa morire di sete e Occhio Che Brucia ....bhè Occhio Che Brucia iè lù...mattechef...

 

Piccoli Indiani

E'il loro momento, i Piccoli indiani vogliono comandare!!!
Orma nel Fango, Acqua Che Danza, Due Fossette, i Tarantolati, Totinko Tatanka, i Figli della Bassa ed i piccoli di Trota Lunga Acsì, Piccolo fiume, Adele e Giulia hanno vissuto per 2 giorni al tepee, hanno fatto la legna per il fuoco esterno e spezzato i rami più grandi per il fuoco della notte in tenda, hanno ramazzato in giro per il prato ed hanno apparecchiato per il bivacco, non si sono risparmiati coi bonghi e si sono sifdati di notte e di giorno con tutto quello che si poteva fare con una palla, hanno cantato, riso, chiacchierato, ballato, il fuoco è stato acceso e tutti intorno hanno guardato le stelle, poi a piccoli gruppi hanno sistemato le loro cose dentro al tepee ed hanno acceso il fuoco.

MAGIA E CONSAPEVOLEZZA

Nel buio della notte si vedono le Luci, le Nostre LUCI...il suono dei bonghi rimbomba fino a valle, stelle cadenti sopra al tepee, un altro sogno si è avverato.......
non ci si può fare niente, noi siamo tante cose, noi viviamo tante cose, noi siamo la Tribu del occhi rossi.
 

5 agosto 2017

....così si riparte; apro gli occhi, ma subito li richiudo devo capire se le sensazioni sono sempre le stesse. Ora possiamo partire.

Bimbo che Dorme non ha dormito dall'ansia da prestazione col suo mezzo riparato e incita un Cavallo Biondo febbricitante ad alzarsi all'alba, Trota Lunga Acsì e gli Scaglioncini non stanno nella pelle, Capello Lungo carica le Volpi Ruspanti e si sale.

Il sole spacca i sassi, maglia della Rocca, i solti odori e colori, rumore di canne che si battono contro, fianco a fianco a ruzzoloni nel prato, un bolide squarcia l'incanto, Totinko Tatanka è arrivato.

Butta su poi butta giù, tira 2 madonne, spara dia cassada, l'ultimo picchetto è battutto mentre arriva Alzata con Urlo del Gordana con Acqua Che Danze e Due Fossette; il sugo di Trota Lunga Acsì è superbo come il gelato degli Orazi, un caffè e si finisce di montare il telo interno; apriamo le ali, sistemiamo la porta e ripariamo gli occhi, il tepee è SU....non è il più bel Tepee del mondo ma di sicuro è il più bello di Logarghena ed il più bello per noi.

 


 

I cicli della vita

Ci sono annate storte per il tepee, annate in cui per forza di cose non sei dove vorresti essere, che quando passi dalla strada del groppo e sua maestà l'Arpa ti si para d'innanzi quasi fai fatica a voltare lo sguardo verso Logarghena tanta è l'amarezza che ti attanaglia lo stomaco.
Nelle varie stagioni è toccato un pò a tutti steccare i grandi "Classici" al prato indiano ma altre volte la concomitanza degli eventi è tale che solo ritrovarsi per tagliare l'erba diventa un problema quindi progetti sospesi, lavori rimandati, opere che resteranno irrealizzate, cantieri aperti ...
 

Ma in fondo è giusto così, noi siamo tante cose, noi viviamo tante cose, noi siamo la Tribu degli Occhi Rossi.

...e poi arriva una scintilla, un piccolo incentivo, quasi si potrebbe dire una scusa, che ci fa rimettere subito in moto; i giovani ragazzi sono saliti per diverse notti al prato indiano e...
 

Lavori al campo

Bimbo Che Dorme ha passato tutta la giornata ad affilare gli attezzi del mestiere, lavarli e pulirli, preparare i prodotti necessari perchè il giorno seguente sarà la sua giornata; il fuoriclasse del luar, l'inventore della motosegata e soprattutto il disboscatore folle sono gli appellativi che da sempre lo accompagnano, così è tra i primi a salire al prato indiano.
Inizia la vestizione con la classica tutta composta da salopette stile anas e copripantaloni del tessuto più pesante, stivali da lavoro, sotto maschera in testa, maschera totale con coprifronte in microfibra e rete elettrosaldata finissima a protezione del viso, guanti da saldatore, cingomma in bocca e può imbracciare il fido decespugliatore; attacca che è un forsennato mentre noi a turno lo teniamo sotto controllo che non esageri, poi dopo alcuni minuti è costretto a fermarsi per futili motivi....non ripartirà più, il fido decespugliatore lo tradirà, lasciandolo solo e a pezzi, il suo cuore grande non reggerà il colpo e mestamente se ne starà tutto il giorno seduto in disparte passando ogni tanto qualche brocco per la motosega di Cavallo Biondo....di lui si riavranno notizie solo alcuni mesi dopo quando all'alba di un grande giorno taglierà tutti i razzoni sottostanti.

Tolte e tagliate le pertiche della vecchia staccionata, rastrellato e bruciato il fieno da la piccola Giulia e Nicolò, ce ne andiamo dalgi Orazi dove i discorsi si disperdono nei bicchieri.
 

Immancabile Pasquetta....c'è chi dice NO

L'aria è ancora fina in questo metà aprile ma la voglia di salire al prato supera di gran lunga questo ostacolo; così si parte alla volta di logarghena con Simone il Tarantolato e Acqua Che Danza che cucineranno alle griglie la tagliata da servire nei testini di terracotta, così con la supervisione di Occhio Che Brucia e Brass Ancrosà i 2 Piccoli Indiani vengono iniziati a questa sacra arte.
L'atmosfera è quella giusta nostante il rigido inverno e probabilmente qualche bestia che si è venuta a riparare sotto la tettoia ci abbia distrutto e divleto i tavoli e le panche, piegato i cartelli affissi e spaccato i 2 potni di legno che da sotto la tettoia ci fanno oltrepassare il canale.
Fatta la conta dei danni, parte una cassa e partono le gambe di Occhio Che Brucia, Cavallo Biondo gli va dietro e Capello Lungo ondeggia, Padre Tarantolato non si tira indietro mentre Brass Ancrosa scuote la testa e guarda incredulo

C'è qualcuno che non sa più cosa è un uomo,
c'è qualcuno che non ha rispetto per nessuno.

C'è chi dice no, c'è chi dice no, io non ci sono,
c'è chi dice no, c'è chi dice no, io non mi muovo.



E arrivano gli altri compagni di merenda con la Marina che si porta con cura in pancia altri 2 piccoli indiani e i canti e i giochi, l'allegria e la spensieratezza che solo questo posto magico ci dona riempiono questa bella giornata; certo manca l'Immancabile di pasquetta, ma tutto il resto è Storia.
 

 

Pali e controPali

Portati a valle nell'inverno circa 300 pali per sostituire la staccionata ormai ventennale, attendiamo l'arrivo della macchina scortecciatrice per iniziare a divertirci; Lega e Franco alle punte, Cavallo Biondo e Totinko Tatanka fanno passare i pali nella scortecciatrice, Capello Lungo li passa a Occhio Che Brucia che li rifinisce, il tutto sotto il rigido controllo di Capo Giovanni.

 

 

18 Porchette

Il giorno del porco è fatto di tanti momenti e tante situazioni diverse, tutte uniche e intense, ma quello che olti di noi adorano di più è l'alba.....

....si parte  al mattino alle quattro quando fino alla mezzanotte sei stato al bar a raccontare storie che paiono infinite, si sale con solo il frontalino come luce nel bosco, poi devi fare in fretta a preparare la legna, accendere il fuoco e pulire la griglia per l'arrivo imminente dei cuochi, che tanto qualcosa che non va benelo trovano e ci mancherebbe altro se non lo trovassero, e nel silenzio cominci a sentire il rombo che sale da valle con la preda, e tu intanto guardi negli occhi i tuoi compagni cercando di tirarti un pò su che altrimenti ti butteresti ai piedi della grande quercia, poi arrviano al campo i professionisti del porco e scarica, sposta, prova, sistema, monta, accendi, carica, fal caffè, 2 madonne, chi c'è cè e chi non c'è non cè, qualche sorriso, grugni e mugugni , e poi ci si ferma....

scendiamo verso il centro del prato prima che il primo raggio di sole scenda dalla Croce; anche gli animali intorno a noi ammutoliti ascoltano il silenzio; in men che non si dica il sole è sopra il marmagna, che pare che l'ombra della croce quasi ci sfiori, intorno a noi c'è solo magia ......un'altra alba nasce e noi siamo Lì, come fermi nel tempo ad aspettarne il ritono....solo un moccolo di Capo Giovanni ci ricorda che ci dobbiamo muovere.

Tempo di feste

Carica la tenda, prendi la cassa, cerca il bongo, tira su al ligass, svegliati, chiama Brass Ancrosà,arcordte d'szonar,svegliati, cerca il guinzaglio, pia al libar, serca al luar, svegliati, prendi la cassettina, pia al tirabusson, lampade, Coltelli, l'anguria, svegliati, bongo, flauto, timpani, maglioni, coperte, stuoini, palla, rete , svegliati.....1,2,3, ok c'è tutto, si parte per la 2 giorni al tepee!

Primo obbiettivo montare il tepee reduce dalla trasferta in terra di Aquila Selvaggia.

Trota Lunga Acsì apre le danze veloce e sgusciante come lo è da sempre, dobbiamo montare almeno il tripode e il telo esterno altrimenti gli Orazi non ci daranno da mangiare, Capo Giovanni incalza, Occhio Che Brucia si conferma il maestro dei nodi, Cavallo Biondo esprima la solita potenza mentre Capello Lungo osserva soddisfatto....

in un lampo il tripode è già in alto, arrivano i piccoli indiani, alziamo il telo e lo srotoliamo con cura e attenzione, i segni del tempo sulla tenda comunciano a farsi sentire, i piccoletti ci montano sulle spalle e con i bacchettini chiudiamo il tepee sopra la porta...ndema ch a gò fama....

A casa degli Orazi si sta sempre bene e tra un trittico e un bicchiere le ragioni vengono sempre al dunque; gli occhi brillano, la voce è sempre più grave, i piccoli indiani il nostro fiore.

Ripartiamo a piedi verso il prato indiano perchè quel cammino che ci riporta in Braiela è del tutto esposto a sua maestà la Croce e la vista, quella vista, scalda sempre
i nostri cuori e ci ricorda che ci troviamo esattamente al centro del mondo, del nostro mondo.

L'ultimo sforzo e anche il telo interno è issato, una pulizia rapida del campo e poi tutti a far legna per la grande festa, i Tarantolati sono indemoniati che manco Bimbo Che Dorme gli potrebbe stare dietro, i tasselli iniziano a ricomporsi, è il momento di Brass Ancrosà e il suo Kit da griglia, alla spicciolata arrivano i commensali, arriva il dolce, si alzaono i cori per Alzata con Urlo del Gordana e Trota Lunga Acsì che questo compleanno non lo scroderanno mai più e poi scende la notte i bimbi mezzi addormentati davanti al fuoco raggiungono le tende e noi rimaniamo li intorno al falò, gurdiamo le nostre facce attraverso le fiamme che ci separano scoprendo che sono sempre le stesse, non ci sono trucchi, non ci sono giochetti, non ci sono inganni, chi è qui è qui perchè lo vuole e questa è la più grande rassicurazione che andiamo cercando; Vecchia Freccia non molla un bicchiere, Capello Lungo salta giù dalla panca, grasse risate nella notte, grasse risate nel posto dei pazzi.

 

3 Tepee

Capitolo 1 - L'invito
Buonasera , anzi aug , vorrei rinnovare l invito a tutta la tribù alla festa tre sere nel passato a Gragnola 5/6/7 agosto , come ben sapete noi lo stiamo trasformando in una festa indiana , abbiamo appena comprato un tepee uguale al vostro così ne montiamo due , poi cavalli e tante belle idee , tra le quali ma come con birra artigianale ala spina fatta da un locals è veramente tanta roba , dai fate una passo , chiaramene è gradito l'abito cerimoniale , a presto.

Quando Aquila Selvaggia chiama, chiama.


Capitolo 2 - Si parte
Sabato si parte e si monta il tepee insieme ai compagni di Aquila Selvaggia a Gragnola. Dobbiamo ancora definire i dettagli della logistica intanto chi ha voglia di partecipare a questo evento unico in 17 stagioni di Tepee dica HOKA HEY

E così partiamo, partiamo per onorare il patto col nostro fratello Aquila Selvaggia, partiamo all'arrembaggio, partiamo in modo frettoloso, partiamo male, partiamo e dopo poco ci fermiamo, partiamo felici, la cosa importante era partire.

Capitolo 3 - Ambientamento
Capo Giovanni e Cavallo Biondo salirono al prato di Aquila Selvaggia prima degli altri ed iniziarono a sistemare il campo; alla spicciolata Capello Lungo, Orso Bruno, Figo del Benfica, Brass Ancrosà, Piccola spina ed il Rasta della ribu dei Piedi Neri  li raggiunsero ....eccome se li raggiunsero.


Capitolo 4 - Tornado
Petti nudi, piume, colori e sapori, urla, bonghi, canti, sorprese e ricordi, pianti e sorrisi ....  è festa, è festa fino al mattino, la valle del Lucido si è incendiata.
 

Capitolo 5 - Il Finale di Capo Giovanni
Nelle veci di capo riporto il report della serata dei miei indiani e dei rispettivi abbandoni:
Ore 24 Orso Bruno
Ore 1 Brass Ancrosà e i suoi compari
Ore 1.45 Capello Lungo
Ore 3.45 Figo del benfica  e compagnia
Ore 4 Cavallo Biondo
Ore 4.30 I Lovi d'Zena
Ore 5.30 a chiudere tutte le manifestazioni possibili Piccola Spina, Capo Giovanni e il capo di gragnola Aquila Selvaggia
Buona giornata a tutti

 

Fare e disfare

E così le prime salite al prato ci servono per ritoccare tutti quei picoli o grossi dettagli che ormai da tempo andavano sistemati:
- Sistemazione fondo canaletto confine Ovest del campo
- Pulizia vascone e tubi per impianto acqua
- Rapezzamenti in diversi punti della staccionata
- Pulizia scarpata ingresso pedonale al prato
- Installazione tavoli fissi sotto la tettoia
 

 

Sorprese primaverili

1 maggio 2016 - Sopralluogo prato indiano.
Report intervento:
"Atto vandalico al lavandino. Rubato rubinetto, doccia e raccordi vari. Da rifare tutto!
Rilevata la presenza di rumate di cinghiali nel campo;
Rilevata visita di 5 cavalli con almeno 5 cavalieri;
Casetta più o meno ok (ridare mano di mordente)
Canne presenti 13 di cui 3 crepate una quasi inutilizzabile.

Pali da ordinare:
55 pali per arrivare al canaletto dietro la griglia
20 pali per giro canaletto
150 traverse di lunghezza minima pari a 3 metri!"


Con questo avviso Occhio Che Brucia ci preannuncia che sarà una lunga stagione quella che ci attende;
pronti a rimboccarci le maniche come sempre non perdiamo occasione per ringraziare questi "buontemponi" che più ce ne fanno e più ci rinforzano, più ci attaccano e più ci uniscono, più ci ostacolano e più ci riavvicinano a quell'idea di NOI che ognuno ha dentro da sempre.

"......come in un puzzle vediamo realizzati quei sogni che ci auguravamo certe notti di quindici anni fa stranati sotto ai bocchi, quando ancora tutto questo doveva nascere....."

 

 

Comeback September

Stacca i picchetti, togli i bastoncini che chiudono la tenda, slega il telo interno, fai su le corde, slega il nodo delle canne, tira giù il telo esterno....e in un batter d'occhio abbiamo smontato il tepee.

"Aspetta, aspetta,.....aspettiamo un attimo!!!!", comanda Capo Giovanni.

Così Brass Ancrosà e Capello Lungo prendono il telo esterno e lo tirano sul prato in alto dove può essere steso a terra per bene, in tutta la sua abbondanza; raggiunti da Occhio Che Brucia e Capo Giovanni si mettono tutti intorno al tepee, ogni angolo, ogni risvolto, ogni taglio, ogni toppa rammenta un momento di vita vissuta ed anche questo momento è importante, è infinito, va assaporato.

Ormai solo i grilli sono ancora svegli e i 4 gurdandosi negli occhi si promettono ancora l'eterno.

 

Agosto di fuochi ed Porchi

Agosto di fuochi ed Porchi

Agosto di fuochi , agosto di tende, agosto di passione e di merende.

Sulla griglia sono passati branzini e pesce spada, gamberoni e lingue d'anatra;
tende sparse nel prato indiano hanno visto albe diverse e i bonghi sono stati liberati nel bosco.

....e infine per chiudere il Mese per eccellenza ci riuniamo tutti per sua maestà "La Porchetta".
I grandi chef ogni anno si superano, il clima è quello giusto, Due Valige è uno di noi anche se lo è sempre stato,
Orso Bruno azzanna tutti ma con Brass Ancrosà proprio non ce la fa, Occhio Che Brucia organizza impeccabilmente mentre Capello Lungo è il solito manovale, Vecchia Freccia è il cerimoniere e Capo Giovanni ci consegna alla storia....

 



In ricordo di un fratello

Sempre sfuggente, sempre presente, mai assente.

Sei apparso a notte fonda dalla selva dei Lupi, ci hai sorpreso sotto al tripode e hai condiviso con noi
i tuoi e i nostri sogni.

Hai sempre portato con te il tuo grande sorriso ed il tuo grandissimo cuore, le tue macedonie fanno parte della nostra storia, l'avventura sull'arpa con l'asino ci ha accompagnati per lunghi giorni......

e non te ne sei andato senza prima lasciarci un pensiero che ora è li sopra le nostre teste, una freccia con su scritto "Prati di Logarghena", quasi come ad indicarci la strada e a ricordarci perchè siamo li, come ci siamo arrivati e chi ci ha portato.

Un abbraccio fratello
un abbraccio Dezza, l'amico dei Lupi.

 

        Mattechef e la bavazza

Baci, pianti e abbracci, risate, canti e feste, tante feste per Marina, per noi, per i piccoli, per chi vuole essere sempre li, per i cuochi e i montatori, per le donne dei fuochi e per chi non ci può essere; e poi .....


"IE' LU'......
IE' LU'....

MATTECHEF
MATTECHEF
..."

NON CAMBIEREMO MAI

 

        11-12 Luglio 2015 - Una Due giorni d'altri tempi

La data era stabilita da tempo quarantesimo compleanno di Marina e montaggio del tepee; le modifiche e le migliorie apportate, la rete dei contatti ormai calda da giorni, inventario e acquisti necessari fatti....

I giorni prima la tensione è sempre a 1000, non per il lavoro che ci attende ma è l'idea che anche quest'anno saremo lì, gomito a gomito, sporchi e sudati a smadonnare per la ciucca della sera prima e poi alzi gli occhi e rivedi tanti fratelli che da 17 anni sono accanto a te e avresti voglia di sdraiarti nel prato sotto la grande quercia, incrociare le braccia dietro la testa a goderti questi momenti, nonostante gli anni, sempre unici perchè ogni volta si riscrive la storia....

Capo Giovanni è ovviamente il più carico, pare non abbia dormito le ultime notti, sfreccia per la vallata con il pickup rimbalzando da un posto all'altro per accaparrarsi il necessario in attesa che gli altri si radunino; il primo caffè è di Capello Lungo poi a ruota, spuntano Cavallo Biondo, Occhio Che Brucia, Franco e Vecchia Piuma; fuoco alle polveri, si sale.

Arriviamo al prato in un baleno; il battito aumenta, è sempre come il primo bacio; la priorità è preparare il montaggio.

Dopo diversi anni abbandoniamo i pali di castagno per tornare alle canne di bambù, meno "tipiche" ma sicuramente più funzionali e comode; scegliamo le 3 migliori per il tripode, solito nodo a stringere a 5,20 mt d'altezza utilizzando una corda unica per legare poi anche le atre canne che sistemiamo quasi in modo meccanico; le prime 3 sulla destra in senso antiorario del palo del tripode che identifica la porta del tepee, le altre 3 in senso orario poste sulla sinistra del medesimo palo e le ultime 3 poste nella parte posteriore della circonferenza lasciando lo spazio per l'ultima canna (la tredicesima) alla quale legheremo la tenda.

Abbiamo già indossato la maglia ufficiale della Rocca, siamo sporchi e sudati, iniziamo a riconoscerci.


Gli sguardi si incrociano, ognuno ha le sue competenze, alziamo gli occhi per ricontrollare un'ultima volta il nodo delle canne prima di fissare la corda con un picchetto al centro del cerchio e.......ancora lei, è LEGGENDA

..........
since 1999
"LA VISIONE


Alta sopra di noi ci appare la GRANDE AQUILA, maestosa e stupenda, sembra immobile sembra che ci osservi; le sue grosse chiazze bianche poste sotto le ali e la testa dello stesso colore allontanano ogni dubbio è veramente LEI, che imperiosa lassù nel cielo saluta il nostro ritorno là in quel mondo dove LEI è la regina"
..........

Con un'apertura alare di circa 2 mt proprio sopra al pratoindiano ci è venuta a trovare l'aquila reale (ce ne sono 5 coppie nel parco dell'appennino tosco-emiliano); dapprima vola alta come fosse indispettita ma poi scende, si abbassa, ci scruta, ci saluta e torna alla caccia col suo fare maestoso da Regina del Parco.

..........


Bene, sosta ai box; approfittiamo dell'arrivo di Figo del Benfica per far "saltare" un salame e il primo melone accompagnati a un ottimo bianco delle valli.

L'ingranaggio è partito e siamo inarrestabili.

Finalmente abbiamo sostituito le biglie che ci servivano per tirare il telo e legarlo ai picchetti con delle asole dentro le quali abbiao fatto passare un elastico e all'elastico leghiamo una corda in modo da poter fissare i picchetti intorno al tepee;

Inarrestabili.

Si parte col telo interno mentre altri preparano dei nuovi bastoncini più robusti per chiudere la tenda, chi fa nuovi picchetti, chi si dedica al palo da mettere davanti al tepee e chi rammenda la porta d'ingresso.

Figo del Benfica estrae dal cilindro le frittelle coi fiori di zucca ed un puttanesca che erano anni (cos'erano?....anni), si degusta il vino scelto per la grande festa dell'indomani e si riscende a valle, il giorno è ancora lungo e fervono i preparativi.

Ancora ombreggiante, ancora vino.

La mattina del giorno dopo inizia molto presto, i grandi maestri partono all'alba con le 3 prede accuratamente preprate per essere cotte svariate ore sullo spiedo (guai a chi si avvicina per controllare la cottura o chiedere semplici informazioni, c'è tensione); il flusso di arrivi al prato indiano è continuo per tutta la mattina e poi arriva LEI.....

col suo passo vellutato e l'aria da bambina si avvicina ingenuamente al prato indiano..da lontano il coro si innalza....MA RI NA, MA RI NA, MA RI NA; ...e bevilo bevilo bevilo, e bevilo bevilo bevilo!!!!

si aprono le danze, la festa ha il suo inizio!!!!!


Cuoio e asole

L'ultima stagione ha utleriormente peggiorato le situazione del telo esterno del tepee e come sempre sono andate perse alcune biglie necessarie per picchettare la tenda; le toppe utilizzate per coprire i "tagli" alla tenda (a proposito ti ringraziamo ancora per averlo fatto, tutto il lavoro a cui ci hai costretti fa si che passiamo sempre più tempo in Logarghena) sono venute via tutte e, ci mancava, nel periodo che abbiamo lasciato il telo nella casetta per verificare le cose da fare, i topi si sono divertiti nel mangiucchiare un pò le ali del tepee.
Cuoio, stoffa, ago, corde, filo, colla, forbici, elastici ....l'inventario di quello che ci serve per sistemare il tepee è tato preparato ed i compiti assegnati:
- Capello Lungo, Due Fossette e Acqua Che Danza si occupano di cercare la stoffa (è stato sacrificato il sacco che contiene il tepee) e tagliare 18 strisce per fare le asole.
- Alzata con Urlo e Marina cuciono le asole
- Due Pacchetti, matita in mano, deve fare l'artista e disegnare gli schizzi su cuoio che poi insieme a Capo Giovanni taglierà.
- Trota Lunga Acsì insieme a Capo Giovanni e Due Pacchetti si occupa di incollare i disegni di cuoi sulla tenda

Il tutto ovviamente sotto il rigido e vigile controllo di Capo Giovanni che ogni tanto si allontana la zona operativa per scalciare Brass Ancrosà che bellamente se ne sta disteso sul plaid a ronfare.

L'inizio dei lavori si è svolto al tepee mentre la restante parte di notte in vallata con il chiaro di luna e i girlli a farci da compagni e con l'aiuto di Vento sui Colli e Franco portiamo a termine questa "fatica:

I Disegni:

1-Testa di Bisonte: Nel 99 quando montammo il tepee il primo anno una testa di pegra fu issata nel bacchetto più in alto.


 

2-Pipa: Regalataci da Aquila Selvaggia


3-Occhi Rossi: Simbolo della Tribù


4-Fuoco con fuligini: Da sempre compagno delle mille notti dentro la tenda


5-Freccia: La nostra unica arma


6-Acchiappasogni: Presenza indispensabile nel tepee


7-Sole: Perchè quando va via la nebbia..


8-Luna: Nelle notti al prato indiano Le abbiamo cantato innumerevoli strofe

 

Al Vento del Nord

I primi raggi di sole di questo inizio primavera riscaldano la valle e i nostri cuori, quest'anno i lavori da fare  saranno molti sia di manutenzione del campo che per la tenda, non c'è tempo da perdere saliamo a controllare i "danni invernali";

Al vento del nord non si comanda e quando decide di attaccare lo fa senza risparmiare niente e nessuno, i danni:

- Entrambi i tripodi sono divelti e barricati lungo la staccionata; molte canne del tepee di Aquila Selvaggia sono spaccate.
- Il canaletto che scorre laterale dietro al prato indiano e spunta all'ingresso e che accoglie l'acqua piovana nei mesi invernali si è talmente ingrossato da aver spazzato via i piccoli muretti costruiti con pietre raccolte in loco che ora sono raccolte nel letto dello stesso canale.
- L'erosione del terreno lungo il canale è stata tale che all'ingresso del campo proprio davanti al cancello, parte del "dosso" che porta al prato indiano è frnatao nel letto del canale e le piante che stavano in cima la dosso stanno ora sono inclinate e stanno franando anch'esse nel canale portando dietro tutto l'ingresso.
- Il terrapieno di fianco al canaletto dove normalmente mangiamo si è danneggiato con la furia dei sassi e la terra si è riversata nel letto.
- La carta catramata sulla tettoia della legna si è quasi totalmente staccata
- Il rubinetto dell'acqua risulta otturato

 

 

Stesso posto stessa foto stesso porco

Stesso posto stessa foto stesso porco, solita foto solito posto solita tenda, stessa foto stesso posto stessa tenda


come sempre il lunedì mattina il risveglio è atroce, le 48 ore precedenti sono state belle "piene", le urla e i sorrisi dei piccoli indiani, le facce e la gioia di chi si fa vedere anche una sola volta l'anno al Tepee, le mille idee e i mille progetti nati a tavola e gli occhi, si, i nostri occhi, non serviva parlare bastava gurdarci per sprofondar nei nostri grandi occhi gonfi.

E così anche quest'anno dopo mille rinvii, ci ritroviamo a sistemare alla domenica sera 11 tavoli, 22 panche, 3 bombole, 3 pentoloni e arnesi vari e quando ci fermiamo e peschiamo Odo di passaggio ci accorgiamo che sono le 23 e anche questi sono records.

 

25 aprile......e 16

Il pandino è piazzato in direzione Logarghena fin dalla sera prima e così la mattina in un attimo si caricano i 2 grandi grossi sacchi teutonici, la borsetta da "milanese", i recipienti e le vettovaglie che come ogni inverno tornano a valle, cassetta del vino, cassa di birra, acqua....no quella no, palloni da pallavvolo (belli i tempi degli "11"), i bonghi, Bill, il collare di Bill....così Capello Lungo e il Capo dei Tarantolati si involano a raccattare Brass Ancrosà; al Fringuello la tensione è già alta e Capo Giovanni propone di partire subito senza aspettare gli altri, come al solito Occchio Che Brucia riesce a placarlo facendolo sfogare contro Uomo Ombra; poi arriva il momento che ci si ritrova, ma non siamo come il giorno prima: bandana e lunghi coltelli, scarponi e calzoni stracciati, capelli arruffatti, puzziamo di Logarghena ......finalmente ci RICONOSCIAMO; motosega, decespugliatore e saretta ci attendono sul carrello di Occhio Che Brucia e via che si parte, dobbiamo muoverci, fare presto, dobbiamo festeggiare!!!

Il Sole è già alto, giù i finestrini e RISE al chiodo, e poi DIRTY OLD TOWN e poi HARVEST, ci fermiamo solo per raccogliere un pò di salvia e del rosmarino e poi via, vento in faccia e braccia alzate, non siamo solo in 6 a salire al campo ma abbiamo spalle larghe per portare fin lassù tutti i nostri compagni.

La Croce saluta il nostro arrivo al posto dei Pazzi e come piccole formichine iniziamo subito il nostro lavoro, chi taglia, chi sega, chi pulisce, un pò d'acqua alle piante di Trota Lunga Acsì, ci hanno anche buttato via le chiavi della casetta ma non ce ne può fregare di meno...dobbiamo festeggiare....

L'impalcatura del Tepee ha resistito per il quarto inverno consecutivo (forse sarà l'ultimo), quindi siamo agevolati, rileghiamo solo la corda che fissa i pali per stringerla bene, svuotiamo i sacchi e copriamo il prato con i grandi teli, prima di iniziare ad arrotolare il telo esterno lungo l'ultimo palo arriva anche il principe Mani Tonanti che da solo ne fa su metà (sarà anche l'unica fatica del giorno per lui), dalla casetta escono i bacchetti e i picchetti che con moooooolta pazienza Figo del Benfica e il Capo dei Tarantolati cerniscono e sistemano; da dentro la casetta si vede intanto del gran fumo nero segno che Brass Ancrosà è bello avanti coi lavori, Occhio Che Brucia ha già indossato la sua tradizionale casacca e finalmente si può festeggiare perchè ecco che arriva Vecchia Freccia, in alto i boccali, una totale, i Piccoli indiani ci guardano con occhi curiosi e straniti e sembra ieri che brindavamo alle sue trenta primavere davanti ad una bella torta.

Intanto anche le nostre donne sono arrivate e con loro la tribu dei Piccoli Indiani che riempie il campo e il nostro cuore, poi tutti a spernacchiare Brass Ancrosà che si toglie una ciabatta e ci corre dietro; e arriva anche il conte Rasta della tribu dei Piedi Neri e poi tutti a tavola sotto la tettoia, grandi brindisi, il rosso di Amola contro il Doc di Groppomontone, il Barbera e il rosso dei Cerghi; Alzata con Urlo passa a riscuotere mentre partono già le spedizioni dagli Orazi; Capello Lungo e Uomo Ombra fissano il telo interno mentre in mezzo al campo Laméta e Vecchia Freccia già hanno fatto le squadre e le sfide diventano subito accese.

Poi i grilli.

Dopo che hai chiuso la porta, rimangono solo i grilli.

E sai che li riascolterai anche la prossima volta
.

 

 

 

La descrizione di quegli attimi

Abbiamo raccontato e scritto molte volte delle giornate in cui montiamo il Tepee e sono le giornate più importanti e lunghe dell'anno, ognuno ha il suo compito sa quello che deve fare per aggiungere il suo pezzettino in quel puzzle che si chiama Prato Indiano di Logarghena; in realtà ci sono 2 precisi momenti in cui si ha la percezione esatta della magia del Prato Indiano.


                                        CAPITOLO 1 - L'attesa del piacere è essa stessa il piacere.


C'è un momento in cui in ognuno di noi si materializza l'idea che sarà montato il Tepee, non importa se il giorno dopo o tra una settimana, ma esiste quel
momento in cui uno SA che si rimonterà il Tepee....

.farfalle nello stomaco, la testa che parte cercando di tracciare le varie fasi della costruzione, inizia così un percorso mentale per fare in modo di considerare il più piccolo dettaglio; dalla vallata lo sguardo sempre alto sopra le cime di Logarghena e quando chiudiamo gli occhi rivediamo quelle facce e risentiamo quelle grosse grasse risate dei nostri amici, nostri compagni, nostri fratelli.......e tutto ha un senso!!!
 

                                        CAPITOLO 2 - La felicità è reale solo quando condivisa.


La Carovana è già ripartita, raccogliamo le ultime bottiglie sparse per il
prato, sistemiamo le panche sui tavoli, srotoliamo la porta per chiudere la tenda, raduniamo i picchetti avanzati e li riportiamo nella casetta, serriamo la finestra, chiudiamo la porta e ci giriamo verso il Prato Indiano.......

un vortice di emozioni ti assale e ti ritrovi steso nell'erba a guardare per aria tra le nuvole che fanno il girotondo sull'arpa rossa infuocata che domina incontrastata e .......il silenzio......

proprio lì dove fino a poco tempo prima si cantava e ballava, si rideva e si raccontava, si amava e si piangeva ora tutto tace, la guela ancora non si fa ancora sentire, il falco è appena rientrato;

ti rialzi pieno, stracolmo , soddisfatto ...quello è il Momento...tutto il resto è Storia!!!

 

FRA CIELO E TERRA

di Stella Cadente (Tratto dai Pensieri del Prato Indiano di logarghena)

 

Lì, dove montagne di cera arrossiscono agli incontri clandestini di cielo e terra,

dove giovani giumente madide corrono nude

ed il fumo si alza piano fra echi di antiche rimembranze,

dove tutto è sensualmente  fresco nella luce spenta del mattino,

lì,

un luogo dimentico ai più,

caro forse a qualche dio,

lì ti ho trovata, libera da ciò che ti teneva stretta stretta a casa tua,

lì ti ho cercato, giovane corpo bagnato da uno spirito nuovo,

occhi rossi e lingua sciolta

con le mani sporche affondate nei tuoi Sogni

o forse solo nei Bisogni di un’ora,

alla ricerca rassegnata

di ciò che chiamiamo libertà.

Non perderti! prometti!

e non perdere questa fragilità,

piccolo indiano in bilico fra stereotipo e realtà,

le schegge della vita saranno lievi

perché tutto è forse ancora possibile

all’ombra di questa croce.

 

 

 

I numeri del Porco

15°
22 kg
7 ore
1 coppa
8 salami
Parmigiano, pecorino e di mucca
Bianco di Dozzano, di Olivola, di Groppomontone, di Vignola, di Ponticello, di Pala, di Candia e di Luni
Rosso di Amola, di Groppomontone, di Scansano, di Montalcino, di Asti, di Casa Corvi, di Bassone, di Ponticello, della Rocca, dell'Oltrepò, di Olivola e del Canale
750 euro
64 adulti
16 bambini
7 cani
3 macchinette di caffè
3 limoncini
Grappe e genepy
24 macchine
1 trattore
1 moto
1 morto
11 tavolini
3 pentoloni
Ore 20:30
1 giugno 2014
16°

 

Camping Logarghena

Tema: Racconta un episodio o un fatto che ti è accaduto


Il tepee

Venerdì 2 Agosto di mattina presto la mia famiglia e degli amici di papà e mamma siamo andati in Logarghena a preparare le cose per la grigliata e le tende per dormirci di notte.

Quando abbiamo finito la preparazione e noi bambini ci siamo messi a giocare mentre aspettavamo che montassero la rete da pallavvolo, noi siamo stati dentro il tepee, una tenda bianca però noi l'abbiamo pitturata con le tempere.

Quando avevano finito di montare la rete da pallavvolo abbiamo giocato.

Per pranzo, abbiamo mangiato la carne, poi abbiamo rigiocato a pallavvolo e alcuni a calcio.

Verso le 6:00 – 6:30 gli adulti hanno fatto dei tornei di pallavvolo. Dopo abbiamo ammirato il cielo al tramonto, aveva sfumature rosse e arancioni.

Poi le mamme hanno preparato la cena e i papà hanno acceso il fuoco; dopo cena abbiamo cantato e suonato i bonghi e la chitarra. Abbiamo visto la croce illuminata sul monte Marmagna.

Il giorno seguente sono venuti quelli che hanno dormito a Pontremoli e tutti insieme a pranzo abbiamo mangiato la grigliata di carne.

Verso le 8:00 – 8:30 di sera siamo tornati a casa a cenare.

E' stata la giornata più bella che ho vissuto!!!!


 

ACQUA CHE DANZA

 

 

Il ritorno di Aquila Selvaggia

Correva l'anno 98......la tappa Gragnola a trovare gli amici della valle del Lucido era un appuntamento settimanale imperdibile, quasi tutte serate indimenticabili in cui alla chitarra di Aquila Selvaggia si univa Piccolo Grizly con una batteria inventata, chi urlava chi cantava chi usava i vuoti della birra e chi i sempre presenti bonghi e Knocking al mnestron concludeva sempre le jam session...poi una sera una foto cambiò la nostra vita.....

Capo Giovanni si stranò sul divano e buttando i piedi sul tavolino di fronte fece cadere alcune foto, oltre che a delle birre; tentando di dare una sistemata a dir poco volante Capello Lungo e Occhio Che brucia notano tra quegli scatti alcune tende indiane, ma con enorme sorpresa scoprirono ben presto che quei tepee non erano dei nativi americani, ma erano dei ragazzi di Gragnola che già da qualche anno sperimentavano nei loro boschi una sorta di comunità condivisa in cui ognuno ave compiti ben precisi.

FOLGORATI........nessun termine è più appropriato

le foto passavano dalle mani di Capo Giovanni a quelle di Occhio Che Brucia, da quelle di Capello Lungo a quelle di Cavallo Biondo e Piccolo Grizly......la stessa sera al Fringuello il primo schizzo e per molte sere a venire non si parlò d'altro....il resto è STORIA

 

da allora Aquila Selvaggia ci ha seguito nel nostro percorso, c'era il 30 luglio 1999 , è salito con noi sulla Croce il giorno dell'eclissi, ci ha dato una mano a ricucire il telo dopo l'uragano, fu parte della spedizione che da da Scorcetoli  salì in Logarghena a cavallo ed è stato presente in molte altre giornate di montaggio da allora, spesso ha portato il suo Tepee cucito interamente a mano e molte volte i suoi fratelli sono saliti con lui;

quando quest'anno ci ha detto che avrebbe portato il suo tepee e lo avrebbe lasciato al campo tutta l'estate per noi è stata una gioia immensa accoglierlo....e anche sperimentare i suoi testi che infine ci ha lasciato in dono.

Grazie Aquila Selavaggia a nome di tutta la Tribu degli Occhi Rossi.

 

Quindici anni fa

30 Luglio 2013

E tu cambiavi sempre
dicevi che maturare significa cambiare
e che fermarsi infondo è come morire
e lo volevi dire
e lo volevi urlare
ed io urlavo con te.....

Un raggio di sole passa attraverso l'intreccio delle canne e riscalda il viso di chi ancora dopo 15 anni è sdraiato nel tepee e come una carezza sul viso coccola il loro risvegl............MAGARI, in realtà il risveglio è scandito dalle urla gioiose e stonate ma soprattutto incessanti, incessanti, incessanti delle piccole pesti che affollano il prato indiano; Nico e Davide Mangiafuoco sono tra i primi a darsi da fare presto raggiunti dai Tarantolini e dai Giacomini, Nitro (Due Fossette)  e Glierina aggiungono gli strumenti mancanti e poi Bill e Yago e Sansone completano la danza, Acqua Che Danza, Piccolo Fiume e Giulia sono tra le ultime  a uscire dalle loro tane ma in breve cercano di recuperare il tempo perso.....

...SIAMO VIVI.....

 

come in un puzzle vediamo realizzati quei sogni che ci auguravamo certe notti sdraiati sotto ai bocchi quindici anni fa quando ancora tutto questo doveva nascere.

 

La Comunione

 

Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,

a mio padre semplice e profondo,

grazie agli amici per la loro comprensione,

ai giorni felici della mia generazione,

grazie alle ragazze a tutte le ragazze.


Logarghena, 2 giungo 2013

 

 

 

01 giugno, veloci veloci

Pronti via con Capello Lungo che doveva essere già su all'alba ma che invece lanciava segnali di fumo verso valle con 2 ruote affogate nel fango e solo con l'aiuto di Cavallo Biondo e il Capo dei Tarantolati riesce a salvare la pelle da Alzata con Urlo.....dobbiamo fare in fretta, deve essere tutto pronto per l'indomani il giorno della Grande Festa di Acqua Che Danza.

Decespugliatore, sega, martello, metro, marass, sgurszel, corde, biglie, bacchetti, tanto cuore, abbiamo tutto, diamo inizio alle danze...

 

 

et voilà...

 

 

Le Grandi Opere

In attesa del report dettagliato dettagliamo i lavori svolti quest' estate al prato Indiano:

- Verniciatura a Olio della casetta: Carteggiamento della casetta e riverniciatura con apposita vernice ad olio per legno.                                                                                                                                                Partecipanti: Capo Giovanni, Zabe.

- Manutenzione staccionata: sostituzione di diversi pali sia di quelli piantati a terra che di quelli inchiodati.                                                                                                                                                              Partecipanti: Capo Giovanni, Due Valigie, Rasta della Tribu dei Piedi Neri, Uomo Ombra.

- Taglio dell'erba: taglio dell'erba con falciatrice e pulizia con decespugliatore.                                                                                                                                                                                                           Partecipanti: Occhio Che Brucia, Bimbo Che Dorme, Due Valigie, Capello Lungo.

- Pulizia del bosco: Deforestazione attenta e programmata del bosco circostante.                                                                                                                                                                                                           Partecipanti: Bimbo Che Dorme.

- Impianto idraulico: spostamento del rubinetto posto sopra la casetta nel canale che esce dal bosco; realizzato un nuovo punto per il rubinetto innestato in un lavandino di acciaio incastonato in una struttura composta da tavole; da lì il tubo è stato portato sulla pianta posta dietro il lavandino ed è stato realizzato un punto doccia con tanto di paino doccia posto sul canale che scende lungo il prato.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  Partecipanti: Capo Giovanni, Occhio Che Brucia, Vecchia Freccia, Trota Lunga Acsì, Aquila Selvaggia, Loré.

Cucina a gas con piano cottura e forno: Installata nella casetta di legno un forno con piano cotture collegato alla bombola del gas posta in esterno.                                                                            Partecipanti: Capo Giovanni, Padano e Occhio Che Brucia.

Struttura per griglia : Fatta realizzare una struttura per la griglia in ferro con il paino per la brace e i piedi regolabili in altezza.                                                                                                               Partecipanti: Occhio Che Brucia, Brass Ancrosà, Capo Giovanni.

 

15 - Introduzione

1999 - Quindici anni fa

1 gennaio - Nasce ufficialmente l'Euro, la nuova moneta europea. Il 1º gennaio 2002 sostituirà le valute dei paesi che vi hanno aderito.

2 febbraio - Hugo Rafael Chávez Frías diventa presidente del Venezuela

7 marzo - Ad Harpenden in Inghilterra muore il regista inglese Stanley Kubrick. Il suo ultimo film, dal titolo Eyes wide shut, la cui lavorazione era cominciata nel 1996, esce postumo.

21 marzo - Los Angeles: il film La vita è bella di e con Roberto Benigni è pluripremiato alla 71ª edizione degli Academy Awards con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone ad essere premiato con la statuetta del migliore attore protagonista

24 marzo - Jugoslavia - Inizio dei bombardamenti da parte delle forze NATO (operazione Allied Force) contro la Jugoslavia per porre fine alla repressione della maggioranza albanese in Kosovo voluta dal presidente nazionalista serbo Slobodan Milosevic.

1 maggio - Unione europea - Entrata in vigore del Trattato di Amsterdam

9 maggio - Il velista italiano Giovanni Soldini vince l'Around Alone, la regata in solitario intorno al mondo, salvando anche durante il percorso la navigatrice Isabelle Autissier la cui barca era naufragata

13 maggio - Carlo Azeglio Ciampi viene eletto Presidente della Repubblica italiana

1 giugno - Viene emessa la prima versione del servizio di file sharing Napster

7 giugno - Il bergamasco Ivan Gotti vince l'82º Giro d'Italia di ciclismo

3 luglio - Alla finale di Parigi dei Campionati Europei di Basket, l'Italia vince il suo secondo titolo europeo battendo in finale la Spagna per 56 - 64

25 luglio - Lance Armstrong vince il suo primo Tour de France. Vincerà sette Tour consecutivi stabilendo il record di vittorie della manifestazione

11 agosto - In questa data si verifica l'ultima eclissi di sole del XX secolo, visibile da Europa ed Asia

25 agosto - Silvia Baraldini torna in Italia dopo aver scontato 17 anni di carcere negli Stati Uniti

17 settembre - L'economista italiano Romano Prodi viene eletto presidente della Commissione Europea. Rimarrà in carica cinque anni.

14 ottobre - Valentino Rossi vince il campionato mondiale classe 250 di motociclismo

30 novembre - Seattle (USA): imponenti manifestazioni contro l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Nasce il movimento no-global, chiamato anche "popolo di Seattle"

31 dicembre - Russia: il Presidente Boris Eltsin si dimette dalla carica, lasciando il posto al successore Vladimir Putin


.......


Sembra sia passata un'eternità ma proprio il 30 luglio di quell'anno cominciava la nostra avventura al Prato Indiano; da allora tutto è cambiato ma tutto è rimasto esattamente come quel giorno di luglio in cui 23 persone (e mezzo.....vedi sotto ) si distesero stravolte dentro la stessa tenda, la nostra tenda, il TEPEE.

I 23 e mezzo: Acqua Che Danza, Capello Lungo, Rasta, Nico, Daniel (il mezzo), Occhio Che Brucia, Lupo Solitario, Debora, Michela, Tziga, il Reggiano, Capo Giovanni, Aquila Selvaggia, il Daddy, Lega, Ciostro, Cavallo Biondo, Piccolo Grizly, Brass Ancrosà, Ari, Due Pacchetti, Fra, Totinko Tatanka, Bimbo Che Dorme.

 

Colori che esplodono

Gennaio prove su tela

Aprile dime

Maggio vernice e pennelli

28 Luglio montaggio del Tepee colorato

 

 

 

23 luglio 2011

E ci risiamo....

La tenda incerottata stazionava da Capello Lungo da diversi giorni portata da Brass Ancrosà e Capo Giovanni e riposta nel solito posto, ma nulla da fare l'itr non cambierà mai....così Capello Lungo si sveglia all'alba del Grande Giorno e come al solito non trova nulla, la tenda e il telo interno sono in posti diversi, prendi le bottiglie e lavale, riempile alla botte, cerca il cestino, apri il cassetto scegli coltello con fodera da cinturone e coltellino da tenere in tasca(pattada, Opinel o Fox?), magliette e camicie di ordinanza, scarponi e calze di lana, appunto di lana....e dove sono?, Valigietta attrezzi (controlla se ci sono il metro e il martello), un salame ed una mortadella, cazzo la bandana, torna in camera svegli Alzata con Urlo che inizia ad urlare mentre si alzano anche Acqua che Danza e Due Fossette.....e finalmente un clacson, il clacson di Brass Ancrosà; possiamo partire.

Al Fringuello ci attendono Lunghi Coltelli, Due Valigie e Occhio Che Brucia; la Franca butta su il caffè e pronti via si parte....mai così tardi in stagione!!!

Le anguille fritte si rivoltano nelle nostre sazie pance.
Ai primi prati alcuni falchetti sono lì ad attenderci, ci stavano aspettando da ormai troppo tempo; arriviamo al prato e ci buttiamo nel bosco a cercare i pali nascosti tra i bocchi; il rituale ha inizio con il nodo del tripode da parte di Occhio Che brucia e poi è tutto un susseguirsi di operazioni, movimenti e fasi di lavoro ormai consolidati; a pranzo dagli Orazi ci raggiungono le nostre donne con la mandria di piccoli indiani al seguito, manca solo di sistemare il telo interno, la strada è in discesa.

Nel pomeriggio riviviamo il classico andirvieni al prato indiano di amici, curiosi e fratelli; Brass Ancrosà e Occhio Che Brucia danno il via al fuoco ed iniziano la preparazione della cena, c'è che va a riempire la damigiana di acqua alla fontana, chi va a sistemare il tubo ostruito che porta l'acqua corrente al campo, altri terminano il lavoro alla tenda.....piccoli e grandi dettagli di una comunità.
 

Scende la notte, sale il rumore dei bonghi impazziti che i piccoli indiani a turno fanno sfogare, il fuoco arde dentro al tepee ed incendia la notte di Logarghena, la chitarra di Piccolo Grizly impazza, la danza di Vecchia Freccia è magica, Due Pacchetti gode di nascosto e la Sacra Pipa fa il resto...
 

 

Santa Maddalena di sangue

Tra i caruggi di San Pietro è stata sancita la data del Grande giorno; quest'anno onoreremo Santa Maddalena al tepee, la macchina organizzativa ha così il tempo di muoversi con tutta calma visto che mancheranno ancora 3 settimane.

La notizia non fa piacere a molti che considerano tale data troppo distante e mai si è arrivati al 22 luglio senza che il tepee fosse stato montato.

Ed abbiamo preso un'altra decisione importante.

Il tepee lo coloreremo il prossimo anno; purtroppo ci hanno restituito la tenda solo a luglio con le toppe interne incollate (sigh!) e manca materialmente il tempo per prepararlo per essere poi colorato.

va messo su, deve tornare in piedi.

 

 

Schizzi in libertà

La strana pasquetta ci ha regalato una bella giornata, un nuovo inizio, ma il tepee ancora non è su.....quest'anno ci siamo promessi di colorarlo e addobbarlo con pelle....

Capello Lungo: Bisogna iniziare a tirare fuori idee su come cucire il tepee....si era detto di comprare delle toppe di cuoio e con delle apposite colle (sul internet ce ne sono diverse adatte all'uso) applicarle sulla tenda....ma i disegni ?
potremmo fare delle toppe a forma di qualche cosa......altre idee??? l'importante è che se ne parli, si decida e si faccia.....

Occhio che brucia: Prima di comprare qualsiasi pezzo di cuoio dammi il tempo di controllore nel mio garage di perchè qualcosa dovrei avere...ai tempi di Sordi mi piaceva scuoiare i davani in pelle che venivano buttati e mi portavo a casa i resti che valutavo  buoni....Io poi più che per la colla sarei per cucire ma capisco che è molto più veloce la colla....sarei anche disposto a portarmelo su per una settimana e vedere quanto riesco a cucire....magari 4 delle 8 toppe riesco a metterli a posto...
Per i disegni bisogna cercare dei simboli indiani stilizzati (bisonti, cavalli, aquile, pipe ecc ecc) da ricalcare sui pezzi di pelle/cuoio per poi ritagliarli e cucirli...c'à da tener presente che il tutto è monocromatico...Allego un esempio di cosa intendo..
Quest'anno visto che pasquetta è lontana forse conviene montarlo il 25 Aprile....

Capo Giovanni: Cucirlo sopra per me è un casino perchè entra l'acqua

Due Pacchetti: Datemi un'idea dei disegni che ci penso io a prepararli... anche delle dimensioni

Piccolo Grizly: Per me va bene, l'unica cosa io farei le toppe a forma di faccia di mourhino e triplete..... e anche leonardo infame.....Io amo il rugby, sta per iniziare il 6 nazioni bona piccolo grande grizly

Mani Tonanti: Capello Lungo, ti vengo dietro.... nel senso che ti seguo.........................................................................

Sorella Luna (o Fratella Sole): Se i disegni sono 8 sparsi nel mezzo della tenda boccio anch'io le coperture che sembrano toppe.
So che me la bocci e che ci avrete già pensato, ma disegnare semplicemente la tenda con un unica stampa come le vere tende indiane (guarda le immagini allegate), modificando il disegno chiaramente;
L'idea di disegnare l'Arpa Stilizzata è bella .. si può provare a fare qualche disegno per vedere come viene .
.

                                                                    

E, incredibile ma vero, si aggiudica la soddisfazione di aver dato l'idea su come decorare il tepee Sorella Luna (o Fratella Sole, non si capisce chi delle 2 sia l'altra), infatti sui tavoli del prato indiano, facendoci spazio tra le varie bottiglie buttiamo giù lo schizzo definitivo....ce la faremo?

 

 

 

25 Aprile - una strana Pasquetta ma una gran bella Liberazione

Il tempo non promette nulla di buono,è tornato il freddo....lo sguardo ogni tanto si alza verso le montagne a scrutare impensabili squarci di cielo....

e così arriva il sabato di Pasqua e nessuno ha ancora preso decisioni sul da farsi, ma certo è che nessuno vuole essere il primo a rinunciare a non salire al Prato Indiano in Logarghena proprio nel giorno di Pasquetta interrompendo una tradizione ormai ventennale.

E così, mentre alcuni scelgono soluzioni più comode per la festa, arriva anche Pasquetta e si sale ...senza se e senza ma.....si sale.......questa è la sola cosa importante...si sale....

Parti dal Fringuello e il tuo stomaco è in rivolta, ma non sono i sapori della serata selvaggia (anche se quelli danno una mano), senti che oggi è un giorno importante; ed è sempre così fin da quel lontano 99, attraversi Ponticello e poi all'altezza del groppo LEI è imponente lì davanti a te che ti guarda dall'alto delle sue tre vette più alte; passi Caprio e controlli che tutto sia esattamente come lo avevi conosciuto venti anni prima e si arriva al bivio per la Rocca e ci si lascia alle spalle la valle per iniziare davvero a salire; Serravalle ti aspetta e ti offre un ultimo posto tappa, ultimo posto di civiltà prima di andare oltre; al bivio per Dobbiana ringraziamo ogni volta di non dover scendere e poi i primi faggi, le curve, i sassi in mezzo alla strada, ti giri e guardi la diga di Teglia ...e sali; i primi prati, il panorama che si apre, i cavalli di Zucchi sono sempre lì anche se non ci sono più, la prima fontana per abbeverarsi e poi il Ciliegio, ah quanto vorresti fermarti, sdraiarti per terra, rotolarti e poi finisce anche l'asfalto e inziano le giunchiglie e le vacche di Giovanni ti scrutano sornione, un passo dagli Orazi e poi si lascia la strada principale e si scende per la strada di Pizzati ed si arriva fino al cancello dove intravedi ancora Nello che è ancora lassù sulla collina con Due Calzini che ti saluta...e poi sei arrivato, la portiera della macchina è più pesante, un respiro profondo, una corsa e sei lì....nel centro del mondo.....

Partiti in sordina paino piano grazie al salame, la creatina (di Capo Giovanni) e qualche costina s'inizia a carburare, comincia a fare caldo, i piccoli indiani sono tutti già in pista a petto nudo e col sole in faccia.....

E così partiti con scuse ignobili verso gli Orazi ecco che a un certo punto vediamo qualche cosa che ci riporta indietro negli anni..........così basta uno sguardo e Capo Giovanni sancisce Occhi Rossi vs Cravi......storie tese; in porta Occhio Che Brucia, Capello Lungo ultimo baluardo, Chico a correre per tutti e Capo Giovanni a buttarla dentro.......si parte male, molto male, ma ecco che arrivano i rinforzi e Vecchia Freccia si butta in mezzo a smistare...il risultato non conta.....il risultato è la CLASSICA di Pasquetta....(comunque non abbiamo perso)....

Recuperiamo Orso Bruno , Brass Ancrosà e Rasta della Tribu dei Piedi Neri collassati nel prato, il tempo di abbracciare  Aquila Selvaggia e torniamo trionfatori al campo portati in corteo dai nostri piccoli indiani.

Oggi 25 aprile festa della Liberazione.

 

 

Ancora i 2 porchi

Dopo un estate ricca di scorribande in quella fetta di altopiano tra il Braiela e Monte logarghena ci apprestiamo a dare l'ultimo saluto dell'anno al prato indiano con l'immancabile abbuffata all'ombra della tenda...

I preparativi cominciano il giorno prima a valle dove viene allestito il campo cucina dove per tutto il giorno Ivano e Stefano (e un pò anche Patrizio) iniziano a fare girare quei due splendidi esemplari di suino e mentre il vino versato va più nel bicchiere che sull'animale per aiutare la cottura c'è chi parte per organizzare al campo la mangiata: portiamo in Logarghena il tendone della Festa per poter mangiare al riparo da eventuali temporali o dal torrido sole del mezzogiorno, si passa a prendere la sacra damigiana, i tavoli e le panche che mancano, le casse d'acqua (una, anche troppo), la birra...ecc..ecc..

...cassa, canna, bacchette, sciabola e baionette e rifornimenti vari...

Seconda domenica di settembre, su c'è chi ci deve e si sente di esserci, i brindisi si sprecano i calici sono sempre vuoti e l'urlo che giunge anche da Monza ci dà una nuova linfa ......

NOI viviamo per questo

Non credere che le gioie della vita vengano soprattutto tra le persone.

Dio le ha messe tutte intorno a noi. Sono ovunque. In tutto ciò di cui possiamo fare esperienza.

Abbiamo solo bisogno di cambiare il modo di guardare le cose

NOI viviamo per questo

E se io stessi sorridendo e stessi correndo tra le vostre braccia,

riuscireste a vedere... quello che vedo io ora?

NOI viviamo per questo

La felicità è reale solo quand'è condivisa.

NOI viviamo per questo .

 

8 grasse risate

24 cm......parti male, puoi fare molto meglio.....

28 cm.....sei ancora troppo indeciso, vai tranquillo

38 cm.....finalmente si ragiona

70 cm....ecco è così che ti vogliamo sfogati!

45 cm....tieni duro e porta a termine il tuo compito

33 cm....non ci  cedere proprio adesso

43 cm...e non dimenticare di berti una birra prima di andartene

40 cm......grazie, ci sentiamo ancora più consapevoli!

Acqua che Danza saltella intorno alla tenda agitata e felice per il compito affidatole e fa vedere a tutti i suoi compagni quel "metro" simbolo di potere che la rende speciale mentre Piccolo Fiume le corre dietro con la penna e vuole rubarle la scena, ma tra i litiganti ecco che Due Fossette, Leone e Cina prendono il cartone e corrono da Capello Lungo per iniziare questo nuovo gioco.

E subito da dentro al tepee echeggiano risate ed urla dei nostri piccoli indiani che con i loro strumenti rilevano quelle che saranno le modifiche da fare per il prossimo anno e tutti sono protagonisti, coinvolti, parte di un qualcosa che ancora non vedono e non capiscono ma di sicuro possono già assaporare e ricordare.......

perchè vedi caro amico, te sei te e noi siamo NOI e quando ti pensiamo da solo qui dentro la nostra tenda non possiamo fare altro che farci una grassa grossa risata e berci un altro bicchiere alla tua salute....

 

1 Maggio 2010...e facciamo 12

Sono 2 Fossette e Acqua Che Danza a svegliare Capello Lungo quel mattino perché anche loro sentono l'importanza di quel giorno.....

dopo il "dolce" risveglio Capello Lungo si dirige in cantina, scarpe da lavoro, borsa degli attrezzi, un paio di coltelli, la bandana e poi i 2 sacchi di tela all'interno dei quali è racchiuso un mondo, il suo mondo, il nostro mondo...

 il pandino sfreccia verso il Fringuello consapevole che Capo Giovanni non lo avrebbe mai aspettato, difatti con Lunghi Coltelli si era già diretto verso il campo; ad attenderlo 2 Valigie, Uomo Nero e Uomo Ombra e la piacevole sorpresa dell'intramontabile Dezza (remember G8?); carichiamo alcuni teli da Armando dal Cergh per eventuale copertura e si parte.....

 si sente la voglia di Prato Indiano poiché già nella prima mattinata arrivano praticamente tutti e da subito si formano tre squadre, chi si dedica a terminare la tettoia dove mangiare,chi a sistemare l'interno della casetta e preparare la grigliata e i "soliti" iniziano a montare il tepee.

 La mancanza di Occhio Che Brucia si fa sentire fin dal primo nodo del tripode, ma ci arrangiamo come sempre e si va avanti, le martellate e le urla sui travi della tettoia si sentono fin da Pizzati, così come gli sproloqui di Brass Ancrosà che evidenzia tutti i difetti della nuova griglia alla quale lui non ha partecipato a realizzare e intanto iniziano ad arrivare i nostri piccoli indiani capeggiati dai Tarantolini e dai Celeri insieme alle tre bellissime Acqua Che Danza, 2 Fossette e Bianca luna che ci riempiono sempre di gioia e di allegria tutto ciò che ci sta intorno.

Ci sediamo sulle panche e ritroviamo le stesse facce, gli stessi sorrisi, la stessa voglia di allora.

Un urlo e tutti a seguire Piccolo Grizly, 11 nel cassone e 4 davanti con lui e si parte per cavalcar Logarghena; gridiamo e ridiamo ....siamo ancora qui.....

 

Che squadra

la primavera ci è ostile e tra freddo e pioggia non si riesce a pianificare la data per il montaggio così sfruttiamo i sabati e le domeniche di fine marzo e aprile per salire al Prato e fare un pò di manutenzione.

Il Rasta della tribu dei Piedi Neri è il capomastro e Lunghi Coltelli il suo fido braccio destro con Capo Giovanni che dirige l'orchestra, i valorosi ma ancora manovali 2 Valigie e Uomo Ombra, gli apprendisti Uomo Nero e Piccola Spina e gli artigiani a cottimo Piccolo Grizly e Capello Lungo....che squadra.....

... ma il maltempo non molla...

 

la gente era ancora lì 
come ferma nel tempo 
ad aspettare il ritorno ....
mai nessun altro mai nessun altro 
lo vide più 

 

Pali, pali, pali

pali pali pali e ancora pali

ogni nuova stagione parte con dei nuovi obbiettivi......quelli di quest'anno sono i pali......

 Pali di castagno per il Tepee

Capo Giovanni ha insistito più di tutti in questi anni ma per vari motivi non abbiamo mai deciso di fare il grande passo fino a questo inizio di marzo...

è bastato un sopralluogo per convincere tutti, appuntamento la domenica mattina seguente dai Cèrghi.

Capo Giovanni, Capello Lungo e Brass Ancrosà sono i primi, insieme a Lunghi Coltelli che parte subito con il trattore per andare nel bosco, i 3 vanno a recuperare Due Valigie mentre di Bimbo Che Dorme non si hanno notizie.

Si inizia a salire per i  boschi di Dobbiana e ci accorgiamo che la primavera ci ha preceduto, arriviamo ai primi castagni e si continua a salire; superiamo Lunghi Coltelli e si continua a salire fino a che non arriviamo nel luogo desiderato; scendiamo e ci infiliamo i guanti, chi brandisce il marass chi la motosega, le nostre urla si confondono con il rombo dello sguarna.

Sono alti, lunghi, dritti, imperiosi addio canne di bambu .....

 

Pali di castagno per Tettoia

Abbiamo atteso dodici lunghi anni anche per questo ma alla fine ce l'abbiamo fatta, finalmente abbiamo costruito una tettoia nel posto in cui in genere posiamo i tavolini quando diciamo non superiamo la soglia delle 15\20 persone.

Prima abbiamo innestato i 6 pali portanti poi i 10 travetti per il tetto e con degli scarti di una falegnameria abbiamo rappezzato tutta la struttura.

 

Pali di castagno per Staccionata

La staccionata resiste dal 99 nonostante gli inverni, hurricane e le bestie che spesso si divertono a disarcionarla. Così tramite Brass Ancrosà abbiamo deciso di fare un ordine di circa una trentina di pali da 2 mt per 14 cm e una quarantina di pali da usare come tramezzi da 2,5 mt per 8 cm.

 

 

I 2 porchi

Settembre stagione di piogge e di rimpianti, stagione di resoconti e di sorprese amare, stagione di ripartenze e di lieti eventi, ma anche stagione di porchi e mai come quest'anno lo si può dire....

come sempre Ivano e Stefano riescono ad estrarre il classico cilindro dal cappello e grazie all'aiuto di Pampurio preparano 2 fantastiche porchette utilizzando al meglio la disposizione della nuova griglia; la solita levataccia li accompagna al Prato Indiano quando ancora è il chiaro di luna ad illuminare il loro percorso.

Per l'occasione si è deciso di montare uno dei gazebo utilizzati nelle nostre feste paesane e così compresi 15 indianini siamo stati al coperto in 87 sia dal sole che dall'immancabile e ormai tradizionale pioggia pomeridiana; vista l'abbondanza di braccia abbiamo anche colto l'occasione per ripiegare la tenda, rassettare un pò il campo e bere il bicchiere dell'addio...

 

 

1 Agosto - Sole che brucia

Passate le feste di luglio in vallata è tempo di tornare ai nostri monti.....

 

 

Assalto frontale

Il maggio in Logarghena è da sempre un periodo che ci mette a dura prova  e ci costringe agli "straordinari"...e così anche questa volta giunge a valle la notizia che i temporali di metà mese hanno scoperchiato la casetta.

e così una sera usciamo tutti prima dal lavoro, ritrovo al Fringuello e partenza per il Prato dove contiamo in 3-4 ore di riparare i danni; Capello Lungo passa dalla Elsa per i rifornimenti vari mentre Capo Giovanni, 2 Valigie, Uomo Ombra e Piccola Spina sono già su al pezzo; armati fino ai denti schiodiamo, rinchiodiamo, rileghiamo, ritiriamo, insomma sistemiamo il tutto.

Erano già le dieci di sera quando ci fermiamo, intorno a noi le tenebre iniziavano ad avvolgere la natura di nuovo selvaggia e noi lì seduti sotto ai bocchi guardavamo quelle ombre che si allungavano lfi là dove ci sarebbe dovuto essere il tepee; da subito il pensiero ci riportò a quella  primavera del 99 dove esattamente dallo stesso posto gurdavamo calare la notte e ci raccontavamo di come sarebbe stato quel campo allora così nudo dopo che avremmo costruito il nostro primo tepee...

ANTICHI SAPORI

E' dinnanzi ad un fuoco amico

che si ririsvegliano vecchi ardori,

spicchi di vita vissuta specchi della nostra vita,

forse un giorno tutto questo

avrà la sua fine

ma gli antichi sapori

degli spiriti danzanti intorno a quella tenda

ci accompagneranno lungo il nostro cammino,

ristabilendo un equilibrio ormai dimenticato.

 

.....in estatsi, persi in questo fantastico momento, nemmeno ci accorgiamo di cosa avviene attorno a noi; rumori, rumori fastidiosi che ci circondano, che cacciano le aquile e fanno rifugiare i caprioli....sempre più intensi si avvicinano e ci scrutano, il fuoco in mezzo al campo non è per loro un tale disturbo....

2 forse 3 elicotteri nascosti nella notte sono sopra le nostre teste e noi usciamo allo scoperto, pronti a salire sulla nostra quercia caso mai ce ne fosse bisogno,passano un'ultima volta sempre più bassi e inquietanti, poi si spostano sui prati in Braiela ed alcuni colpi metallici ci lasciano intuire che qualcuno si è fatto calare ed ora è intorno a noi.

La situazione si fa sempre più tesa quando ci pare di udire qualche ramo rompersi, a quel punto decidiamo di uscire allo scoperto anche noi, aggiriamo il nostro falò per metterci controluce ed armati di bottiglia di vino invitiamo chiunque essi siano al nostro banchetto....ma tutto tace, dopo alcuni istanti decidiamo di tornare a goderci lo splendido cielo stellato lasciando però una bottiglia di vino da parte per gli eventuali ospiti.

 

Fare e disfare

Il 25 aprile come da tradizione ci si ritrova tutti al Prato indiano.

Dobbiamo ancora sistemare la casetta, fermarla con dei tiranti, aggiungere nuove mensole ma soprattutto prolungare il tetto sul lato a monte in modo da realizzare una piccola tettoia dove lasciare la legna all'asciutto durante l'inverno; mentre un manipolo si dedica a queste attività altri finiscono di sistemare i terrapieni fatti per salire a gradoni verso la casetta, a sistemare il muretto della griglia e del fuoco. 

Non appena terminate queste operazioni testiamo subito il nuovo posto griglia, siamo circa una quarantina ed oggi conosciamo anche nuovi-vecchi amici qui al prato indiano Contessa e BB 2 Piume che insieme agli altri piccoli indiani fa esplodere di gioia  ed allegria tutto ciò che ci circonda.

Appena terminato di applicare con la fiamma l'apposita carta protettiva, stile rifugio di montagna, sopra la nuova tettoia ci apprestiamo a goderci le poche ora che restano prima di riscendere a valle....ma ecco che Occhio Che Brucia inizia a girare intorno al tepee con aria sorniona abbozzando sorrisi maligni e malcelando tutta la sua voglia di vendetta per averlo "abbandonato" il giorno della costruzione.........alla fine ci raduna tutti intorno alla tenda, poi dentro e ci fa togliere un pezzo di telo interno scoprendo che il vento ha spostato almeno una decina di canne e così di colpo Capo Giovanni e Capello Lungo si devono rimangiare tutti i records di velocità e perfezioni sventolati nemmeno 2 settimane prima.

E in men che non si dica siamo già tutti li ad armeggiare con le corde, i sacchi , togliere i picchetti, sfilare le bacchette, snodare il laccio delle canne ....

...cassa, canna, bacchette, sciabola e baionette e rifornimenti vari...

 

13 Aprile 2009 - Pasquetta 

E' ormai sera quando Capello Lungo sistema la porta del tepee, chiude il cancello del Prato Indiano e torna a valle; in mano una cassetta di vino, vuota ovviamente, nell'altra la cassetta "milanese" degli attrezzi, sulle spalle due pesanti zaini e il cuore gonfio........gonfio di gioia e di orgoglio, stanco com'è giusto che sia ma rinfrancato e rincuorato, fiducioso e sicuro, sicuro che qui nessuno sarà tradito, sicuro che qui al Prato Indiano non ci sono gli ultimi nè i primi, alto, come il suo sguardo alto a cercare quella croce che non smette mai di illuminarci.

Capitolo 5 - La conquista della saggezza

"La felicità è autentica solo se condivisa"

E' stata una lunga ed intensa giornata, avevamo tante cose da fare che non si sapeva da dove cominciare:

Fuoco e cucina: Due Valigie e Brass Ancrosà si occuparono di finire il muro della griglia, tagliare un pò di legna e preparare da mangiare.

Manutenzione casetta: Uomo ombra e Lupo Solitario finiscono di mettere i tiranti alla casetta per ancorarla meglio al terreno e tagliare le tavole per fare le mensole.

Pulizia del campo: Bimbo Che Dorme e Totinko Tatanka impugnarono i loro poderosi attrezzi

Montaggio tepee: Capo Giovanni e Capello Lungo si preoccupano di stendere il telo in terra e stendervi sopra il tripode in modo da poter prendere la misura precisa dell'incrocio delle 3 canne (5,3 mt); Aquila Selvaggia inizia a studiare come piazzare le canne mentre 3 CadaveriPiccola Spina stanno scegliendo le canne di misura da utilizzare.

Prima di pranzo arrivano i soliti Orso Bruno, Mani Tonanti e il Bulgaro che danno un aiuto alle nostre donne a portare al prato il necessario per il pranzo ed ecco che finalmente spuntano anche Alzata con Urlo del Gordana con a cavallo Acqua Che Danza e Due Fossette, Vento sui Colli, Sorella Luna e Fratella Sole con pane, pomodori e cipolle, torta d'erbi e salame.....il banchetto ha inizio.....poi tutti sul fiorino di Uomo Ombra per una "cavalcata" da Orazio dove i caffè durano sempre delle mezz'ore.

Di ritorno al campo non abbiamo il tempo di festeggiare a dovere Capo Giovanni che siamo già al lavoro per fissare il telo interno ma...un momento...dove sono Occhio Che Brucia, Cavallo Biondo, Lunghi Coltelli, Orso Bobo e Piccolo Grizly?

parte la DISFIDA

Lasciamo aperto il tepee, chiudiamo la casetta, salutiamo il prato e si torna tutti in vallata per la contropasquetta di Lunghi Coltelli; e iniziamo a raccontare leggende sul montaggio, record di velocità, perfezione mai raggiunta prima e poi, tanto che siamo lì, con qualche salame in tavola ci abbandoniamo ad un gemellaggio enologico di primo livello.......

e così tra un bicchiere di vino e una cazzata passa agli archivi la giornata che ci ha visto rimontare il tepee per la undicesima stagione consecutiva.

 

Casetta

C'era chi arrivava dall'Oltrepò e chi dall'altra parte del fiume, chi dal Sassino e chi quella notte ha dormito in macchina davanti al bar, c'era anche chi alle 5 del mattino sfrecciava trovando comode scuse....insomma poche balle operativi che c'è da fare....

Così Capo Giovanni raduna un pugno di uomini, il ritrovo è il groppo, l'obbiettivo è la casetta di legno; Zankovich è già li sul posto che la inforca mentre gli altri sul trattore lo seguono a distanza, la scalata verso Serravalle è più impervia che mai e i tornati prima de "la Curva" sono micidiali, ad ogni curva potrebbe ribaltarsi tutto e così siamo costretti in alcuni punti a scendere ed a tenerla sui lati per evitare qualsiasi pericolo.

Svalichiamo, intravediamo le prime giunchiglie, il mostro continua la sua corsa....

passiamo Pizzati, c'è la volata ma è anche il pezzo più duro, togliamo la catena degli Orazi ed ora dobbiamo salire al prato; fango e pleccia ci sono nemici, ma Zankovich è inarrestabile, Capo Giovanni da le direttive mentre Due Valigie, Uomo Ombra e Lupo Solitario sorreggono la struttura sul carro, Occhi Che Brucia toglie la canna d'ingresso e siamo dentro.

Si decide subito di piazzarla al posto della legna in quanto è l'unico pezzo abbastanza pianeggiante, le manovre di scarico sono lente e complicate e finalmente la adagiamo sopra 3 traverse della ferrovia saggiamente recuperate a valle; ora è il momento di fissarla con dei tiranti mentre Due Valigie inizia a pulirne l'interno ......e poi scatta la vena: ci procuriamo 7 pali, con 3 di essi costruiamo un terrapieno su un lato della casetta e con gli altri 4 una piccola recinzione; intanto è arrivato  anche uno degli Orazi che con la ben ci sta aiutando a spostare i sassi per la griglia all'altezza quasi della doccia proprio davanti alla nuova casetta in modo da avere più spazio per sistemare i tavoli;

ma oggi al Prato Indiano non si da solo il benvenuto a questa costruzione perchè una venuta ben più importante dobbiamo celebrare ed è la piccola Giulia che dopo sole 21 lune è già qui tra di noi e Occhio Che Brucia non nasconde orgoglio ed emozione nel presentarla al "Posto dei Pazzi".

anche oggi abbiamo dato, ma siamo contenti, ci guardiamo intorno e ritroviamo le facce che avevamo lasciato.............

 

 

24 agosto - Fine stagione

Prendiamo il caffè da Orazio dopo aver pasteggiato per l'ultima volta dell'anno in Logarghena.....

Uomo Ombra non regge l'ultima grappa e Due Valigie lo caccia sulla jeep senza troppi complimenti ...è ancora presto per bivaccare.....ci sono da smontare ancora le coperture della porchetta...e si parte proprio da quelle, pensando alle fatiche di Totinko Tatanka e Piccolo Grizly, via le canne, i picchetti, l'ombreggiante, fil di ferro, chiodi e corde, si procede che è un piacere tra un insulto e l'altro di Brass Ancrosà; Due Valigie e Acqua Che Danza saltellano per il prato inseguite da Alzata con urlo del Gordana mentre Capello Lungo litiga con una corda intrigata.....

...e poi il rituale della tenda...tutti in cerchio intorno al tepee, un ultimo sguardo a quell'incrocio magico e poi via i bacchetti, le corde, le ali che vengono accompagnate dolcemente a terra, la corsa per slegare le canne, lo scioglimento del tripode, impilamento delle canne, il riposo nei sacchi e l'ultimo bicchiere.....

e così è passato un altro anno, un'altra stagione qui al Prato Indiano, momenti travagliati, decisioni importanti, litigi e chiarimenti ma ciò che conta è che siamo ancora qui a raccontare la Nostra Storia.

17 agosto - La Lista del porco

Il tempo di riprenderci dai fumi alcoolici del fine settimana appena concluso che già dobbiamo iniziare a pensare a come organizzare la porchetta a sto giro; ovviamente non ci si trova d'accordo nemmeno su quanto pane ordinare figuriamoci sul resto.

E così i giorni che precedono la mangiata sono arroventati di polemiche e di discussioni, di telefonate a casaccio, di conferme e di smentite arrivando al sabato senza sapere manco il numero esatto dei presenti; secondo alcune stime circa 110, secondo altri non supereremo gli 80.......fatto sta che bisogna darsi da fare;

Piccolo Grizly, Totinko Tatanka, Due Valigie e Uomo Ombra partono per il prato armati degli attrezzi necessari per fare una copertura che consentirà alle eventuali 110 persone di mangiare al coperto; lo stesso pomeriggio il Celero, Finanzier e Mani Tonanti fanno il giro col trattore per caricarlo dei tavoli, panche, griglie, pentoloni, bombole e fornelli necessari per la mangiata; ma il problema è che il porco è quasi 50 kg e dobbiamo decidere se rischiare o meno di prepararlo con la possibilità che non si riesca a cuocerlo e soprattutto correndo il rischio che possa piovere in quanto le previsioni non ci sono amiche; la decisione sul da farsi viene ovviamente presa dai 2 cuochi il venerdì notte davanti ad alcuni fiaschi della sagra "ad Pontsel", i quali giustamente decidono per la soluzione meno rischiosa ovvero farlo cuocere in un forno a valle e poi portarlo su domenica mattina e farlo rosolare 2-3 ore prima di servirlo in tavola.

e la giornata è splendida, una delle più belle porchette della nostra storia, chi arriva al Prato Indiano porta con se una bottiglia di vino, chi un dolce della nonna, chi la cassetta con i pomodori, si sente che c'è aria di festa...i bambini solcano felici i prati circostanti e si nascondo dietro ai cespugli per fare agguati al malcapitato di turno e Brass Ancrosà risulta uno dei bersagli preferiti;

e poi l'immancabile pioggia ci sorprende come ogni anno a metà pomeriggio; il fuggi fuggi è generale, soprattutto per mettere in salvo le bottiglie di vino non ancora finite e mentre la maggior parte si rifugia a valle bagnata ma contenta uno sparuto gruppo di uomini si barrica dentro al tepee insieme ai resti del porco.....e tra una barzelletta di Flavio, un canto del Rasta ed i racconti di Romano se ne vanno via altri litri di rosso insieme an toc ad carsenta ripiena di pancetta.
 

La Lunga Notte - "Fuoco cammina con me"

E dopo una settimana passata ad organizzare l'evento, non senza discussioni, musi e cazzate sparate al vento, ci ritroviamo pronti a partire per la vera festa dei 10 anni; alcuni purtroppo non hanno potuto partecipare ma sappiamo che in fondo è giusto così e siamo sicuri che il loro spirito ci è stato accanto quella notte.

Durante la giornata uno sparuto gruppo di compagni è salito al prato per finire alcuni lavoretti in sospeso, da rilevare la pulizia della cisterna dell'acqua ed il ripristino del rubinetto al campo (fondamentale per poter lavare la frutta e la verdura oltre a lavarci noi) e per accendere il fuoco per fare la grigliata.

Piano piano salgono tutti, chi ha lasciato a casa la prole, chi ha preso ferie, chi ha rischiato il divorzio, l'importante è esserci; così sbrigati i lavori necessari per poter mangiare ed aspettati i "soliti" ritardatari ci si siede mentre l'Arpa sta perdendo il riflesso del tramonto; era da molto tempo che ciò non accadeva e pareva di gustare un qualcosa che ormai era stato riposto in un cassetto e che di colpo risalta fuori, infatti in men che non si dica sbucano chitarre, bonghi, libretti con i delle canzoni e Piccolo Grizly è scatenato e ci trascina tutti in un vortice di urla e canti e feste su feste e risate.

Cala la notte ed accendiamo le torce

Piccolo Grizly è ancora incontenibile e suona e canta e balla contemporaneamente incalzato dai bonghi di Aquila Selvaggia e Capello Lungo e dalle urla di Occhio Che Brucia, Vecchia Freccia e Rasta; il Figlio del Vento improvvisa danze mentre Trota Lunga Acsì e Due Valigie fanno il loro dovere con la Sacra Pipa dentro al tepee; la tenda è ora rosso fuoco e la sua luce risplende nel prato, i nostri ululati sono richiamo per gli abitanti del bosco e dopo lo scalpo fatto al Pampa siamo pronti....

...fuoco cammina con me.....

prendiamo tre canne e le leghiamo come il tripode posandole all'esterno della staccionata verso la Croce, ora tutti insieme raccogliamo il fieno e lo buttiamo sotto al tripode fino ad arrivare quasi alla legatura posta a 4 metri.

 

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Con le torce in mano circondiamo il falò e spinti dalle nostra urla diamo fuoco....

 

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la vampata arriva dritta in cielo, siamo tutti intorno al Grande Fuoco esattamente come 10 anni prima

"....con un bastone accendiamo il falò che in un istante si innalza alto verso il cielo stellato: è giorno, ci spostiamo di diversi metri , ma il calore è ugualmente troppo forte; la lingua di fuoco illumina anche i prati circostanti e si protrae nella direzione delle Grandi Montagne come per stringere un legame con il loro Grande Spirito;

tutta questa scena è fantastica: il grande fuoco, il cielo stellato, il campo, noi e...2 calzini il cane del nonno di Occhio Che Brucia che anche lui incuriosito, viene in mezzo a noi a gustarsi la scena così come la Guela, che ci fa sentire la sua presenza, e come sicuramente tutti gli altri animali del bosco assiepati non molto lontano da noi..."

 

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e il tripode brucia sotto i nostri occhi esorcizzando in questo modo il tepee rubato perché il segnale è forte e chiaro, noi non ci stancheremo mai di tutto questo fino a che saranno questi sentimenti a guidarci, gli stessi che in tutto questo tempo ci hanno legato.

Intanto la notte scorre tra canti ubriachi e corse spericolate sui prati, tra stelle cadenti e storie raccontate là sotto ai nostri bocchi davanti al fuoco della griglia, qualcuno è già steso dentro al tepee altri stanno ancora affettando formaggio e salame e prima che sia l'alba arriva anche il Turco a portare il suo omaggio a questa notte che non si potrà dimenticare.

Ci addormentiamo che fuori è quasi giorno mentre il fuoco dentro al tepee si spegne piano piano senza fare fumo.

 

2 Agosto 2008 - Si torna al Prato Indiano

La notte dai "Lueti" sotto casa di Cavallo Biondo è servita per mettere a punto i dettagli, così Capello Lungo, Occhio Che Brucia e Trota Lunga Acsì tra una gotto e l'altro si danno l'appuntamento per il giorno seguente quando ormai mancava poco all'alba.....

siamo già in piedi, barcollando verso il bagno Capello Lungo stramaledice le acciughe e la spalla cotta che la notte prima che lo hanno "costretto" a bere fino a tarda ora, ma non c'è tempo per lamentarsi dobbiamo ricominciare; Occhio Che Brucia è già passato dai suoi cavalli quando viene raggiunto da Capello Lungo e con molta emozione caricano i 2 sacchi contenenti il nuovo tepee adagiandoli in qualche modo sulla jeep in quanto salgono al volo anche i 2 lupi Igor e Nina; non ci manca nulla, siamo solo in 2 per il momento ma va bene così, gli altri arriveranno, per adesso basta la nostra adrenalina.

La quiete intorno a noi ci riempie, l'Arpa è lì di fronte che controlla, alcuni falchetti vengono a curiosare, un ultimo sguardo alle canne ancora lì in piedi a testimonianza dell'atto infame subito e poi via al lavoro.

..E' dinnanzi ad un fuoco amico che si risvegliano vecchi ardori


Sleghiamo le canne e le adagiamo per terra scegliendo solo le più lunghe, ce ne servono 16 per il tepee poiché lo monteremo in modo diverso rispetto al solito; ne dobbiamo pulire una decina di quelle fatte in aprile da Capo Giovanni e ci armiamo di marass e saretta.

spicchi di vita vissuta, specchi della nostra vita

Intano arrivano al campo Edith e Trota Lunga Acsì che s'impossessa del forcad ed inizia ad accumulare il fieno, non senza farci notare del lavorone che hanno fatto lui, Piccola Spina e Uomo Ombra qualche giorno prima con la falciatrice e i decespugliatori; non appena si presentano i 3 giovani di belle speranze Delss, Pampa e Zabe gli viene imposta l'attività del fieno che viene accumulato appena al di fuori della staccionata dietro la tenda dove c'è l'ingresso; successivamente ecco spuntare Beretta, che si occupa subito di fare i picchetti, ed Alessandra con il piccolo Andrea seguiti a ruota dal rombo tonante di Orso Bruno; poco dopo è la volta di Vecchia Freccia e Piccolo Fiume seguiti a ruota da Alzata con Urlo del Gordana, Acqua Che Danza e Due Fossette.

forse un giorno tutto questo avrà la sua fine


poco prima di fermarci per il rancio decidiamo di fissare il tripode e mettere su le altre 13 canne secondo uno schema diverso rispetto al solito visto che fino ad oggi usavamo 12 canne anzichè 16.



Terminata quest'operazione, non senza intoppi e soprattutto dopo aver deciso che la porta sarebbe stata rimessa dove è stata per 10 anni ovvero verso nord-ovest, lasciamo il Prato per andare da Orazio a desinare e veniamo qui raggiunti da Piccola Spina e Lupo Solitario giunti a dar man forte.

ma gli antichi sapori



Dopo una buona siesta e sbicchierata torniamo al campo e stendiamo sul prato i teli; il tripode è stato legato a 6,2 m di altezza mentre l'ultima canna è a 5,4 m; dopo la consueta gara a chi arrotola prima il telo ai pali riusciamo ad innalzare il tutto ed a sistemarlo al suo posto, srotoliamo il tepee e lo chiudiamo con i bacchetti.

degli spiriti danzanti intorno a quella tenda

Da subito però ci accorgiamo che la distanza tra l'incrocio delle canne ed il telo è troppa ed a nulla serve il tentativo del Rasta della Tribu dei Piedi Neri che con la moto sega accorcia di un palmo tutte le canne; è tutto da rifare. Si sta avvicinando il tramonto e non abbiamo tempo da perdere, ognuno si dedica a modo suo a fare il suo dovere e in un lampo abbiamo rislegato anche le canne; rileghiamo il tripode questa volta a 5,7 m e guidati dal geometra in seconda Zabe vi riappoggiamo le altre canne compresa l'ultima legata sempre a 5,4 m; Piccola Spina salta sulle spalle di Capello Lungo e Due Valigie e mette i bacchetti, poi ci allontaniamo tutti un attimo per controllare meglio il risultato ottenuto e vedere in quali punti tirare meglio il telo e questa volta quasi ci siamo, probabilmente il prossimo anno il tripode andrà legato a 5,5 m; poi è l'ora di fissare i picchetti, quando ormai è quasi buio, con l'aiuto dell'ultimo arrivato Totinko Tatanka.

ci accompagneranno lungo il nostro cammino

Scendiamo a valle stravolti con ancora nelle orecchie le urla felici dei nostri bambini e con dentro una pace che temevamo di non poter riprovare; il giorno successivo Occhio Che Brucia con Monica risalirono da soli al Prato Indiano di Logarghena per montare il telo interno, da questa'anno diviso in 3 pezzi e di conseguenza è più agevole da fissare, ed aprire le ali; il tutto in armonia con lo spirito che li circondava.

ristabilendo un equilibrio ormai dimenticato. (Capello Lungo)

 

I preparativi

La festa per i 10 anni del tepee sembra maledetta; non riusciamo ad incontrarci in pò di persone ed a decidere qualcosa e le date per rimontare il tepee vengono cambiate in continuazione.

Ormai giunti a fine luglio sembra chiaro purtroppo che per l'anniversario del 31 luglio la tenda non sarà in piedi; fissiamo comunque queste 3 date importanti e imprescindibili da tutto il resto:

2-3 Agosto si dovrà montare completamente il tepee con eventuale grigliata la domenica 3 a pranzo

9 agosto Lunga Notte al tepee per festeggiare i 10 anni al Prato Indiano

17 agosto Porchetta con parenti ed amici

 

Uno sguardo al futuro

Dopo esserci leccati le ferite a vicenda la decisione è unanime, dobbiamo rimontare il tepee in tempo per festeggiare degnamente i 10 anni al Prato Indiano.

Accantonata da subito l'idea di denunciare il furto della tenda per una miriade di motivi si tratta ora di cercare sul mercato una buona offerta; non prima di aver valutato alcuni preventivi la scelta del venditore è ricaduta come nel 2006 sugli amici bavaresi http://naturzelte.de/www/tent_tipi_famwest.php; tepee, telo interno, porta, corde per legare le canne ed il lining, biglie e cordine per i picchetti, il tutto al prezzo di 1.100 euro più 250 di spedizione; in cassa è presente una cifra che copre qualcosa più della metà del prezzo pattuito, per la quota restante si deciderà più avanti se autotassarci o fare in altro modo.

In perfetto stile tedesco, il terzo giorno della ventiseiesima settimana dell'anno arrivano i pacchi spediti dalla Germania....si rinizia!

 

La Visione

Entriamo nel cerchio di canne ancora in piedi e chiudiamo gli occhi...

Improvvisamente sono apparsi gli spiriti che si unirono a noi la notte de"Il Grande Fuoco" di 10 anni fa ed hanno iniziato a danzare intorno a noi; nel cielo, fra le nuvole, è ricomparsa l'Aquila Reale che ci guidò nella costruzione del primo Tepee; abbiamo intravisto scendere dalla cima del bosco 2 Calzini e trotterellare come faceva sempre; sotto la "Grande Quercia" è ricomparso il cartello "il posto dei Pazzi" scritto da mano ignota; iniziammo ad udire il vecchio suono del nostro primo acchippasogni di legno che ci ha tenuti svegli nelle notti di bufera; la Croce non ci è mai sembrata così vicina mentre tutta l'Arpa si tingeva di rosso.

e poi noi a completare il quadro....

lì da una parte, vicino alle griglie, sotto ai bocchi al riparo dalla guazza, un pugno di giovani uomini attende di crescere, di conoscere, di vivere, coltivando il loro "Grande Sogno"; già si immaginano la tenda al centro del prato e le notti in cui non si dormirà perché non ci sarà tempo per farlo e parlano e ridono, mescolando speranze e desideri, mentre tutto intorno il mondo gira e si muove loro non vogliono più andarsene da lì, come fermi nel tempo a godere di un'armonia che nemmeno il gesto più efferrato potrà spezzare.

 

Grido di battaglia

Occhio Che Brucia lancia questo grido di battaglia che riassume lo sgomento, l'incredulità e la rabbia che stiamo vivendo in questo momento.

"LE MADRI NON C'ENTRANO MA VERAMENTE FIGLI DI PUTTANA.
.Non ci posso credere qualche pezzo di stronzo ci ha rubato il tepee..la nostra tenda, ma tenda è poco; la nostra vita, la nostra passione, la nostra gioia, la nostra unione, la nostra amicizia, i nostri ricordi, i nostri amori, le nostre incomprensioni, insomma tutto.

Io non riesco a crederci, non mi capacito di tanta bastardaggine, stronzaggine, e non voglio continuare con aggettivi pesanti o auguri e spergiuri che mi stanno riempiendo la testa in questo momento verso queste maledette persone,. che persone non sono, .che hanno compiuto questo ignobile gesto.

Non riesco a capirli, comprenderli e tanto meno a perdonarli; nella vita, pur breve, che finora ho vissuto, bhè ormai ho 31 anni, sono riuscito a capire e comprendere tante cose:
il dolore, gli amori finiti, e persino la morte di persone a me care..ma questo no, non ci riesco, né ora a caldo né sicuramente anche con il tempo....

Magari compreremo un altro tepee, più bello, ma questo gesto proprio non riuscirò a dimenticarlo e tanto meno a perdonarlo. non dovevano farlo.

Cosa cazzo se ne fanno..??? Lo vendono.?? Dove?? A chi..?? C'è un così ampio mercato di tepee..??

Lo rimontano?? Bello chissà come se lo godono, l'hanno rubato non è il loro e nemmeno l'idea è la loro e nemmeno lo spirito è il loro..hanno rubato tutto.

A me nella vita hanno insegnato, ma poi l'ho anche capito, che le "cose" più belle sono quelle guadagnate, sofferte, volute e credute e non quelle rubate.

Spero solo che se lo rimontano ogni volta che lo vedono gli venga in mente il fatto che sono dei ladri bastardi e che il rimorso gli faccia passare nel tepee le notti o i giorni più terribili della loro vita.

Se ci fosse realmente qualche GRANDE SPIRITO vorrei anche che gli tirasse i piedi ogni volta che chiudono gli occhi. Ma queste non sono persone non sono esseri umani che sanno cosa è il rimorso e non sanno nemmeno cosa è il rispetto per le cose degli altri e non sanno nemmeno cosa voglia dire tepee o indiani..perchè altrimenti non avrebbero compiuto un simile gesto.

Ora questi sono pensieri che mi girano per la testa a caldo e mi sono venuti fuori di getto, ma tanto è così, la penso così e non la cambio.

Se qualcuno di voi bastardi dovesse leggere queste parole sappia che le ha scritte Occhio Che Brucia della Tribu degli Occhi Rossi."

 

Uno sguardo al presente 28-05-2008 - ATTO INFAME

Il cinguettìo del telefono interrompe il lavoro di Capello Lungo intento a litigare con il computer; sono le 17 di mercoledì 28 maggio 2008 e nulla sarebbe più stato come prima.

- "La Titty è andata al Prato Indiano e dice che non c'è più il tepee!"

Dopo interminabili secondi di silenzio Vento Sui Colli dice a Capello Lungo se vuole parlare con la Titty visto che si trova ancora lì da lei.

- "Certo. Bello scherzo......."

Ma Capello Lungo sapeva già che non era così, sapeva che ciò che avevano sempre temuto si era ora concretizzato; non aveva ancora finito di parlare al telefono che aveva già timbrato l'uscita dal lavoro, non c'era tempo; in un turbine di emozioni, pensieri, sensazioni, rabbia e speranza allo stesso tempo si dirige immediatamente al Fringuello dove ad attenderlo avrebbe trovato Due Valigie per salire in Logarghena; nell'attesa di arrivare all'appuntamento informò in maniera convulsa Capo Giovanni, Occhio Che Brucia, Cavallo Biondo e Brass Ancrosà e con tutti si ripeteva che magari avranno visto male, che magari non sono arrivati proprio al prato indiano, che magari il tepee è caduto e si è srotolato e non si vedeva, che magari qualcuno ci ha fatto veramente uno scherzo, che magari....che magari.....
Due Valigie salta in macchina al volo ed inizia la ascesa al Prato Indiano; pensieri e parole si mescolano all'impazzata in quella che pare essere una salita interminabile, mai così lunga.

Poi arrivano su.

E' quasi il tramonto ed il sole che scompare tra il Monte Spiaggi e la Cisa fa arrossire l'Arpa regalandoci uno spettacolo unico proprio nel giorno più triste;

un crampo allo stomaco......il tepee è stato portato via dal Prato Indiano, il tepee è stato rubato.

le canne sono ancora in piedi legate, i bacchetti per chiudere la tenda sono rotti e sparsi un pò dappertutto come anche i picchetti per fermare il telo, fuori dalla staccionata impronte fresche di un pickup ci tolgono ogni dubbio...

entriamo dentro al cerchio delle canne, dobbiamo riflettere.

 

25 Aprile 2008 - La "Liberazione"

E' tutto pronto per questa DECIMA stagione al Prato Indiano di Logarghena.

Brass Ancrosà sale per primo al prato portando con se i sacchi contenenti il tepee ed il telo interno che un Capello Lungo febbricitante gli ha consegnato la sera prima; a ruota lo seguono Occhio Che Brucia, Capo Giovanni, Due Valigie, Uomo Ombra, Beretta e 3 Cadaveri; il rituale è scolpito nella nostra testa e prima ci occupiamo di scegliere le 3 canne per il tripode, poi le 10 da inserire nel cerchio e le 2 per le canne, successivamente stendiamo sul prato il tepee per prendere la misura per fare l'incrocio del tripode poi ci disponiamo in cerchio ognuno con la nostra canna ed iniziamo a disporle in modo quasi automatico; poi prendiamo l'ultimo palo e vi leghiamo il telo esterno arrotolandolo in modo da poterlo prendere ed innalzare al cielo; poniamo l'ultima canna al suo posto e srotoliamo il telo; Due Valigie si inginocchia e Rasta della Tribu dei Piedi Neri con un balzo felino gli salta in groppa con i bacchetti in mano pronto a chiudere il tepee; Bimbo Che Dorme e Orso Bruno distribuiscono i picchetti e fissiamo il telo con le palline di vetro; apriamo le ali e la "magia" si rinnova ancora; festeggiamo questo traguardo.
Nel tardo pomeriggio arrivarono a rendere omaggio al Prato Indiano anche altri compagni che per un motivo o per l'altro non sono potuti venire fin dal mattino come Totinko Tatanka, Celero, Vecchia Freccia, Orso Bobo, Cavallo Biondo e Capello Lungo con Acqua Che Danza, importava ne come ne perché, l'importante era esserci, era calpestare quella terra nostra compagna di vita da 10 anni.

 

Canne dopo pasquetta

Il maltempo quest'anno non ci dà tregua e purtroppo saltiamo la pasquetta del 24 marzo, sono mesi che non fa altro che piovere e la "Liberazione" si avvicina.

Il 13 aprile riusciamo ad andare a fare le canne.

Brass Ancrosà va a prendere Capello Lungo e via verso l'Arpiola dove li attendono Capo Giovanni e Occhio Che Brucia già all'interno del canneto che stanno già dandosi da fare; dopo poco arriva il trattore del Celero insieme a Due Valigie e Bimbo Che Dorme; ovviamente si esagera e ci prendiamo la bellezza di 40 canne, le carichiamo sul trattore dopo averle pulite e si parte finalmente per il primo viaggio al prato indiano dove le donne ed un bel capriolo ci attendono da Orazio.

 

L'eredità

Ma questa nuova stagione si apre con una pesante eredità arrivata dall'anno precedente: le asole delle ali strappate dal vento e un 'ala quasi completamente scucita; inoltre è necessario aggiungere un nuovo pezzo di tela al telo interno in quanto quando questo fu tagliato durante la porchetta del 2006 dai coltelli di Occhio Che Brucia e Capello Lungo...meglio lasciar perdere va.....

Ed allora quale scusa migliore per qualche cena in più del solito e per delle buone sbicchierate a casa di Capello Lungo? Nessuna e difatti nei primi mesi del 2008 i vari Capo Giovanni, Aquila Selvaggia, Vento Sui Colli, Trota Lunga Acsì e Due Valigie si alternano, per la gioia di Alzata Con Urlo del Gordana, nella taverna ma soprattutto nella cantina di Capello Lungo e forse sono più le volte che i compagni dopo l'ultimo brindisi decidono di rimandare le riparazioni del telo ad un'altra volta; ma tra una bottiglia di rosso ed un bicchierino di grappa riescono anche a ricucire l'ala staccata e ad aggiungere un pezzo al telo interno; per le asole delle ali il problema era un pò più rilevante.

Aquila Selvaggia indicò la strada da seguire ovvero prendere un pezzo quadrato di pelle (circa 25x25 cm) ed unire 2 vertici opposti in modo da ottenere 2 triangoli rettangoli e cucirli sulle ali nell'angolo in cui si trovano le asole da riparare; Occhio Che Brucia si occupa di trovare la pelle (0,3 cm di spessore) che viene piegata e lasciata sotto alcuni pesi per circa 1 settimana in modo da farle prendere la giusta piega;
successivamente Capello Lungo con un trapano ed una punta 0,4 mm fa i fori lungo il perimetro della pelle su cui si alternano Trota Lunga Acsì, Due Valigie e Vento Sui Colli che con un ago da sarta e del filo resistente cuciono i 2 triangoli di pelle; poi è la volta di fare il buco per le asole e con una moneta da 2 euro tracciamo con una matita la circonferenza; con un taglierino seguiamo la linea tracciata del cerchi e poi con il trapano ribuchiamo la pelle intorno alla circonferenza in modo da ricucire con ago e filo il buco per le asole.

Ormai è notte e le bottiglie sono vuote, ci è costato un pò di fatica ma la soddisfazione nel vedere il risultato ci ha ripagato abbondantemente, non vediamo l'ora di rimontare il tepee.

 

Uno sguardo al passato

Eccoci qui, 10 anni dopo .....

si avvicinano i ponti festivi di pasquetta, Liberazione e primo maggio e noi iniziamo a parlare di quando mettere su la tenda, come organizzarci per salire al prato indiano a dare una prima pulita, cosa fare d nuovo....insomma non cambiamo mai, restiamo orgogliosamente fermi nel tempo e seguiamo il nostro istinto che ci spinge sempre nella solita direzione; abbiamo meno tempo per riuscire ad incontrarci ma il modo lo si riesce sempre a trovare, magari a discapito di altro, ma in qualche maniera nessuno di noi rinuncia a vivere il Prato Indiano di Logarghena ed ognuno lo fa a suo modo, chi si è sposato, chi ha avuto figli, chi è andato a stare lontano e ci torna quando può.

 


 

Quel ramo del lago del Celero che volge a mezzogiorno...

Ed in ottobre si risale un'ultima volta al prato per smontare il tepee a recuperare i cocci; l'appuntamento è da Orazio per pranzo.....il tempo per fare un bel giretto per funghi, ma quest'anno non è cosa....

i primi ad arrivare sono Brass Ancrosà, Capello Lungo e Acqua che Danza, un bicchiere e spuntano Occhio Che Brucia con Monica e Due Valigie, ovviamente non ci possiamo sedere a tavola finchè non arrivano Capo Giovanni e Marina che sono insieme al Finanszier e Tiziana; brindiamo e beviamo annaffiando con vino rosso nostranello tagliatelle al sugo di lepre e successivamente cinghiale, poi un sorso di alcool etilic...emh..grappa della casa, ci dà la botta finale e si va a lavorare....

...e si iniziano a stimare i danni provocati dalle intemperie: un'ala risulta essere quasi completamente strappata dall'asola inferiore, quella che, per intenderci, lega l'ala all'apertura frontale dove ci sono i bacchetti; inoltre si sono rotte alcune asole per i picchetti in fondo al telo.

Brass Ancrosà scruta perplesso pensando al da farsi mentre Acqua Che Danza gli spruzza addosso l'ultimo goccio d'acqua, Capo Giovanni invece sa già cosa fare e come rimediare all'errore di Capello Lungo e Occhio Che Brucia, che tagliarono il telo alla Porchetta del 2007....

Quando l'ombra della grande quercia raggiunge la fossetta del tepee ci rendiamo conto che il sole è già dietro ad Arzelato ed è ora di rientrare, ancora due ruzzoloni nel prato in modo da tornare a casa con un pò d'erba addosso, l'ultima dell'anno, come se per una volta ancora ci si voglia sentire SELVATICI....

 

Telo interno e ristrutturazioni


I "ponti" ci permettono di tornare lassù nei giorni seguenti addirittura sabato 30 aprile siamo in 35 per la gioia di Occhio Che Brucia e non mancano gli operai che sotto la guida dell'intramontabile ed irreprensibile Capo Giovanni sgobbano per sistemare alcune cosette al prato:

Orso Bruno e Capello Lungo coadiuvati da Piccola Spina montano il telo interno;

Due Valigie, Lunghi Coltelli e Lupo Solitario risistemano la tettoia sostituendo le vecchie canne con le nuove e rifacendo nuovi pali per la struttura;

Rasta, Celero e Uomo Ombra fanno un pò di manutenzione al muretto di ingresso e studiano come fare per costruire l'angolo cottura più a nord appena sopra la grande quercia;

Brass Ancrosà, Orso Bobo e Totinko Tatanka s'immerogno nella boscaglia per fare legna;

Occhio Che Brucia lavora per noi;

Capo Giovanni ovviamente fa un pò di tutto;

e.....
ma dov'è andato???
....ah si eccolo.......
:<< Ocio ala piantaaaaa!!!!>>
Bimbo Che Dorme e avete già capito cosa sta facendo

e ci sono anche i piccolini che iniziano ad apprezzare la poesia del prato indiano....Martina di Lupo Solitario, Samu di Lunghi Coltelli e Sara di Capello Lungo, che ha portato anche la piccolissima Irene, si aggirano curiosando qua e là e facendo ammattire le nostre donne e per fortuna loro oggi non si trova qui con noi Picoclo Grizly con i suoi ragazzi Davide ed Ania...

La giornata scorre via fino a che le ombre rosse iniziano a risalire le pendici dell'Arpa e gli uccelli, prima nostri compagni, rincasano nel bosco.

 

22-04-2007 - Beviamo che si parte

Come era già successo per pasquetta la notizia si sparge in un baleno, quando ormai tutti gli esseri umani sono a nanna....Capo Giovanni ha parlato e l'indomani mattina si partirà con il primo sole

Il manipolo di uomini presenti a quell'ora in quel bar di quel paese sbuffano si lamentano, stramaledicono il "compagno" e l'acool ingoiato, ma tanto lo sanno già tutti che nessuno si tirerà indietro...

...ti diranno scegli.....ben sapendo che ridendo tu....tu a loro ti unirai!

Orso Bobo era già da un pò che si rigirava nel letto quando venne di colpo investito dall'assalto nemico e vigliacco di Occhio Che BruciaBrass Ancrosà, ma non c'era tempo da perdere, Capo Giovanni con il fido Due Valigie avevano già svalicato e si stavano dirigendo al prato indiano; ed infatti i due erano già avanti rispetto ai compari tanto da potersi fermare dai Lovi dla Rocca per un buon bicchiere ed una fetta di pecorino e grazie all'arte divinatoria di Due Valigie anche i Lovi si uniscono all'avventura. .
 
Dopo poco siamo tutti al campo dove siamo raggiunti anche da Beretta e dalle donne che portano viveri e bevande in abbondanza, ma si mangia veloce perchè Capo Giovanni non aspetta....e così si parte con l'incrocio del tripode a 5,5 metri, la porta riviene posizionata come da nostra tradizione ad ovest, vengono stesi in terra la tenda ed il telo interno per fargli prendere un pò d'aria, ognuno ha le sue 2 canne da sistemare e via.....il tutto avviene nella più incredibile armonia come se quei gesti fossero quotidiani, persino i Lovi sanno cosa fare ed in men che non si dica il tepee è già innalzato davanti a noi; Brass ancrosà fa i picchetti, Orso Bobo pulisce la fossetta mentre Due Valigie monta in spalla a Occhio Che Brucia e Capo Giovanni per mettere i bacchetti per chiudere la tenda...
 
per oggi abbiamo dato, ora tutti da Capello Lungo per brindare alla piccola Irene..
.

 

Una "strana" pasquetta

All'orizzonte i lampi e i tuoni del sabato non ci fanno fare sogni tranquilli ma Occhio Che Brucia è imperioso "...si va su".

Queste 3 parole bastano per tutti e si mette in moto l'organizzazione dell'evento,

Brass Ancrosà ovviamente pensa al vino e dopo poche ore di riposo e già da Capello Lungo per raccogliere le scorte dell'anno passato, al Fringuello lo attendono Piccola Spina e Uomo Ombra che insieme a lui raggiungono il ranch di Occhio Che brucia; il sole è già alto e il fischio delle aquile
ci richiama lassu.

Saremo in 30 quel giorno di inizio primavera, di un buon inizio di primavera.

Dopo l'abbondante grigliata ecco che a gruppetti invadiamo l'intero prato ed ubriachi di gioia ci abbandoniamo alle attività più disparate, ma il pensiero ricorre sempre a quando si monterà il tepee, a dove e come costruire il nuovo posto griglia, a rifare la tettoia di canne e mentre Brass Ancrosà
prende per il culo Capo Giovanni ecco che spunta all'orizzonte Due Valigie che scende giù dal Braiéla, in men che non si dica si appostano tutti dietro i cespugli e gli arbusti lungo la discesa che porta al prato infdiano,


Occhio che Brucia è in prima fila aramato del suo fido coltello, Capello Lungo attende il momento propizio per fargli lo scalpo, Capo Giovanni e Cavallo Biondo studiano un attacco combinato insieme al Celero, Rasta e a Mani Tonanti....

Due Valigie scende spensierato verso il suo dramma in compagnia di 3 Cadaveri e di un loro amico, gli altri si guardano , studiano le mosse dei disavventurati 3 ed in un attimo escono allo scoperto, Occhio Che Brucia sorprende il più grande ed in un soffio vengono tutti stesi e sporaffatti.....

....e così anche per quest'anno i Vecchi (con qualche intrusione) hanno preso la loro vittoria nella "Classica" di pasquetta......

 

 

2 giorni di fuoco per 30 kg. di porco

Sabato mattina.
La musica è già a tutto volume, gli attrezzi li abbiamo caricati, il cielo è splendido e noi c'abbiamo proprio voglia; inizia così la lunga processione che dal bar ci porterà al Prato Indiano dove ci attende un'intensa giornata di lavoro per preparare il necessario per la porchetta dell'indomani.

Occhio Che Brucia, Cavallo Biondo e Capello Lungo si dedicano a rimontare il tepee, mentre Lunghi Coltelli, Figo del Benfica e Piccola Spina sistemano la copertura del posto dove sarà cotta la porchetta; arrivano anche 3 Poiane che a controllare l'andamento dei lavori.

Impieghiamo un'intera giornata per sistemare ogni cosa, anche se ad onor del vero non abbiamo fatto in tempo a montare il telo interno, ora si deve tornare a valle per caricare il trattore del Celero; come al solito il trattore parte per il Prato Indiano alle 4 di mattina guidato dal Celero spalleggiato da Brass Ancrosà e Uomo Ombra; appena arrivati a destinazione i 3 si sono preoccupati di accendere il fuoco per i cuochi, Ivano e Stefano, che puntualmente alle 6 si sono fatti trovare pronti per buttare sulla brace la porchetta ed iniziare a prepararla.

Domenica Mattina.
La giornata è splendida e mentre il prelibato profumo dell'ovino si espande iniziamo a preparare l'impalcatura per l'ombreggiante ed i teloni necessari per fare ombra ai 60 conviviali che arriveranno tra qualche ora.
Sono le 2 del pomeriggio ed ecco che tutti siamo seduti a tavola per gustarci la prelibata preda, intanto il vino a già iniziato a fare la sua parte e non appena terminato di mangiare iniziano i primi canti tra le tavolate, poi saltano fuori un paio di chitarre ed i bonghi e la magia ha inizio....

Domenica sera.

....e poi ci ritroviamo per l'ennesima volta davanti al fuoco a tirare le somme di questa 2 giorni dal sapore antico e mentre Brass Ancrosà risistema il fuoco per l'ennesima volta e Occhio Che Brucia insieme a Orso Bobo, Capello Lungo e Cavallo Biondo mettono via le ultime cose prima di tornare a valle ecco che tornano le 3 Poiane, scendono dall'Arpa e si fermano in alto proprio sopra al Prato Indiano e ci invitano ad un ultimo brindisi....

"bicchieri in alto miei fratelli...
.....per coloro che c'erano, per coloro che non c'erano, per coloro che non ci sono più"


SALUTE.

 

01 Maggio 2006 - 8 anni dopo

Inaspettato, spettacolare, sudato, voluto………

Ecco la cronaca del “giorno dei giorni” fatta da Occhio che Brucia a Capello Lungo un volta tornato in vallata…

Ebbene si ce l'abbiamo fatta.....nel pomeriggio verso le 16:00 ci siamo detti con Brass Ancrosà di provare.....sotto minaccia del Celero che ci diceva che se lo sarebbe ricaricato sul trattore un'altra volta l'avrebbe buttato nel primo bidone che trovava....(naturalmente alla Celero).....qunidi abbiamo iniziato a fare il tripode provando a legare a 5,5 metri....seguendo il discorso diametro = altezza nodo.....cosi' facendo ci siamo resi conto che forse era un po' alto......(a proposito l'abbiamo rimesso al suo posto un po' anche per sfidare il fatto che magari si fosse offeso)...ad un certo punto sono  apparsi dal nulla Capo Giovanni..e Aquila selvaggia che ha approvato la teoria Diametro = altezza nodo solo che ha suggerito di legarlo a 5 metri......e cosi' abbiamo fatto......Capo Giocvanni ha leggermente protestato per la posizione ma anche quando Aquila Selvaggia è venuto dalla nostra non ha piu' opposto resistenza.....

Facendo cosi' tutto è andato a posto....unico neo forse è rimasto legermente altino da terra circa 25 cm.....per quanto riguarda le biglie diciamo che è uno sbattimento metterle su solo che estiticamente non stanno neanche male...l'unica cosa che legando in quel modo si perdono all'incirca 5 cm di telo....quindo sicuramente dovremmo trovare un'altra soluzione....che potrebbe essere o mettere degli anelli o ricucirci qualcosa tipo delle fetuccie di cuoio....il telo interno non l'abbiamo montato anche perche' si e' fatto tardi...

 presenti...Aquila Selvaggia, Capo Giovanni, Uomo Ombra, Figo del Benfica, Giumian (fino all'arrivo delle costine), Brass Ancrosà, Celero (Bimbo Che Dorme seduto a raccontrsela in continuazione con dei ragazzotti di filattiera Tubo e compagnia)...Marina ha fare i nodi per le biglie....Irene a convincire Capo Giovanni sulla posizione....(Figo del Benfica e Uomo Ombra dopo aver buttato su il telo si sono schierati con Bimbo Che Dorme)

Nota: CapoGiovanni fino a che non ha visto che veniva bene continuava a dire che lui i suoi tentativi li aveva fatti e quindi girava per il prato con bicchiere e mano in tasca....dopo piano piano si è avvicinato e a dato una mano.

 

 

 

Falsa partenza

IL 23 aprile siamo già su.

Alla partenza sembra di essere tornati indietro nel tempo, ritrovo ore 9.00 al bar per la colazione, Brass Ancrosà probabilmente ha dormito lì stanotte ma come al solito anche le facce degli altri non sono da meno.

Ora si parte sul serio, come non si partiva da più di 2 anni e man mano che si sale aumenta sempre di più la convinzione che oggi sarà una grande giornata.

Tornano le urla al prato indiano e dopo esserci gustati dinnanzi a noi  la sempre splendida arpa innevata si parte subito al lavoro: Capello Lungo e Uomo Ombra iniziano a pulire le canne, Occhio Che Brucia e Cavallo Biondo prendono le misure per il tripode; Bimbo Che Dorme ha già inforcato i suoi strumenti insieme al Celero, Piccola Spina si deve ancora svegliare……

In men che non si dica il tripode è su, è il momento di aprire il nuovo telo, lo stendiamo con cura nel prato e lo ammiriamo, è fantastico……….lo avvolgiamo come sempre intorno all’ultima canna e lo innalziamo verso il cielo, otto braccia che lo sorreggono e lo spingono nell’ultimo posto disponibile; srotoliamo le ali che puntualmente rimangono incastrate tra le canne in alto fino a che non interviene Cavallo Biondo e poi stendiamo tutte le pieghe, lo tiriamo, lo fermiamo con i bacchetti.

Attimo di pausa ci allontaniamo per gustarci il risultato.

Qualcosa non quadra, è troppo alto da terra, è troppo tirato in avanti, insomma abbiamo sbagliato qualcosa……

Dopo l’amara constatazione, mentre Brass Ancrosà stura un’altra bottiglia per tirarci un po’ su, si sentono provenire dal bosco dei passi e si intravede una sagoma che man mano si avvicina fa crescere di nuovo l’entusiasmo a tutti, anche Capo Giovanni è arrivato.

Ovviamente prende subito in mano la situazione ed in men che non si dica tutto ciò che si era deciso prima viene stravolto: l’altezza del tripode, le misure del diametro, la porta ad est anziché ad ovest, addirittura si sposta il punto in cui per 7 anni abbiamo montato il tepee …..

si mangia veloce e di nuovo tutti sotto, con più grinta di prima, il gruppo è quasi al completo e dopo un paio d’ore senza sosta ci allontaniamo per goderci lo spettacolo……

cazzo non ci siamo!!!

Il telo è ancora troppo alto da terra, proviao ad apportare arrangiamenti spostando le canne da dentro la tenda ma il risultato è pessimo; uno ad uno ci lasciamo cadere è come aver visto sfumare una grossa occasione, come un gol divorato davanti alla porta dopo aver saltato il portiere in uscita, come un urlo di gioia rimasto strozzato in gola.

 

Il Celero rimonta sul trattore e piano piano risistemiamo tutta la roba sul trattore, telo interno ed esterno, coperte, corde,  legnetti per la chiusura delle ali, il tutto viene fatto con cura maniacale quasi a voler far finta che nulla sia successo.

 

Legna e Canne

Per il 10 Aprile è tutto organizzato: domenica mattina ora 9.00 ritrovo nel bosco di Orso Bruno per tagliare la legna e portarla al prato, purtroppo molto castagno ma anche cerro, noce ed acacia. Uomo Ombra e Bimbo Che Dorme danno spettacolo con le loro armi, mentre Totinko Tatanka mette in campo la sua esperienza sul campo e come al solito 2 Valigie si fa male.

Mani Tonanti arriva sul posto giusto alla fine dei lavori per farsi caricare il trattore e per uscire dal bosco riesce nell’impresa di bloccare il mezzo a metà salita; situazione risolta dall’intervento del super Celero.

Tutti a tavola da Alfiero e dopo la gran mangiata si riparte per l’Arpiola per tagliare le solita ventina di canne; terminata anche questa operazione non resta che ripartire con legna e canne verso logarghena….ricomincia l’avventura.

 

I Bavaresi

Così come da accordi troviamo in rete il sito http://naturzelte.de/index.php?lng=it che produce per lavoro e per passione diversi modelli di tende antiche fra cui anche i tepee; rimaniamo colpiti dalla precisione e meticolosità descrittiva degli autori che anche nel rispondere alle nostre richieste si sono dimostrati esperti in materia;

quindi dopo alcuni preventivi si decide per acquistare da loro il nuovo tepee avente le seguenti caratteristiche:

Tipi con diametro di 5,5m in cotone e fibre sintetice (non sarà fatto per i più naturisti, ma per dormire a 1.000 eron necessarie le fibre) , la porta in cotone, 20 metri di corda in cotone, corde in canapa, biglie di vetro, tela per riparazioni, 2 sacchi per il trasporto in cotone.

….e così mercoledì 5 aprile 2006 un anonimo corriere recapita a casa di Capello Lungo un pacco di circa 40 kg contenente il NOSTRO SOGNO……

 

Il G8

Tralasciando i tristi ricordi genovesi (Carlo vive) che questa sigla evoca, riunimmo il Consiglio nei giorni della “merla” e purtroppo fu un Consglio di soli 8 membri; i tre compagni mancanti Totinko Tatanka, Ciostro ed Ari non volendo più assumere un ruolo di responsabilità al prato indiano hanno ritenuto di non partecipare ma è chiaro per tutti che questo non cambierà di una virgola ciò che è stato e la loro presenza al “Posto dei Pazzi” sarà necessaria come sempre.

Gli 8 presenti: Bimbo Che Dorme, Brass Ancrosà, Capello Lungo, Capogiovanni, Cavallo Biondo, Due Pacchetti, Occhio Che Brucia e Piccolo Grizli.

Sguardi che si incrociano, spiriti alle nostre spalle che ci guidano, segni di intesa, qualche istante di silenzioso imbarazzo come quando eravamo bambini, poi un fiume di parole e di vino e di sorrisi e di sguardi ora più decisi, fieri, sinceri…… e poi Brass Ancrosà che non si ferma più, Piccolo Grizly e Cavallo biondo che quasi si sfiorano e si annusano e Bimbo Che Dorme che fa incazzare Capogiovanni, Ochio che brucia pianifica, Capello Lungo beve mentre Due Pacchetti se ne accende un’altra….

Tra una portata di tagliata ed altra carne alla griglia si è discusso molto su come reperire i soldi necessari per ricomprare il telo esterno; dopo la classica democratica decisione in cui ognuno ha espresso la sua opinione si è deciso di ricomperare un nuovo telone cercando in giro cosa c’è di meglio e la spesa totale sarà suddivisa fra gli 8 presenti alla cena.

Notte piena di decisioni e di speranze finita con la pipa a guardare le stelle.

 

La Svolta

 “

E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo,

pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto…

Il pensiero pesante come un macigno  di non essere in grado di sistemare la tenda , la NOSTRA tenda, affiorava quotidianamente in tutti noi, si doveva fare qualcosa, prendere una decisione, una volta per tutte e così ci fu la SVOLTA….

Ricomprare il telo esterno del tepee e seppellire senza più pensarci il vecchio glorioso tendone.

Ovviamente il più deciso di tutti fu Capogiovanni (e chi se no) che in inverno iniziò a parlarne (e convincere) Brass Ancrosà, Capello Lungo e Occhio Che Brucia, però a quel punto era giusto prendere un decisione tutti insieme come si era sempre fatto, riunire il gruppo e decidere cosa fare.

 Notte piena di decisioni e di speranze finita con la pipa a guardare le stelle.

 

 

Amaro Resoconto

E' finita anche questa stagione al Prato indiano e per la prima volta da quando nel 99 è stato eretto stiamo salendo in Logarghena non per smontare il tepee ma per raccogliere i cocci di un'annata sfortunata.

Saltato anche l'appuntamento con la mitica porchetta e la festa per l'anniversario del prato, ma soprattutto sono mancate tutte quelle semplici giornate in cui ti ritrovavi lì all'ombra dei cerri con i tuoi fratelli e le tue sorelle a raccontare storie, a vivere i tuoi ed i loro sogni, condividere speranze e timori, pronti a tutto, senza paure.
In questo momento dinnanzi a questa desolazione vorrei abbracciarvi tutti.

L'amarezza è tanta ed il pensiero che tutto possa essere finito aleggia nell'aria ma ecco che il ritrovarsi di colpo in quel "posto" dove i rami secchi della quercia in mezzo al prato hanno visto nelle lunghe notti spiriti danzanti intorno al grande fuoco di colpo ci fa sognare e in un attimo tutto è chiaro, limpido, semplice sappiamo cosa dobbiamo fare e rivediamo tutto.....
 

(visioni)

lassù dalla cima del col "Braiela" si intravedono delle sagome di antichi guerrieri, sono Piccolo Grizli, Occio Che Brucia e Capo Giovanni che in sella ai loro destrieri impazziti scendono giù verso il prato, Brass Ancrosà è già al lavoro a spezzare rami e buttare legna nel fuoco, Due Valigie e Uomo Ombra lo seguono in tutti i movimenti sperando un giorno di coglierne l'eredità, intanto Bimbo Che Dorme, Totinko Tatanka e Nuvola Bassa stanno facendo piazza pulita di razze e sterpi, Capello Lungo, Alzata Con Urlo Del Gordana, Cavallo Biondo e Orma Nel Fango arrivano con il cibo e soprattutto la bevanda, Trota Lunga Acsì e Piccola Spina escono dalla macchia portando con se uno strano sacco nascosto nella catana, da dietro il bivacco si sentono urla e non può essere altro che Matarassa con il Celero e Mani Tonanti, Aquila Selvaggia esce intanto con Irene dal suo tepee e si avvicina al fuoco e da dentro la su tenda si intravedono due strane figure che non hanno alcuna voglia di uscire, ci avviciniamo in modo da poter condividere con il Rasta della Tribu dei Piedi Neri e Vecchia Freccia (altri lo conoscono per Occhio Di Lince Miope) un pò di armonia che si può ritrovare solo lì nel "Posto dei Pazzi"......e subito sal alto ed incessante il suono dei tamburi accompagnato da urla e ululati, siamo tornati, anzi non ci siamo nemmeno accorti di non essercene mai andati....

......

... e così Occhio Che Brucia e Capello Lungo capirono e senza proferire una sola parola raccolsero i teli e presero la cassa, un ultimo sguardo prima che il prato sparisca nascosto dai faggi e riscesero verso la vallata con in cuore la convinzione che ciò che è stato è scritto, ma il libro ancora non è terminato....

 

8 maggio 2005: Festa della giunchiglia

Come ogni anno abbiamo festeggiato la festa di Logarghena su al prato indiano e finalmente si sono riviste diverse facce che per la prima volta quest'anno tornavano quassù....

Brass ancrosà alle 11 del mattino era già ciucco e Occhio che brucia praticamente aveva dovuto preparare tutto da solo, Due Valigie e Piccola spina salirono presto al mattino senza fare nulla che si possa ricordare (sareste da ammazzare), Capo Giovanni arriva su e si mette a lavorare, Orso Bobo invece arriva e si mette subito a mangiare, Capello Lungo ed Alzata con urlo del gordana portano per il battesimo al tepee Piccola stella bruna e ci viene a trovare anche Serpente Mansueto portandosi dietro tutta la sua personale filosofia....

nel pomeriggio ci ritroviamo tutti da Nello dove si è svolto un grande concerto all'aperto, 45 musicisti dinnanzi all'Arpa, la gente che mangiava e beveva sui prati, i politicanti che si aggiravano con i loro finti sorrisi....ho voglia di tornare in tenda...........

 

26 Marzo 2005 - Risaliamo...

Intanto Aquila selvaggia è tornato in Logarghena ed insieme abbiamo rimontato il suo tepee;


un pugno di uomini ma in una giornata siamo riusciti a terminare i lavori ed a verificare le manutenzioni più urgenti da fare al prato indiano, infatti la settimana successiva torniamo su per sistemare la tettoia di canne ormai piegata dal duro inverno, riorganizzazione del posto griglia, manutenzione dei tavoli e delle panche, taglio dell'erba e razzoni e accatastamento della legna;

questi piccoli sforzi ci hanno permesso di riorganizzare qualche mangiata al prato nonostante il Dio del Vento abbia fatto ricrollare la tenda di Aquila
selvaggia
riportata a valle.

 

Dubbi e Certezze

E così per il settimo anno ci ritroviamo ancora qui;

molte cose sono cambiate, gli impegni triplicati, abbiamo diversi figli, qualcuno in arrivo, altri sono andati a vivere "fuori",  ma per fortuna il cordone ombelicale che ci lega al prato indiano è ancora ben saldo e se anche quest'anno non riusciremo a montare la tenda non significa che è tutto finito anzi la voglia di rivederlo retto davanti a noi sarà ancora più grande;

la tenda è lassù in un angolino del prato ancora dilaniata in 4 grossi pezzi, un tempo non avremo avuto problemi nel ritrovarci la sera al Leonkavallana (che tra l'altro è bruciato durante l'inverno....bendetti ragazzi) per ricucirlo e rattopparlo, ma ora purtroppo dovremmo prendere un decisione importante: provare a farlo aggiustare o trovarne uno nuovo...

 

 

Un triste bilancio

Quello che segue è il resoconto dell'annata al tepee, terminata ancor prima di iniziare....

10 Aprile 2004 - Montaggio
 

Il rituale viene come al solito rispettato partendo dal frnguello intorno alle 8.30 del mattino; si inizia subito col dividerci i vari compiti come la pulizia delle canne, la manutenzione della fossetta lungo il perimetro della tenda e del canale di scolo, la manutenzione della staccionata e del bivacco, la pulizia del tepee e del telone interno, questi 2 ultimi lavori sono cominciati già dalla settimana precedente durante la quale i ragazzi si sono trovati al Leonkavallana per apportare le modifiche necessarie.
 

La prima notte però ci fa presagire che quest'anno non partiamo col piede giusto; non facciamo in tempo ad iniziare la cena sotto la tettoia che si abbatte sopra di noi un violento nubifragio;
qualcuno decide di abbandonare il prato riscendendo, i più temerari non vogliono abbandonare la nave, la prima notte è sacra, ma all'alba tristemente dopo una nottata in bianco ripartiamo tutti per poterci riposare qualche ora all'asciutto.

 

Il giorno che non vorrei mai vivere

Per tutta la settimana in Logarghena infuriò la bufera e quando arrivò il primo giorno di calma risalimmo subito al prato indiano; la scena che si presentava davanti ai nostri occhi era terrificante il tepee non esisteva più....o per meglio dire non esisteva più per come l'avevamo lasciato.....
brandelli di tenda sparsi per tutto il campo pezzi di canne distanti più di 50 metri e la tenda divisa in 3 grossi pezzi.


(pausa di riflessione)

di colpo ogni certezza è scomparsa ed una strana inquietudine ci ha avvolto ...
potrà tornare tutto come prima o i giorni al prato indiano rimarranno scolpiti solamente nei nostri ricordi senza riavere la possibilità di rivivere quei momenti
almeno una volta ancora.

E così i giorni passarono ed arrivò l'estate ed il tepee non fu rimontato.

Venne organizzata la porchetta e per l'occasione un paio di giorni prima con Aquila Grigia di Gragnola rialzammo la Tenda della tribu amica.

E l'estate lasciò spazio all'autunno ed al triste giorno in cui andammo a smontare la tenda di Aquila Grigia ...la canaletta di scolo del nostro tepee non era mai stata così pulita, l'erba riniziava a ricrescere dove sarebbe dovuto esserci il telo, i sassi intorno al fuoco ancora impilati correttamente,
un immenso vuto nell'aria......

(pausa di riflessione)

L'ultimo bicchiere da Nello, un abbraccio ai fratelli di Gragnola e le montagne  che si allontanano alle nostre spalle e si preparano per l'inverno...

 

Qualcosa bolle in pentola


Eccoci qui....in questa prima domenica primaverile a districarci tra razze e bocchi in quel di Castevoli per assolvere, come da rituale tradizione, il compito della raccolta delle nuove canne;
Brass Ancrosà come al solito si è svegliato male, anzi malissimo, e si cala da subito nel ruolo di coordinatore che solitamente è di Capo Giovanni, ma ovviamente non essendo
troppo ascoltato da Occhio che Brucia e Cavallo Biondo passerà tutto il giornata lamentarsi con il Celero; i 4 compagni si intrufolano nel canneto sotto l'occhio vigile dei proprietari che non possono capire l'importanza di ciò che sta accadendo e mentre iniziano a frascare ecco che si intravedono le Nostre Montagne....

....le nostre montagne che con la loro inconfondibile sagoma ci tengono compagnia durante i lunghi e grigi inverni, basta solo uno sguardo verso l'alto e subito lo spirito si rinvigorisce, riacquisti la consapevolezza che comunque vada non resterai mai solo, perchè lassù tra i prati di Logarghena ai piedi di sua maestà l'Arpa è nato un qualcosa di indissolubile che ci lega talmente forte da renderci una cosa sola....

....le nostre montagne così vicine eppure così lontane e col pensiero riviviamo tutte quelle notti passate ai piedi della Croce danzando illuminati dal chiaro di Luna, spiriti selvaggi e ubriachi che si aggirano in notturna lungo i canaloni dell'Aquila...

così la carovana riparte con un bottino di 16 canne, l'immancabile sosta al Fringuello permette di far visionare il raccolto anche agli altri fratelli e da subito ci si rende conto che finalmente dopo diversi anni abbiamo trovato dei bambu motlo grossi e robusti come quelli storici del 99;
si riparte verso il prato indiano dove siamo raggiunti da Capello Lungo e Alzata con Urlo del Gordana in dolce attesa del frutto della loro unione,
e da Orma nel Fango;
e ci si ritrova come ogni anno a discutere su come monteremo la tenda, come tagliare le ali (se ne parla dal 2000), come organizzare la mangiata di paquetta, quando andare a fare la legna, quando preparare la porchetta.....ed l'increibile è proprio questo, nessuno si è ancora stufato di ripetere sempre le solite cose...meditate gente...meditate....

 

 

Il bicchiere dell'addio


Erano ormai le cinque del mattino quando si iniziò ad udire in lontananza il trattore con le griglie, i tavoli e le panche e le urla indiavolate del Celero che inveiva sul "mezzo" e sulla sua "scimmia" che non riusciva a tenere il centro della carreggiata.....così ci catapultammo fuori dalle tende in tempo per vedere la griglia principale che saltava giù dal carro accompagnata da qualche tavolo....

iniziava così la giornata del lungo saluto al tepee...era il giorno della porchetta.....

come da tradizione il fuoco viene accesso all'alba in attesa del cuoco Ivano che come ogni anno arriva di prima mattina con i ferri del mestiere.....

gli invitati intanto iniziano ad arrivare al prato e come sempre ognuno dà il suo piccolo contributo, senza nessun obbligo o dovere, ma solo trasportati dalla magica atmosfera perchè quello di oggi non è solo una mangiata ma un appuntamento importante per tutti, per i figli, per tutti i fratelli e le sorelle, per i nostri genitori....

....anno dopo anno la discesa a valle è sempre più dura , ci siamo divisi le coperte e gli utensili che si trovavano dentro al tepee, i teli interni ed esterni sono stati portati al Leonkavallana il materiale di lavoro è stato rinchiuso nelle cassette e lasciato al prato indiano e così mentre il sole scende dietro ad Arzelato e le nostre montagne si tingono di rosso ripartiamo ma la nostra anima rimane lì sotto la quercia,  in mezzo ai lupi e ai cinghiali in attesa del lungo inverno.....

 

La Sacra Pipa


Era un freddo pomeriggio di quasi tre inverni or sono quando ormai raggiunta la croce ce ne stavamo sdraiati sotto una roccia per ripararci dal gelido vento del nord; le forze si erano ridotte davvero al lumicino, ne avevamo abbastanza per raggiungere i "Porcili" ma il freddo insopportabile e la fatica in quel momento avevano preso il sopravvento;

Aquila Selvaggia, con tutta la sua proverbiale calma, si tolse lo zaino dalle spalle e dopo aver frugato un pò tirò fuori una custodia di pelle e cuoio e la ripose nelle mani di Capo Giovanni e Occhio Che Brucia; i due si guardarono perplessi, ormai intirizziti dal freddo, e tolsero la copertura alla magnifica custodia, infilarono la mano nella sacca ed estrassero la Sacra Pipa dell'Amicizia;
ancora un pò perplessi prepararono un adeguato impasto ed iniziarono a fumare................e fumarono......fumarono, se la passarono e se la ripassarono, ora tossendo ora ridendo, poi accuratamente la ripulirono prepararono nuovamente gli zaini e si rimisero in marcia verso la Croce, ma con un nuovo spirito, rinfrancati nell'anima e pronti a superare qualsiasi ostacolo, si era riacceso il grande fuoco dentro di loro, un fuoco troppo spesso dimenticato; dopo quell'evento la Sacra Pipa fu portata al tepee donata dal nostro fratello Aquila Selvaggia da lui stesso costruita.

certe notti intorno al fuoco, quando lo spirito è quello giusto, c'è sempre qualcuno che improvvisamente la estrae, ancora dalla sua vecchia sacca, è come un bisogno naturale perchè è in "quelle" notti che ci riscopriamo ancora vivi e passandoci la pipa riusciamo a condividere le nostre gioie ed i nostri dolori.

 

Il ritorno dei "piccoli indiani"

Con la solita lunga notte sulle spalle il risveglio nella tenda non fu dei più agevoli, Capello Lungo uscì per ultimo e senza pensarci due volte partì insieme a Piccola Spina e Uomo Ombra verso la fontana più vicina per
immergervisi dentro;
mentre i tre erano di ritorno verso il prato indiano si udivano sempre più vicine le urla dei quaranta "piccoli" indiani che quel giorno sarebbero stati nostri ospiti;
Due Valigie dette il benvenuto ai marmocchi senza sapere a cosa sarebbe andato incontro e difatti dopo essere stato squadrato e circondato da quelle piccole e tenere creature fu immediatamente assalito, disarmato e reso inerme con la faccia schiacciata sulla terra mentre i bimbi kamikaze si divertivano a saltare sulla sua schiena;
senza non poche difficoltà finalmente Giusy e le "altre" riescono a liberare il malconcio Due Valigie portando i ragazzi a visitare il tepee;

è quasi ora di pranzo quando arriva Alzata con Urlo del Gordana con il necessario per fare il trito per la carne, il fuoco è diverse ore che brucia, togliamo le griglie adagiate sul camino per essere pulite e disinfettate ed le riponiamo nell'apposito spazio, la brace pare non veder l0ra di cuocere la carne ed a turno con il badile la preleviamo per buttarla sotto alle griglie;
il cibo è in abbondanza che a malapena riesce a stare sopra al braciere, i primi affamati iniziano a girare in modo inquietante intorno al fuoco provando ripetute volte a soffiarci le salsicce da sotto al naso, fino a che Due Valigie, discepolo di Brass Ancrosà, a forza di urlare riesce a spaventarli;
ora è veramente pronto e le piccole pesti sono tutte a tavole e come per miracolo pare che una strana qiete (o sarà la fame???) scende sul prato indiano;

dopo essersi sfamati, come se avessero ricaricato le batterie, ricominciano ad urlare, saltare, strappare, rotolare come prima di pranzo e mentre tutto questo accade i cinque della tribù se ne stanno nel boschetto a gustarsi tutte quelle piccole follie perchè loro lo sanno benissimo che stanno assistendo ad un'altra magia del prato indiano.

 

Antichi sapori

Per quel giorno di fine maggio tutto era già da tempo organizzato alla perfezione e, stranamente, anche le previsioni del tempo erano dalla nostra parte anche se dai 900 metri di Logarghena ci si può aspettare tutto ed il contrario di tutto....

Occhio che Brucia parte per il prato indiano con Pedro e Sally seguito da Lupo solitario ed un altro compagno di strada, gli altri arrivarono nel pomeriggio inoltrato in tempo comunque per preparare ogni cosa necessaria per la cena; al tramonto il sapore della carne alla brace stava già scendendo verso valle, ancora una volta i nostri cuochi erano riusciti a sfamare un ventina di lupi affamati;

una volta seduti al tavolo sotto alla nuova copertura fatta con le vecchie canne del tepee, con il fuoco che emana un piacevole quanto essenziale tepore, riviviamo mille altre notti passate insieme, perfino i sapori sembrano sempre gli stessi ed ognuno di noi continua a ripetere quelle che sono le sue abitudini ed infatti ecco che instancabilmente Brass Ancrosà continua ad alimentare il fuoco e per poco non brucia i pali della tettoia sotto la quale ci sono le tavolate, Piccolo Grizly ha già impugnato la chitarra cavalcando vecchie ballate di Neil Young, Cavallo Biondo e Capello Lungo provano a seguirlo con i bonghi mentre Occhio Che Brucia intona canzoni d'altri tempi, Capo Giovanni è intento a studiare nuove modifiche da apportare alla tenda ed intanto si prende gioco di Bimbo che Dorme che come al solito non ha voglia di fare niente, il Celero inizia a scelerizzare ed è così che inizia la nostra ora, il nostro momento....il prato indiano diventa il "Posto dei Pazzi", come d'altronde è già stato definito, ed in un lampo ci ritroviamo sotto al cielo stellato a godere di ogni centimetro di quel posto che come per magia è riuscito a fermare il tempo, mentre intorno a noi tutto sta cambiando, e basta pestare quell'erba per riassaporare tutti quegli antichi sapori che poi, per qualcuno, rappresentano il senso stesso della vita e così ci lasciamo trasportare dalle nostre emozioni ed ognuno può ritrovare a suo modo la pace dei sensi;

la luna risplende nel cielo stellato e si riescono a distinguere le nostre montagne più imperiose che mai e le avventure di Piccolo Grizly, Capello Lungo e Trota Lunga Acsi ci accompagnano dentro al tepee dove il fuoco è già acceso ed il senso di accoglienza che emana
è davvero qualcosa di speciale;

è una serata magica, siamo in tanti, probabilmente diciotto, non tutti riescono ad adagiarsi comodamente all'interno della tenda ma l'importante è esserci; ci sistemiamo alla meno peggio, ora siamo il centro dell'universo, il mondo esterno non esiste più e lentamente ci addormentiamo soddisfatti...............

e poi la Visione.............

sta albeggiando ed il silenzio è davvero assordante, tutto intorno a noi si risveglia, i grilli sono i primi a cominciare il loro concerto seguiti dalla guela, lo scampanellio lontano delle pecore, il cinguettio degli uccelli viene accompagnato dal venticello mattutino, in quest'orchestra non potevamo di certo mancare ed il Ciostro con Alzata con Urlo del Gordana completano il concerto .......in quel momento ho avuto la percezione di capire tutto, quale fosse il mio scopo e ogni cosa apparve così semplice e non riuscivo a spiegarmi  come avevo fatto fino a quel momento a non capire.......

mi riaddormentai felice, ma al mio risveglio non fui più in grado di ricordare nulla, ma rimase in me la consapevolezza di avere vissuto un'altra magia del prato indiano.

 

Cose mai viste


Muretti in sasso: in questi anni i terrapieni realizzati nel 1999 all'entrata del prato indiano si sono rovinati in quanto hanno dovuto subire oltre alla neve ed il gelo, l'incessante passaggio del bestiame durante tutto il periodo invernale; così abbiamo deciso di abbattere tutti i terrapieni e costruire al loro posto muretti in sasso; il capo cantiere Rasta inizia ad impartire gli ordini ed in sette partiamo alla ricerca dei sassi più squadrati possibile, Cavallo Biondo e Piccolo Grizly intanto si occupano di fornire un impasto solido bagnando la terra ed impastandola di piccoli sassetti, la mazzetta è nelle mani giuste e in una mezza giornata riusciamo sostituire almeno i terrapieni ormai
distrutti;

Il Cancello: Capo Giovanni sfrutta l'occasione di avere una squadra di uomini pronti a tutto (era il giorno dell'inaugurazione e chiunque voleva rendersi utile) per utilizzare finalmente il cancello di legno che aveva costruito cinque anni prima per cui viene allungata la staccionata alla quale viene fissato il cancello, il tutto è realizzato proprio all'ingresso del prato;

La Tettoia: nelle lunghe notti estive in cui si sta intorno alla tavolata grande dinnanzi al fuoco fino a tarda notte, uno dei pochi fastidiosi inconvenienti è la "guazzaia"; così si è deciso di utilizzare le 50 vecchi gloriose canne che nel passato hanno condiviso con noi lunghe notti dentro la tenda, tagliarle della misura necessaria e legarle l'una all'altra; la cosa più faticosa è cercare nel bosco i 4 pali portanti della struttura e trascinarli fino al prato caricandoseli in spalla, ma come sempre accade, le risorse che troviamo in logarghena sono incredibili, il nostro entusiasmo, la nostra voglia di sentirsi tutti parte della stessa storia, riusciamo sempre a non sentirci mai stanchi ed a ritrovare forze in altre situazioni nascoste (come quando partimmo per la Croce di Fuoco all'alba dopo aver dormito appena
2 ore nel tepee);

La Staccionata: una grande opera di manutenzione è stata portata a termine sulla staccionata anch'essa provata dai molti inverni freddi e l'impegno di Alzata con Urlo del Gordana e di Orma nel fango è stato incredibile in quanto praticamente da sole sono state in grado in solo 2 mezze giornate di ripassare con l'impregnante i più di 50 metri di recinzione del prato;

La Porta: è stato deciso di sostituire le vecchie asole che fungevano da porta del tepee con un pezzo di pelle fatto fare su misura, sicuramente più adatto alle nostre esigenze ed esteticamente più bello delle vecchie asole fatte dello stesso materiale della tenda; la nuova porta ora è stata agganciata, ad uno dei primi bastoncini che servono per chiudere il tepee.

 

25 Aprile 2003 - LA Liberazione


Cappuccino e briosche, così ha inizio quel mattino prima di partire per gli alti prati di Logarghena,
Capo Giovanni aveva sentenziato l'orario di partenza che tutti avremmo dovuto rispettare per non essere insultati tutta la giornata e così armati dell'occorrente necessario si parte verso la montagna;
il sole splende già alto quando arriviamo al "prato indiano", il caldo inizia ad essere insopportabile, ma ognuno di noi conosce esattamente cosa deve fare e si parte subito come tante piccole formiche che da sole possono anche perdersi, ma che insieme possono raggiungere qualsiasi obbiettivo;

Piccola Spina e Uomo Ombra della tribu dei Piccoli Coltelli completano lo zoccolo duro ed ovviamente gli vengono ordinate mille cose diverse da fare nello stesso tempo...devono crescere.....
intanto il tripode è già in piedi ed ognuno di noi solleva in cielo una canna, come ogni anno si dibatte sul numero delle canne e come ogni anno ne rimettiamo 15 lungo la fossetta che delimita il perimetro del tepee; ovviamente tutto non ci potevamo ricordare e quindi mancava la corda per il telo interno decidendo di montarlo il giorno successivo;

quello che più conta ora è essere di nuovo lì, con i tuoi fratelli, insieme ai tuoi compagni di viaggio e quando vediamo spuntare al prato indiano anche il Rasta dalla tribu dei Piedi Neri e Vecchia Freccia capisco che oggi è veramente un bel giorno per morire......
 

La prima volta

Non sappiamo come ma è accaduto....
era dal 1997 che il rito della pasquetta veniva regolarmente consumato nella nostra amata Logarghena, oggi è successo qualcosa;

questo 21 aprile dell'anno 2003 rimarrà di sicuro impresso nelle nostre memorie, per i nostri piani saltati per aria grazie ad un tempo malvagio, per non essere stati in grado di montare il tepee, per non aver pranzato tutti insieme il giorno dopo pasqua, per non aver giocato la "classica" di pasquetta come tradizione vuole;
Brass Ancrosà non ha lavato il telo interno che Piccolo Grizly si è scordato di portargli, Capello Lungo ed Occhio che Brucia si sono preoccupati maggiormente della Lokomotiv e non hanno nemmeno provato a partire per Logarghena al sabato pomeriggio quando schiariva, Capo Giovanni ha preferito la pesca, Cavallo
Biondo
e Bimbo Che Dorme non hanno rispettato nemmeno la sveglia, Totinko Tatanka, Trota ed il Ciostro non si sono visti, Vechia Freccia ed il Rasta della Tribù dei Piedi Neri hanno ormai abdicato;

mai la  Tribù degli Occhi Rossi si era comportata in questo modo, mai avevamo ragionato nello stesso modo di quelle persone che non vogliamo diventare, mai ci eravmo dati per vinti senza nemmeno tentare l'impossibile, mai prima di oggi tutto il senso dell'esistenza del "prato indiano" ha rischiato di dissolversi;
che questo giorno rimanga come monito per i tempi a venire e ci faccia riflettere se quella tenda in Logarghena è una capanna costituita da 13 canne rivestite da un telo impermeabile oppure ai nostri occhi acquisisce un significato ben più profondo.

 

Piccoli focolai

La stagione invernale 2003 sembrava non finire mai e le serate trascorse, quasi esclusivamente, in letargo al "Fringuello" erano diventate ormai troppe...
Quando il cielo lo permetteva, uno sguardo alle montagne era l'unico rimedio ad un inverno triste ed ostile;
ubriaco, rifiuto tuttavia condizione giovanile obbligatoria. (G. Estremo)
incarnava alla perfezione il nostro stato d'animo, sempre alla ricerca di un appiglio per finire la giornata.

bagliori, brusii, mezze parole, piccoli focolai.....

Come i primi raggi di sole primaverile, come le piccole gemme che sbocciano verso metà marzo in logarghena, come il primo vento caldo del sud, ecco che d'improvviso, come per magia, un pensiero inizia a prendere forma nelle nostre teste, se ne parla a bassa voce, quasi intimoriti, ma consapevoli che tra poco riavremo il nostro mondo, piccolo ma infinito, vicino ma lontano e già s'intravedono ombre, spiriti che danzano intorno ad un fuoco davanti ad una tenda ristabilendo un equilibrio ormai dimenticato.

 

 

Un degno finale

Anche a fine agosto il tramonto che ci offrono le nostre montagne è di quelli indimenticabili, il sole ormai è calato dietro Arzelato e alle valli zerasche, mentre gli ultimi raggi riescono ancora a colorare di rosso i pendii dell'Arpa
infuocandola e rendendola ancor più incantevole e maestosa che mai....

è tempo di tirare le somme al prato indiano di logarghena, sta finendo la stagione estiva e di conseguenza siamo ormai prossimi a rimettere a riposo il
tepee per l'inverno.

Quest'anno la nostra presenza in generale è stata meno assidua rispetto ai tre anni precedenti ma di certo non sono mancate giornate memorabili o
notti infinite nelle quali è accaduto di tutto, non sono mancate ovviamente le grigliate e le serate passate dentro al tepee, non è mancata la notte di
San Lorenzo come non sono mancati i canti ed i balli e non è mancata neppure la porchetta....già la porchetta....

66 invitati, una porchetta di 35 kg., 5 tavoloni della festa della birra con 10 panche a seguito, 52 litri di vino, 6 cani, 4 cavalli, 20 quintali di legna
per cuocere la porchetta, ore 5 la sveglia, 20 metri quadrati di ombreggiante e tanta tanta voglia di stare insieme e far festa.....

non so se questi numeri vi possono aiutare a capire quanto quel giorno per noi è importante, certo quando quel mattino alle 5.15 il celero si presentò al prato indiano con un trattore con 20 quintali di legna da scaricare, bhè credo che nessuno di noi sia stato molto contento di uscire dalle tende e mettersi in moto; contemporaneamente arrivano sul posto anche i 2 cuochi, Ivano e Stefano, che come ogni anno ci trovano ancora sdraiati nelle nostre brande ed appena ci vedono ovviamente non possono fare altro che complimentarsi delle nostre belle facce sveglie; poche chiacchiere perchè bisogna montare la griglia e sistemare il porco, scaricare il trattore montare i tavoli e le panche....oddio voglio '
tornare a letto....

Brass Ancrosà stappa la prima bottiglia alle 8.00 del mattino e Capello Lungo ha già capito che sarà molto dura riuscire ad arrivare a sera in posizione verticale;

i rinforzi arrivano alle 11.00 inoltrate, ovviamente chi ha potuto dormire nel suo letto se l'è presa, ma ora non c'è più tempo da perdere perchè
arrivano le nubi e bisogna coprire i tavoli con l'ombreggiante e del telo impermeabile per cautelarci dalla pioggia; intanto, in silenzio, la porchetta continua ad abbrustolire sulla brace per la soddisfazione di tutti che piano piano si recano al suo capezzale per vedere se più o meno grossa degli altri anni, più o meno bella o, più che altro, per bere un bicchiere dalla damigiana che sta proprio lì di fronte;

alle 14.00 siamo ormai pronti per servire la sessantina di invitati e c'è già chi ciucco si rotola a pancia all'aria per il prato o chi lotta con i
vari cani...ma ora facciamo silenzio che arriva.....applausi scroscianti, iniziano ad affettare...che il banchetto abbia inizio.

la fine della giornata coincide con un momento molto triste, bisogna smontare il tepee....

si fa tutto controvoglia, molto in fretta, Piccolo Grizly riprende la sua chitarra, Capello Lungo ed Alzata con Urlo del Gordana a fatica trascinano
via le coperte, sporche e bucate, utilizzate come pavimento della tenda, Brass Ancrosà recupera i bottiglioni di vino, Occhio Che Brucia raccoglie i suoi "giocattoli", Capo Giovanni con cura ripone i suoi ornamenti nello zaino, Cavallo Biondo e Orma nel Fango recuperano i vestiti che da 3 mesi
continuavano a lasciare costantemente al prato.....

mestamente carichiamo i teli e tutto ciò che è sopravvissuto al 4° anno di vita del tepee nel carro del Celero che parte, scende dal prato verso la stradina che porta alla Rocca, passa sotto Pizzati e si avvia verso la vallata lungo la strada provinciale;

cosa dire......................LEGGENDE

un giorno non molto lontano, uno strano tipo risalendo lungo i canaloni della Croce urlò: "Quando va via la nebbia....." un grido strido, lancinante,
ricolmo contemporaneamente di paura e dolore....ebbene quel grido non rimase inascoltato gli spiriti d Logarna (indiani?) risposero:"C'è il sole...ehh..c'è il sole.."

...ai posteri l'ardua sentenza.

 

15 piccoli indiani
Capello Lungo e Brass Ancrosà stavano faticosamente tagliando la legna quando apparvero dinnanzi a loro Lupo Bianco e Alce Tonante impugnando i loro piccoli coltelli; Brass Ancrosà improvvisò allora una lotta ma in men che non si dica fummo attaccati dal altri 13 guerrieri che ci piombarono addosso da ogni direzione
.....fummo costretti alla resa e così i 15 piccoli indiani, quel giorno nostri ospiti,
poterono iniziare le danze per festeggiare la vittoria:Iniziarono con dei girotondi intorno al tepee accompagnati dal suono dei nostri tamburi poi si schierarono sui due file ed improvvisarono la danza della guerra.

Al termine di questa esibizione Lupo Bianco e Grande Luna, incaricato dal resto della loro tribu, ci consegnarano un regalo fatto con la loro mani, il "bastone della pioggia". 

I piccoli indiani ci seguirono tutto il giorno controllando, ammirando e studiando ogni cosa noi facessimo, incuriositi e desiderosi di imparare ci aiutarono ad aprire e chiudere le ali del tepee, ad accendervi il fuoco all'interno,  furono veramente valorosi nel darci una mano a riparare la staccionata e a pulire
le griglie utilizzate per cucinare;

ovviamente furono colpiti soprattutto dai nostri cavalli e Piccolo Grizli li fece salire a turno sulla sua LUNA ovviamente a "pelo".

 

...E Acqua Fu

un altro tassello è stato sistemato, finalmente siamo riusciti a portare l'acqua al campo;
da un paio di anni non si faceva altro che parlare di questo progetto la cui realizzazione non è stata sicuramente semplice.

All'inizio della primavera nel periodo in cui si cercavano le canne per il tepee Chicco dell'Arpiola ci regala una botte in vetroresina dalla capacità di circa 1.000 litri; questa è la molla che ci mette subito in moto: nel bosco sopra al prato indiano esiste una vecchia sorgente utilizzata nel passato da Nello, portiamo la botte nel sito dove sorge l'acqua, grazie al lavoro di Bimbo che Dorme che con le sue armi pulisce il sentiero e ci agevola il passaggio fra i bocchi ed i cerri.
E' il momento del Rasta: la vecchia sorgente si è ridotta ad un bozzetto ed è quindi necessario costruire un pozzetto che raccolga l'acqua e per mezzo di un tubo venga incanalata nella botte di vetroresina posta qualche metro più in basso; per portare sul luogo del lavoro gli attrezzi necessari formiamo un catena dove a turno per alcune decine di metri ognuno
di noi ha dovuto portare il badile, la sabbia, ma soprattutto i sacchi di cemento;
ma ecco che il Rasta si mette al lavoro, Vecchia Freccia vigila sul suo operato distraendolo in tutti i modi possibili, Lupo Solitario, Piccolo Grizli e Trota fissano il contenitore per l'acqua ed iniziano a stendere il tubo di gomma per farlo arrivare al prato;

il pozzetto è terminato, complimenti Rasta, ora dobbiamo solamente fare arrivare l'acqua alla botte "cazzo si sta riempendo davvero", colleghiamo tutte le giunture, in fondo al tubo inseriamo un rubinetto e siamo pronti per l'esperimento....attimi di silenzio inondano l'atmosfera, Piccolo Grizly gira la manovella del rubinetto in senso
orario...tra un attimo sapremo........e un getto incredibilmente forte strappa un lungo applauso ed urla e fischi.....ce l'abbiamo fatta anche questa volta.....con calma...ma ce l'abbiamo fatta.

 

La Sera Leoni

Stranamente quel mattino d'inizio estate il primo ad arrivare all'appuntamento non fu Capo Giovanni ma Brass Ancrosà che forte di questa conquista si sentì da subito in dovere di offendere ed inveire il resto della ciurma;
poco dopo ecco arrivare Capello Lungo con un occhio aperto e l'altro ancora chiuso, infine con molta molta calma si presenta anche Occhio che Brucia che ovviamente attira su di se le ire di Brass Ancrosà;
i quattro ora sono in silenzio, un silenzio intenso fatto di sguardi e cenni d'intesa, poche ore fa bevevano e spaccavano bicchieri a morsi ora si trovano al centro di una vecchia strada di campagna pronti a partire verso quella Logarghena che è sempre al centro dei loro pensieri.....c'è un Tepee da rimontare......

Si passa al Leonkavallana per recuperare il telo esterno e quello interno, corde e cordini, picchetti e tiranti, tutto ciò che avevamo depositato nella vecchia scuola la famosa notte di "Like a Hurricane";
carichi a mille (nel senso che praticamente eravamo ancora ubriachi dalla notte precedente) saliamo al prato indiano e dopo qualche attimo di esitazione ci mettiamo all'opera; il sole batte sulle nostre teste che sembra ci voglia entrare dentro (non glielo consiglio)...non mollare...siamo solo in 4, mai siamo stati in così pochi a montare il tepee...non mollare
mai....si suda, si fa fatica, abbiamo sete (questa è l'arsura)...tieni duro...Capo Giovanni continua a lamentarsi del fatto che lo stiamo montando male, Brass incrosà sta morendo di fame, Capello Lungo soffre in silenzio e Occhio che Brucia ne ha già fumate un pacchetto...è quasi fatta dai che ce la facciamo...

dopo tanti smoccoli, sudore ed imprecazioni varie non ci accorgiamo nemmeno che la tenda è di nuovo in piedi....lì eretta dinanzi a noi....più alta e maestosa del solito ci sembra quasi voglia dirci qualcosa, un brivido ci percorre la schiena, non capiamo come possa essere sempre così emozionante.

 

Like a Hurricane

Quella notte a Scorcetoli molti di noi si svegliarono di soprassalto disturbati dal dio del vento che con tutta la sua potenza si abbatteva sui nostri tetti, inquietudine e paura ci assalirono nel pensare di cosa fosse capace un tale
uragano in Logarghena...........


la notte successiva Occhio che brucia, Piccolo Grizly, Totinko Tatanka e Capello Lungo risalgono al prato indiano (sulle note di "Like a Hurricane" di Neil Young) per prelevare alcuni utensili da sistemare e prendere alcune misure per dei progetti che sono in cantiere (primo fra tutti: l'acquedotto);
quasi si fossero scordati dei presentimenti della sera prima, lo spettacolo che si trovano davanti è devastante: la strada sotto al prato indiano è invasa di coperte e plaid, il gelo si impadronisce dei 4 che silenziosamente continuano ad avvicinarsi al campo e che con lo sguardo cercano inutilmente di scorgere la punta del tepee, facciamo l'ultima salita e non vogliamo credere ai nostri occhi: entrambe le tende sono state spazzate via, le canne distrutte sono sparse ovunque così come i picchetti ed i tiranti che dovevano servire per assicurare il telo a terra, il telone esterno è volato fra i i rami dei primi alberi del bosco e subito ci accrogiamo degli evidenti strappi e lacerazioni, il telo interno è per metà rimasto legato al terreno ma è completamente strappato in quei punti nei quali avevamo fissato i tiranti,il tepee di Aquila Selvaggia ovviamente non ha avuto miglior sorte....


intanto piove e piovono lacrime, in fretta e furia stendiamo i teli nel prato e copriamo tutto, vogliamo andarcene via da lì, vogliamo fare finta che non sia successo, vogliamo ma ovviamente non possiamo;

il giorno seguente Capo Giovanni, Aquila Selvaggia e Piccolo Grizly tornano al prato per recuperare i resti e fare un calcolo dei danni il telo interno viene riportato dal fornitore per la riparazione mentre quello esterno va direttamente al Leonkavallana dove a turno ci ritoveremo per cucire e rammendare il nostro tetto.

 

La Festa più Grossa

La mattina seguente è Brass Ancrosà che ci dà la sveglia (in confronto un elefante dentro una vetreria farebbe meno rumore del suo russare), il sole è già alto quando usciamo dalla tenda in bocca ancora quel gusto amaro che sa di notte
passata senza riparmiarsi, ci sono ancora una casino di cose da fare e non sappiamo ancora da quale cominciare; 
qualcuno riscende a valle a prendere altri viveri, proviamo a contarci...non ci possiamo credere...stiamo aspettando più di 60 persone;
Occhio che Brucia è già alla griglia, altri iniziano ad affettare i salumi e le torte, bisogna andare a lavare la verdura, tagliare le crescenti, riempire le taniche d'acqua, preparare le tavolate, insomma ognuno ha il suo compito
e come al solito tutto riesce al meglio;
intanto impazza la festa, è pasquetta e tutti si vogliono divertire, saltano fuori i "classici" bonghi, le chitarre e le armoniche, chi sprovvisto di tali strumenti si unisce all'improvvisata sinfonia con bottigliette, posate
o quant'altro oggetto in grado di emmettere un suono: più di 60 persone che danzano, suonano, cantano, urlano è un qualcosa di grande che a lungo rimarrà nella memoria dei queste persone....


e come ogni primavera oggi si terrà la "classica" di pasquetta, visto l'elevato numero di giocatori, formiamo 4 squadre da 9 persone l'una: la tribu gemellata di gragnola, i "figli", i "vecchi" ed i "giovani".
Tutti gli altri circondano l'improvvisato terreno di gioco e ci sostengono con un tifo sfrenato; le partite ovviamente si susseguono all'insegna di un sano agonismo che spesso sfocia in dure entrate soprattutto ai danni della squadra dei "figli" 
che comunque raggiunge la finale contro i "vecchi";Al fischio conclusivo di Bimbo che Dorme sono ancora i vecchi che come al solito si riconfermano campioni e tornano trionfanti al prato .....peccato che ormai sia tardi e con le ultime energie bisogna risitemare tutto per riscendere a valle.

 

Il Saloon di Nello

La notte ci ritroviamo tutti nel saloon di Nello, fuori fa ancora troppo freddo per fare una grigliata.............
questo posto ci ha accompagnato negli anni in quanto è da sempre sede di feste e mangiate ma è stato anche utilizzato come rifugio in quelle notti in cui una buona bottiglia, il fuoco di un camino, del formaggio e un amico ti fanno
compagnia fino all'alba....
E' Piccolo Grizly che accende la serata con la sua chitarra ed a ruota prima Occhio che brucia e poi Capello Lungo lo affiancano uno con la voce l'altro con la sua armonica;

le donne ai fornelli cucinano piatti ricchi e succulenti che finiscono prima di essere posati sulla lunga tavola del saloon.......il ritmo incalza, le scorte di birra e vino continuano a diminuire, siamo pronti per danzare fino a tarda 
notte nei nostri prati, abbiamo il fuoco dentro, è un fuoco grande, vero, perchè noi siamo puri di cuore;
usciamo dal saloon ed entriamo nelle tenebre, qualche torcia, ma non serve, conosciamo il percorso, sappiamo dove vogliamo arrivare, è la forza del prato indiano che ci guida.........

ci avviciniamo al campo e sempre più forte sentiamo il battito dei bonghi che incalza, altri nostri fratelli ci attendono per incendiare la notte, un fuoco viene subito acceso nel mezzo, il vino e tutto il resto non mancano..........
non è possibile provare a raccontare questa storia.....bisogna viverla.......

 

30 marzo 2002 - Mai così presto


Pasquetta incombe e per noi amanti delle NOSTRE tradizioni è arrivato il momento più atteso dell'anno....si monta il tepee.

Tutti siamo incuriositi di vedere il nuovo telo interno che dovrà migliorare  il "tiraggio" del fuoco dentro la tenda ed impedire la formazioni dei maledetti bozzi d'acqua che si formano nella tenda dopo le grandi piogge....vedremo....

Il giorno inizia presto (si fa per dire) e l'appuntamento è un classico: al "Fringuello" per la colazione;
ovviamente il primo ad arrivare è Capo Giovanni seguito a ruota da Occhio che Brucia, Tataias e Piccolo Grizli che già discutono, si offendono, scherzano, ridono...sentono il clima del grande giorno....
poco dopo ecco arrivare Alzata con Urlo del Gordana, Capello Lungo e Rochy, Cavallo Biondo e Orma nel Fango, ed infine Aquila Selvaggia della tribu di Gragnola che monterà il suo tepee con il nostro al prato indiano di Logarghena.
Portiamo al prato tutti i beni (soprattutto i viveri) per la nostra permanenzache sarà di circa 3 giorni compresa pasquetta dove sono previsti una cinquantina di persone al campo; 
il sole splende alto e l'Arpa è magnifica come al solito, il mio cuore siapre per essere riempito di gioia, i miei fratelli sono qui al mio fianco, ora, come direbbe il buon Gneppo, siamo nuovamente invincibili;
.....ma ora al lavoro: Tataiass e Occhio che Brucia sono già nel bosco per fare i piccheti per la tenda, Cavallo biondo e Piccolo Grizli puliscono le canne tagliando i rami ed i nodi, Capo Giovanni e Aquila Selvaggia rattoppano
entrambi i tepee coadiuvati da Alzata con Urlo e Orma nel Fango mentre Capello Lungo immortala ogni dettaglio ed ogni particolare per rendere immortale l'immaginee la vita al prato indiano...............

passano le ore, il lavoro è intenso finalmente riusciamo (non senza qualche difficoltà) ad innalzare le canne, piegare il telo e lo issiamo sull'impalcatura del tepee che piano piano inizia a prendere forma, fissiamo i picchetti, ed iniziamo 
a montare il telo interno....finalmente il nostro nuovo telo interno......

sistemiamo il nailon per terra intorno al fuoco, riaddobbiamo la tenda con gli acchiappasogni e gli ornamenti che per diversi mesi hanno riposato in una cassapanca e che oggi finalmente tornano a vivere........perchè loro vivono,
racchiudono tutti i nostri segreti ed i nostri sogni, condividono con noi gioie e dolori, provate a chiedere ai nostri bonghi se preferiscono essere suonati quando siamo sobri o ubriachi; 
simultaneamente cominciamo a montare anche il tepee di Aquila Selvaggia completamente cucito a mano, sbagliamo un
paio di volte a sistemare l'incrocio del tripode, srotoliamo il telo, portiamo dentro alla tenda i sassi necessari per il caminetto interno, chiudimo la tenda con i bachetti raccolti nel bosco..........

Arrivano i nostri

piano piano arrivano al campo Mani Tonanti,, il Celero, Vecchia Freccia e il Rastache portano una buona "ventata" di allegria che ci rinvigorisce per gli sforzi finali.


è quasi sera, siamo stravolti, ora vogliamo goderci lo spettacolo: ci sediamo in mezzo al prato ed in silenzio osserviamo le due tende..........tra l'una e l'altra si scorge l'Arpa e si intravede la Croce di Fuoco ora si può iniziare 
a festeggiare, ora possiamo iniziare a bere vino e a fare casino, dimenticando tutto, oggi è il Grande Giorno e nulla ci può distrarre dal celebrarlo.

 

L'Istinto della Libertà......

E' sotto la luna piena, sopra in cima al prato, che "rende" meglio vedere le ombre allungate e il fuoco dentro che s'e' riacceso .. OGGI COMPIE 4 ANNNI! 
Ancora li', uguale, nascosta da occhi indiscreti ma aperta al cielo.... ..passione,voglia ,modo di fare e di vivere ...spesso ci chiedono quale sia stata la molla che ha fatto NASCERE TUTTO . Tutti siamo da sempre venuti fin quassu' attratti come una calamita';e' il nostro istinto che ci chiamava e faceva correre fino qui per regalarci notti fatte di passioni carnali,viaggi spirituali,sbornie colossali che quando arrivava l'alba potevi morire un secondo dopo che eri a posto cosi'! 

E adesso e' li sotto la nostra CREATURA ,e ti viene la pelle d'oca quando vedi che "gia' si muove e cammina da sola" e pensi che regalo migliore alle nostre praterie per restare cosi' in eterno non ci poteva essere !

 

 

29 settembre - A riposo....

Dopo la lunga estate, dopo le tante avventure, dopo i mille sogni,| dopo le varie illusioni, arriva la crude realtà, smontare il| Tepee.

Finalmente quest'anno siamo riusciti ad anticipare il Grande Vento del nord che per due anni ci ha aiutato, creandoci qualche piccolo disagio, in questa scioccante, ma elettrizzante, impresa.

Giornata di metà settembre,..una canna si è già spezzata, ma è  ancora in piedi: la guardi e rivivi tutto ciò che è stato in questa stagione: le feste, i canti, i bonghi, tutto sembra riprendere vita ad ogni picchetto che si toglie o ad ogni bastone che si sfila dalle asole.
 

Ultimo bastone, ultimo grido ed il telo che cade, uno studio sulle piccole riparazioni e poi di corsa, dopo averlo slegato, intorno allo scheletro per slegare le canne per poi ammucchiarle una ad una contro la grande pianta per meglio ripararle dalle intemperie.
Il telo piegato le canne radunate, le coperte raccolte, tutto è sistemato, rimane un cerchio di terra bruciata con il focolare in mezzo ad attendere la "bella" stagione" per rivivere tutto questo.

 

Dalla neve ai cavalli

"Logarna Beach"

Il silenzio immacolato fu rotto dalla richiesta di OCCHIO CHE BUCIA:<Fammi accendere> CAPELLO LUNGO era come paralizzato da quella visione:
dinnanzi a loro tutto era bianco ed il tepee innevato si ergeva ora davanti a loro ancora più grande e maestoso che mai;


<Porca Troia> esclamò OCCHIO CHE BRUCIA <Maremma bufala> rispose CAPELLO LUNGO....


i due si ritrovarono spaesati in mezzo al loro amato prato scoprendo nuovi angoli e nuovi mondi fino ad allora mai abbastanza apprezzati;
presa una bottiglia di rosso dalla cassa, steso un plaid dentro la tenda, ci godiamo questo momento fino a quando un LOVO viene ad interromopere il nostro torpore:
<Ven a ber an bicher> e così anche il Lovo Bruno si aggrega alla compagnia, ma è solo per un breve periodo in quanto il branco di pecore al suo seguito
rumoreggia ed il viaggio che lo aspetta è lungo, così dopo una "buona" sigaretta saluta e riparte;

il rosso intanto comincia a fare effetto, usciamo dal tepee, c'è il sole (incredibile), via la giacca, il maglione, la camicia, la maglietta.....ops ma siamo a petto nudo!!!!!!!!!!!!OCCHIO CHE BUCIA agguanta due sacchi della spazzatura basta solo uno sguardo e i due sono già in vetta
alla collina di fronte che si lanciano per i pendii più scoscesi con i sacchetti sotto al culo........

"Povere bestie"


Passano alcuni giorni e lo scenario cambia totalmente, il sole risplende alto, il prato è "invaso" da scatenati pronti a dare battaglia per 2 giorni interi...ma chi è che smadonna????

in lontananza si odono le imprecazioni di CAPO GIOVANNI nei riguardi della sua giovane puledra (chiaramente non mi riferisco alla squaw che sta di là
dal fiume..) stanno arrivando VENTO TRA I CAPELLI, OCCHIO CHE BRUCIA, TOTINKO TATANKA ed appunto CAPO GIOVANNI con i loro cavalli; sono risaliti da valle percorrendo le vecchie strade "maestre" ed ora arrivano al tepee dove in un baleno prepariamo 2 recinti separati, isolando LUNA la cavalla bianca di VENTO TRA I CAPELLI;


i cavalli vengono sellati di continuo tutti vogliamo salire sui "nostri" stalloni e girare per Logarghena...povere bestie ...ci prova anche VECCHIA FRECCIA
che parte al galoppo con Luna, arriva sul primo colle e, con il cavallo imbizzarito su 2 zampe, lancia un urlo liberatorio....che passa dalla Croce di Fuoco alla riserva padana dove il suo corpo è costretto a RIPOSARE...


affamati come LUPI ci sediamo attorno al fuoco ed attendiamo che OCCHIO CHE BRUCIA abbia terminato di cucinare....pronti via......abbiamo già divorato
tutto...il giorno sta facendo spazio alla notte che ora avanza, qualcuno comincia a ritmare la serata con i bonghi, il fuoco è sempre più alto, qualcun 
altro è già ciucco e se ne va a dormire nel tepee, altri si giocano tutto in improbabili sfide, il fuoco è sempre più alto, CAPO GIOVANNI e VENTO TRA I 
CAPELLI
vigilano i cavalli, AZATA CON URLO DEL GORDANA ORMA NEL FANGO E OCCHIO CHE CADE dopo il caffè e la grappa dichiarano di riuscire con i loro ululati a tenerci svegli tutta la notte, il fuoco è sempre più alto, il momento è catartico e CAVALLO BIONDO CAPELLO LUNGO e OCCHIO CHE BRUCIA si lanciano in canti e musiche popolari, il fuoco è sempre più alto....BRASS ANCROSA' YA BASTA....

 

3 giorni e 2 notti...

3 giorni e 2 notti…..

La tenda ormai è in piedi, il gelido vento e le grigie nubi sono nostri compagni, ma noi di certo non ci facciamo scoraggiare per così poco; ci lasciamo avvolgere da questo “nostro” mondo fantastico..è come una favola…..

 La notizia che la tenda era stata rimontata aveva ormai fatto il giro della valle e piano piano tutti i nostri “fratelli” sono saliti qui al prato indiano: chi portava coperte da stendere all’interno, BIMBO CHE DORME non era ancora arrivato che già aveva iniziato a fare legna per la notte, BRASS ANCROSA’ portò con se tanto di quel vino che poteva bastare per tutta l’estate (peccato che quella sera la metà se n’era già andata), qualcuno arrivò con i bonghi e le chitarre perché si doveva far festa, arrivarono altri cibi e bevande a volontà; tutti erano felici di questa rinascita tutti salirono al prato indiano per rivivere i propri ricordi, per ritrovare vecchi amici, per rivedere ciò che di nuovo era stato fatto, per avere la certezza che tutto era a posto esattamente come gli anni precedenti…..tutti volevano rivedere la nostra tenda con le ali aperte , il fumo che esce lentamente dall’apertura delle ali, la Croce che s’intravede tra l’incrocio delle canne…

A causa del freddo che ci penetrava nelle ossa la prima notte al prato indiano incomincia….in trasferta……infatti troviamo rifugio nella baita dei VECCHI di Logarghena dove abbiamo la possibilità di sederci intorno ad un tavolo e cucinare il nostro cibo….ma chiaramente l’attesa è spasmodica vogliamo diventare in questa prima lunga notte parte integrante del telo, delle canne che sorreggono il tepee, dei sassi intorno al fuoco ed infatti, il tempo di prendere il caffè, e via di corsa come lupi selvaggi corriamo di notte nella nostra Logarghena……ci aspetta la prima notte e poi un’alba e poi una notte ed ancora un’alba……momenti già vissuti ma ogni volta infiniti, unici e soprattutto irripetibili.

 

14 aprile 2001 - Ancora in piedi   

E SONO TRE.....

           ..gli anni in cui aspetti la ALBA DI QUEL GIORNO!

...che fosse una mattina diversa te ne accorgevi subito...non pioveva..eh gia' perche' si era nella stagione delle pioggie ma quel giorno nacque col ..sole si' ma con forte vento e le GRANDI MONTAGNE imbiancate di fresco,ma l'adrenalina dentro era troppe forte,visto che lo zoccolo duro dei capitribu' era gia' LASSU',e se loro erano LASSU' agli altri capitribu' ed a tutto il popolo della tribu degli Occhi Rossi non rimaneva che fare una cosa: raggiungerli!

Il giorno e' del tepee…

e' una cosa unica difficile da spiegare ..issare il tepee e' sapere con certezza che ripasserai dei giorni completamente a tuo agio cioe' libero di fare qualsiasi cosa, mangi quando hai fame ,dormi quando hai sonno, fai quello che ti pare quando ti pare che e' la cosa che ci viene piu' spontanea!.......

Nei giorni precedenti erano gia' state fatte tutte le cose preliminari ma essenziali : rifacitura del telo ,sostituzione delle canne ,tosatura del campo.

Alzare,incrociare,legare e fissare le canne tutte operazioni che si fanno ormai con dimestichezza e velocita' tant'e' che venivano intervellate dal gioco del laccio su preda umana con bersaglio preferito ALZATA CON URLO DEL GORDANA ..chissa' perche'!?

Il vento continuava a soffiare con potenza quando voci urlanti annunciavano l'arrivo del nostro caro vecchio telo.

Stavano nascendo i primi dubbi "con sto vento,forse domani..."  quando OCCHIO CHE BRUCIA e CAPELLO LUNGO l'avevano gia' srotolato.Il colorito che aveva assunto il nostro “caro vecchio” la diceva lunga su quante notti aveva avuto la fortuna di assistere. Ora iniziava la fase che coinvolgeva piu' persone:gli arrotolatori "dedki'" e gli arrotolatori "dedla'" .L'euforia e la vena erano pero' gia' altissime che si sbaglio' il "verso giusto".Quale migliore occasione per una buona dose di insulti collettivi; e mentre BIMBO CHE DORME inventava numeri di prestigio con il sempre presente RASTY-DUE CALZINI e un membro della tribu' amica "I LOVI" di passaggio ci gratificava della sua presenza omaggiandoci della prima giunchiglia dell'anno (fiore sacro della zona); ora eravamo pronti per alzare il telo.

Ma il Grande Spirito voleva divertirsi un po' e proprio mentre lo alzavamo fece arrivare una grossa folata di vento trasformando il telo in vela e noi da praticanti pellerossa nell'equipaggio di Luna Rossa…

Non ci restava che fiutare il momento giusto e poco tempo dopo il tepee aveva gia' ripreso vita.

E' incredibile come in un attimo dentro e' gia' tutto a posto: fuoco acceso,viveri per lo stomaco e per la mente,sacchi a pelo ,legna . acchiappasogni .Si' c'e' proprio tutto.

Non ci resta che affacciarci un attimo fuori,piove ? non piove? ..chi se ne frega CHI ESCE PIU' DI QUI..........

 

False Speranze 

Primavera 2001…..Anno nuovo Vita nuova!!!

Si , ma le vecchie tradizioni??????

Eccitati dal ritorno del sole (per quanto durerà??), ancora con gli strascichi del sabato sera passato a ballare in piedi sui tavoli di un ristorante fuorimano, ci armiamo di marass e saretta e partiamo verso Cravilla dove ci addentriamo in un canneto per  rifornirci delle canne necessarie alla costruzione del tepee; il compito non è così semplice come sembra: Piccolo Grizly baia al Ciostro che a sua volta si sfoga col Celero, Capello Lungo si preoccupa di trasportare le canne fuori dal canneto in quanto non riuscirebbe a distinguere quelle troppo grosse da quelle troppo piccole, Cavallo Biondo s’impossessa del marass ed inizia a ripetere quei 2 o 3 movimenti necessari per togliere i rami dalle canne….

Lentamente, molto lentamente, posizioniamo i pali sul camioncino del Celero  e ripartiamo meta prato indiano;

molti di noi era veramente da molto tempo che non risalivano quassù e nel giro di mezz’ora già  3 o 4 progetti di manutenzione al campo venivano messi a punto……

Svolto il nostro compito, riscendiamo a valle ed iniziamo a contare le ore che ci separano dal GRANDE EVENTO……

I giorni scorrono lenti (troppo lenti), ci ritroviamo al LEONKA per cucire il telo, Alzata con urlo e Brass ancrosà ci raccontano di come hanno fatto il muso duro a Centoamore, qualcuno suona il bongo, l'altro la chitarra e la batteria ed intanto naufraghiamo in pensieri su come rimonteremo la tenda quest'anno, su quante ne faremo, su chi saremo e su chi non vorremmo che ci fosse.....

sarebbe stata una grande inaugurazione......come "sarebbe stata".....

il dio della pioggia non è mai sazio e così tra un'imprecazione e l'altra ci ritroviamo il giorno fissato per l'inaugurazione, 1 anno esatto da quella dell'anno scorso, a guardarci in faccia consapevoli che anche un solo minuto non passato in Logarghena  sia stato un minuto perso.....

 

I Lovi dla Rocca   

Figure strane, misteriose……

Se ne stanno rintanati tutto l’anno tra la Rocca e Logarghena, sono rimasti in 3 (Bruno, Silvano e Liseo) ma è molto difficile vederli insieme…

Accumunati dallo stesso destino si aggirano tra i verdi pascoli con le loro bestie al seguito, in alto fino quasi alla “strà di matti” per poi riscendere giù in fondo al Cuccarello;

le loro grida rimbombano per le vallate, la loro camminata che a prima vista pare stanca e distratta, è tipica di chi nella vita ha dovuto sopportare 1.000 sacrifici….

Quando siamo al prato ci urlano e noi gli rispondiamo, un urlo felice e fraterno, l’amore per Logarhena ci lega e ci accomuna a tutte le bestie selvatiche che vivono in questo posto;

un saluto ai “Lovi” i primi guardiani del nostro prato indiano…

 

 

Hoka Hey

. . . . . e arriva il giorno . . . . . si torna lassù dal Grande Spirito  

HOKA HEY (andiamo avanti)

La vasca di pietra in mezzo alla prateria è circondata. Da un foro zampilla acqua pura e fresca della sorgente in quota che in nottata raggiungeremo. Ci stiamo rinfrescando . . . ce ne sarà bisogno, ci aspettano ore di cammino e soprattutto bisogna arrivare ai 1860 della vetta per noi sempre magica.

 Ci contiamo . . . sì, ci siamo tutti e 17 più Rasty-due calzini, che con il suo fiuto ci sarà molto utile.

Zaini, tende, sacchi a pelo, viveri e l’indispensabile per festeggiare la notte vengono caricati sulle nostre spalle.

Andiamo e si sale, ma si sale tanto, subito. E’ un lungo serpentone sudatissimo e silenzioso, ma passo dopo passo avanza e s’avvicina.

Prima sosta collettiva nel punto in cui da sempre ci si ferma. Aspettiamo due valorosi uomini, Capo Giovanni e Capello Lungo, che incitano e scuotono Ziga di Denari che supera il momento buio e stoicamente si rialza.

Ora si va tutto d’un fiato (si fa per dire) verso il campo - base oltre 1500m. il sentiero è tremendo ma il nostro sguardo è sempre alto e sulla sinistra la “Sacra Montagna” ci urla e ci spinge e. . . finalmente i “Porcili” il rifugio. L’entusiasmo è alto, subito mangiamo, beviamo e alla fontana ci laviamo.

La “Sacra Montagna” è lì che ci guarda sembra vicina . . . sembra. Ma subito 9 coraggiosi Cavallo Biondo, Capo Giovanni, Trota Lunga Acsì, Totinko Tatanka, Piccolo Grizly (ma lui preferisce Vento tra i capelli), Due Tepee, Nuvola Bassa e un’amica e un amico delle praterie del Nord decidono di partire. Vogliono arrivare e piantare le tende prima che la grande luna piena vinca sulla palla di fuoco.

Un Hoka Hey e ci vediamo lassù.

Passa poco e le urla ci fanno guardare lassù; stanno cavalcando il crinale, li seguiamo con lo sguardo osservando il loro passo stanco, ma ormai ce l’hanno fatta.

Non ci resta che rifocillarci e prepararci ma . . . sta succedendo qualcosa; il Figlio del Vento intuisce qualcosa da suo padre, non si capisce ancora cosa, ma in poco tempo costruisce un flauto rudimentale e una melodia indecifrabile per noi, ma non per loro due, ci accompagna fino a quando spunta . . . Occhio che Brucia.

Salgono le urla e l’euforia. Da solo è partito e ci ha raggiunto, l’istinto l’ha guidato, la grinta non lo ha fermato. E 18 anzi 18 più uno.

Ora il sole sta per salutarci e la luna per augurarci lunga notte, bisogna partire . . . ma qualcuno deve restare . . . bisogna proteggere il campo. Due Pacchetti si sacrifica e accetta, lo stesso fanno Alzata con urlo del Gordana e Ziga di Denari. Li vedremo all’alba.

Lupo Solitario con il suo Rasty-due calzini fanno l’andatura, lo seguono Occhio che Brucia, Capello Lungo, Vecchia Freccia, Brass Ancrosà e il Figlio del Vento.

Dai che non si suda adesso” e si suda, si suda. Breve sosta, ma Lupo Solitario, Occhio che Brucia e Due Calzini continuano. Ormai è buio, ma Sorella Luna è lì e ci illumina. I nove lassù ci avvistano e i segnali e le grida si sprecano!

Si sale, si sale ma finalmente il crinale. Ci si veste subito, il padre del Figlio del Vento qui si fa sentire. Guardiamo un attimo tutta la splendida vallata che riposa sotto di noi, ma si sentono delle voci. Incredibile, incontriamo un accampamento di 5 tende che, intorno al fuoco, stanno bevendo “vin brulè” e chi troviamo lì? Ma ovviamente “Due Calzini” e i suoi due compagni. I canti salgono in cielo e alla fine stiamo lì un’ora.

Siamo vicini, ma c’è ancora una piccola vetta e l’ultima corta, ma tremenda salita, e poi potremo alzare le braccia. E’ proprio tremenda l’ultima salita, ma le sagome dei nostri nove pionieri sono sempre più nitide.

Siamo arrivati! Lo spettacolo che si apre davanti a noi riempirà per sempre i nostri occhi. Ci posizioniamo al centro dell’accampamento . . . e via a festeggiare la luna e il nostro popolo.

E' passato molto tempo, ma bisogna mantenere la promessa di ritrovarci all’alba lì sotto al rifugio. Capello Lungo, Vecchia Freccia, Brass Ancrosà e il Figlio del Vento si alzano. Quando il sole sarà alto ci ritroveremo tutti e 18 e mangeremo quello che gli 11 lassù troveranno e raccoglieranno.

Grida di saluti “Hoka Hey”; incominciamo a scendere e la fatica, dopo una giornate e una nottata del genere, non è nostra compagna. Ombre nella notte corrono tra sentieri e traiettorie istintive.

Occio a non sguiar che a s’argurle”.

Giungiamo al rifugio e sono li pronti ad accoglierci, si fa per dire, comunque un caffè caldo e qualche battuta fanno passare un’altro pò di tempo. Adesso ci si riposa.

Non riusciamo nemmeno ad aprire gli occhi e a salutare il sole che, correndo ed urlando come dei pazzi, arrivano i rinforzi e con loro i “servi” . . . oggi mangiamo funghi. Ne hanno trovati per stare lì una settimana, più o meno, va bè si esagera, però sicuramente ci togliamo la voglia visto che Occhio che Brucia li ha già affettati ed infarinati e l’aroma che viene dalla padella dura a lungo. Non ci rimane che fumarci una bella sigaretta, offre Due Pacchetti naturalmente.

Si torna al Tepee, ci penserà lui a rimetterci in piedi

 

Gli amici di Gragnola

Il "giorno" era stato deciso da tempo e quella mattina il Capo Giovanni e Occhio Che Brucia si alzarono ancor prima della sveglia abituale per salire al prato indiano dove avrebbero atteso Aquila Selvaggia ed il Daddy in viaggio da Gragnola;

I nostri amici, coadiuvati dalle loro donne, avevano realizzato un tepee e ci avevano espresso il desiderio di poterlo montare per la prima volta su al prato indiano ........e così fu; la maggior parte di noi arrivò in Logarghena il giorno dopo e tutti fummo affascinati dallo splendore di quei due tepee posti l'uno di fianco all'altro, così simili eppure così diversi;

il pomeriggio arrivarono alla tenda anche altri compagni della Tribù di Gragnola, che già avevo vissuto con noi: Loré, Gabriele, Emanuele ed altri; ci fu' una Grande Cena, le due tribù a confronto, scambi amichevoli di doni e prodotti tipici, urla e risate fino all'alba, vino e birra a fiumi il falò che non sembrava mai spegnersi.........COSI' SIMILI EPPURE COSI' DIVERSI

 

8 aprile 2000 - La rinascita

Sono ormai passati 7 mesi da quella triste notte di settembre  in cui la potenza del vento sradicò letteralmente dal terreno i tiranti della tenda, ruppe una canna portante ed il tepee si inginocchiò per terra: una scena devastante alla quale molti di noi hanno preferito non assistere risalendo al prato solamente quando la tenda era già chiusa e ripiegata in un freddo garage;

la stessa notte ci eravamo goduti l'ennesimo fuoco dentro al tepee, avevamo letto alcune poesie (poi pubblicate in "Pensieri"), avevamo preso in giro i nostri cow boy, ci consolavamo per una magnifica estate che stava terminando.....

Di colpo il nostro mondo svanisce (colpa di una foto nel fuoco??)

Sono passati 7 mesi nei quali abbiamo tanto atteso questo momento che....<<SCUSA MA CHE ORE SONO?>>,              << LE 3.15...!?!>> persi tra le birre al pub non ci accorgiamo nemmeno che siamo alla vigilia :<<Andema a let che dman matina tocca star su presti!!>>

8.00

E’ un risveglio tragico, l’alcool sta ancora fermentando nel nostro stomaco, in bocca ancora quel gusto strano “chissà cosa è stato”; ma ormai nulla ci può più fermare ed uno ad uno ci presentiamo tutti al bar, carichiamo le macchine e via si parte per le Nostre Montagne;

9.30

I monti innevati sono una  splendida cornice in questo grande giorno; estasiati da questo spettacolo che ci sta offrendo la natura, ci mettiamo subito all’opera: innanzi tutto dobbiamo ancora finire di lisciare con la cartavetra 2 canne e mentre in 3 o 4 ci accingiamo a terminare questo lavoro gli altri preparano tutto l’occorrente per incominciare a montare le canne; intanto un salame è già “partito”;

10.30

E’ il momento di legare le 3 canne portanti; il nostro professionismo raggiunge livelli incredibili ed in men che non si dica innalziamo la struttura del tepee…..a questo punto non resta altro che allontanarci dal perimetro della tenda per verificare che le canne siano ognuna al posto giusto, alziamo la testa e……

LA VISIONE

Alta sopra di noi ci appare la GRANDE AQUILA, maestosa e stupenda, sembra immobile sembra che ci osservi; le sue grosse chiazze bianche poste sotto le ali e la testa dello stesso colore allontanano ogni dubbio è veramente LEI, che imperiosa lassù nel cielo  saluta il nostro ritorno là in quel mondo dove LEI è la regina……

Ogni dubbio fu sciolto, le canne erano perfette……..manca solo una cosa, vediamo……….ah si il telone!!!

11.00

Giunge al prato indiano un piccione che ci porta un messaggio proveniente dalla valle :<<Stiamo andando a Spezia a prendere il telone, ci vediamo nel pomeriggio!!>>  

L'attesa è spasmodica tutto è pronto                                                                                                              

15.00

Dopo un abbondante pranzo ed un altrettanto deliziosa pennichella ecco che accompagnati da un suono di tamburi arrivano al prato il Cavallo Biondo e Brass Ancrosà con il Telone........Ognuno di noi sa  esattamente cosa e tutto si svolge nella ormai solita perfezione (vedi "Le Fasi della Costruzione")

 

........E' NOTTE

Ora ci troviamo tutti dinanzi al fuoco, una scena già vista una situazione che si è ripetuta mille volte eppure proviamo tutti le stesse sensazioni della prima volta, non ci sembra vero di essere ancora qui davanti a questo fuoco, in mezzo ai tuoi fratelli...........

........e come la prima volta ognuno ripassa con lo sguardo tutti quei particolari della tenda già visti altre mille: Capo Giovanni  continua a cercare anche la più piccola imperfezione e offende Brass Ancrosà che sta bruciando il terzo quintale di legna della serata, Occhio Che Brucia "sbordiga" di qua e di là senza fermarsi e senza realmente sapere quello che sta facendo, Capello Lungo, con la faccia segnata , è sdraiato e guarda le stelle stando su solo quando qualcuno gli passa........una birra, Due Pacchetti e Vecchia Freccia si fanno i dispetti ma si coalizzano di volta in volta contro qualcuno e lo attaccano di sorpresa, Cavallo Biondo ed Piccolo Grizly suonano i bonghi dando la consacrazione alla serata, Bimbo Che Dorme naturalmente dorme, Alzata con Urlo del Gordana e la Debora urlano sempre più forte del suono dei tamburi (sicuramente nei dintorni i pochi animali rimasti scappano all'udire codesti ululati), Mani Tonanti e Ari si picchiano come al solito mentre il Ciostro, Totinko Tatanka e Lupo Solitario sono sempre all'erta, pronti a balzare fuori dalla tenda impugnando le loro armi.....................

.........ogni volta è come il 31 luglio 1999 quando per la prima volta ci siamo chinati ed abbiamo varcato l'entrata del tepee ed ORA SAPPIAMO CHE MAI PIU' NE USCIREMO

 

 

La più bella festa che Logarghena ricordi

L’AVEVAMO DETTO, LO ABBIAMO FATTO.

Da quando il nostro sogno cominciava a prendere corpo si fantasticava di organizzare una bella mangiata con tutti coloro che ci avessero dato una mano; come al solito abbiamo voluto fare di più abbiamo voluto organizzare una cosa che fosse ricordata a lungo: tutti avrebbero potuto invitare i propri genitori;

proprio così noi i figli viziati irriconoscenti e maleducati agli occhi di tutti abbiamo portato sui prati di Logarghena le nostre Famiglie, abbiamo mangiato, bevuto, cantato, ballato insieme, abbiamo coronato un sogno

 

La Staccionata

E dichiarammo guerra alle pegre ed alle vacche…..

Eravamo stufi di raccogliere palline di merda e di vedere sempre l’immondizia sparsa per il campo con la paura di svegliarti una mattina e trovarti una vacca dentro il tepee;

così Piccolo Grizly e CapoGiovanni vanno con Lunghi Coltelli a Montelungo e comprano una quarantina di pali e una ventina di traversine, chiaramente non ne hanno avevano altre, per costruire la nostra staccionata;

l’appuntamento per l’inizio dei lavori verrà pianificato solamente quando tutti i pali saranno stati spelati, così è nata la prima punizione degli 11, quando uno veniva buttato fuori si prendeva il suo bel marass e si puliva un bel paletto; fatto questo lungo lavoro decidiamo che è ora di costruire il recinto.

Capello Lungo, Alzata con Urlo del Gordana, Capo Giovanni e Rasta della tribu dei Piedi Neri dormono la notte in tenda preparando il tutto per il giorno successivo; stranamente quel mattino piove, non è che ai 4 fosse dispiaciuto rimanere un po’ di più nel sacco a pelo, comunque sono incazzati perché tutto era stato pianificato da tempo; ma ecco che verso l’una e mezza c’è una schiarita e scatta così ancora una volta quell’organizzazione perfetta che ha caratterizzato tutti i lavori fino ad ora svolti: il Rasta impugna la sua motosega e Capo Giovanni con Capello Lungo fanno la gara a passargli i pali per fare le punte; spuntano un quarto d’ora dopo Occhio Che Brucia e Bimbo Che Dorme che finiscono di aiutare Alzata con Urlo del Gordana a pulire i pali, come d’incanto ecco che da valle arrivano Cavallo Biondo, Totinko Tatanka, Trota Lunga Acsì, Brass Ancrosà, Ari, Piccolo Grizly e Lupo Solitario, la ditta è al completo e in men che non si dica siamo pronti a mettere giù il primo palo; armati di due mazze, una saretta e un metro inizia l’operazione più difficile: ordinare simmetricamente i pali; chiaramente dopo che ognuno dicesse la sua è stata trovata la soluzione e mentre una squadra piantava e usava le mazze, ce n’era un’altra che calcolava le distanze e le misure per tagliare i paletti tutti alla stessa altezza, un’altra abbrustoliva le punte dei pali sul fuoco e un’altra ancora furtivamente spariva nei boschi per andare a fare altre traversine;

è stata calcolata un’entrata al prato e con dei ferri lavorati apposta per noi possiamo chiudere o aprire quest’entrata, Due Pacchetti in una giornata è riuscito a dare la copale dappertutto rendendo una la staccionata splendida splendente;

oggi 14\10\1999 il recinto non è ancora finito mancheranno ancora una ventina di traversine destinate a recintare il lato a nord/est del campo, chiuso quello l’opera sarà conclusa e l’ennesimo capolavoro sarà realizzato.

 

Perché piove sempre????

Ce lo siamo chiesti in tanti il perché dal 31 luglio, giorno in cui abbiamo montato il Tepee, fino a fine agosto sia piovuto praticamente tutti i giorni;

doveva essere l’estate più calda e afosa del secolo, così non è stato, tanto meglio: TEPEE BAGNATO TEPEE FORTUNATO

 

Prima spedizione sulla Croce

Il giorno è stato fissato per mercoledì 11 agosto, noi quel giorno saremo sulla Croce prima delle 11.15 in tempo per vedere l’ultima eclissi del Millennio;

la sera prima è la notte di San Lorenzo e ritualmente come ogni anno ci ritroviamo tutti in Logarghena per vedere le Stelle cadenti; a differenza delle altre volte quest’anno non abbiamo organizzato la consueta grigliata ma ci siamo dati appuntamento per l’una di notte da Graziano e poi via di corsa al Prato Indiano;

manco a dirlo, ma l’attrazione di stare dentro il Tepee è più forte delle stelle cadenti e così preferiamo suonare e cantare intorno al fuoco nella grande Tenda, alzando, magari un po’ di nascosto, l’occhio per cercare di intravedere qualche bagliore negli spicchi di cielo che si vedono dove le canne sono annodate;

intanto sono le 4.00 del mattino e c’è chi inizia a mugugnare (Capo Giovanni) pensando al fatto che saremmo dovuti alzarci solamente tra 3 ore; chiaramente quel bastardo di Due Pacchetti, tra i pochi a non partire l’indomani mattina, si danna l’anima a suonare il tamburo e a fare il più casino possibile, risultato: ci addormentiamo alle 5.00 ancora ignari della fatica alla quale stavamo andando incontro;

SONO LE 7.00 E QUALCOSA CHE ASSOMIGLIA AD UNA SVEGLIA STA ORA SUONANDO

Abbiamo dormito solo 2 ore ma l’appuntamento è troppo importante (o forse sono i calci di Capo Giovanniche fanno male), in qualche modo riusciamo a stare in piedi e ad uscire dalla Tenda, ci aspetta un Grande Giorno;

Gli arditi Capello Lungo, Alzata con Urlo del Gordana,Occhio Che Brucia, Piccolo Grizly, Trota Lunga Acsì e i suoi 2 amici, Capo Giovanni, Debora, Vecchia Freccia e Figlio del Vento si dirigono verso le macchine per poi partire tutti insieme dal C.A.I.;

così alle ore 7.30 siamo in marcia verso le nostre Grandi Montagne e strada facendo decidiamo di compiere la salita più dura e difficile: la temutissima Diretta del Braiola;

non appena imbocchiamo il sentiero ci rendiamo conto che sarà veramente dura (per tutti ma non per Superman Trota, l’uomo che corre sui crinali, l’uomo che si arrampica sui pendiì più scoscesi, l’uomo che 3 anni fa si è perso sul Marmagna), pian pianino montiamo lungo il monte con il cuore in gola e lo sguardo fisso per terra e si contano già alcune soste dopo soli 10 minuti di strada;

intanto iniziamo a renderci conto che ci sono 2 persone che da un po’ di tempo hanno smesso di parlare, una è Piccolo Grizly paonazzo, l’altro è l’amico di Trota che è già rosso di suo e più di così sarebbe impossibile;

dopo altri 10 minuti i due baldi giovani decidono che per loro è giunta l’ora di farla finita: si accasciano ed iniziano a vomitare, 2 stracci abbandonati al loro destino; gli prepariamo un giaciglio dove riposare finché non saremmo stati di ritorno, d’altronde ai due non è neanche balzata in mente la possibilità di scendere da soli, erano veramente stremati;

dopo quest’ultima disavventura la ciurma riparte per il suo viaggio, chiaramente si formano i primi gruppetti come quello dei 3 di testa (Capo Giovanni, Trotae Occhio Che Brucia) ma tutti, pagato ampiamente lo sforzo iniziale, continuiamo a salire in modo costante abbagliati dallo splendore innanzi a noi: la nostra grande Valle nella quale spicca in maniera evidente il Tepee; neppure la Alzata con Urlo del Gordana e la Debora sembrano sentire più la fatica (o magari avanzano solo per forza d’inerzia) e sospinte da forze misteriose riescono a guadagnare la vetta del Braiola;

il più ormai è fatto, la Croce è a due passi, ora possiamo veramente goderci lo spettacolo che appare innanzi a noi ed estasiati ci affrettiamo a raggiungere la vetta del Marmagna;

sono le 10.45, lo scopo è stato raggiunto; tempo impiegato: circa 3 ore;

L’ULTIMA ECLISSI DEL MILLENNIO

Armati della mascherina da saldatore del babbo di Alzata con Urlo del Gordana guardiamo a turno questo raro fenomeno anche se ovviamente la nostra attenzione è rivolta al Tepee che fin da lassù riusciamo a vedere ad occhio nudo; l’emozione che provavamo in quel momento era indescrivibile, ci troviamo lì ai piedi di quella Croce che tutti giorni salutiamo dalla valle e proprio da lì ora vediamo il nostro campo, la nostra Tenda, il boschetto e con il cannocchiale riusciamo perfino ad intravedere 2 nostri compagni che girano per il prato

E’ tempo di riscendere a valle, non prima di aver recuperato i due amici lasciati per strada (Piccolo Grizly dalla disperazione non aveva ancora mangiato niente) ed inorgogliti per essere arrivati ai confini del nostro territorio ripartiamo, anche perché cazzo sarà ora di dormire un po’ no…

 

La Prima di una lunga serie…

E così arriva anche la prima notte nel Tepee;

ognuno si ritaglia con scrupolo il suo angolo nella Tenda: c’è chi si è portato il sacco a pelo e chi addirittura ha il materassino o il cuscino;

c’è grande attesa per vedere se il fuoco riuscirà a tirare e quindi a non fare fumo: raccogliamo molti stecchetti e con un accetta dividiamo in 2 i pezzi di legno più piccoli che utilizzavamo per il fuoco esterno, 2 fazzoletti e il gioco è fatto, dopo appena di fumo iniziale il piccolo fuoco inizia a tirare che è una meraviglia grazie alle 2 esterne aperte e il Telo rialzato da terra che permettono all’aria di portare il fumo fuori dalla Tenda;

c’è chi quella prima notte giura di aver contato 23 persone più Daniel sedute o sdraiate nel Tepee, non sappiamo se questo sia vero anche perché la maggior parte di noi soprafatta dalla fatica si è addormentata molto presto, nonostante l’incessante suono dei bonghi e le urla;

LA LEGGENDA

Cavallo Biondo e Aquila Selvaggia che quella prima sera nella Tenda hanno dormito proprio sotto a dove era appeso il sacro ACCHIAPPASOGNI affermano di aver fatto un numero incredibile di sogni (peccato che hanno anche detto, subito appena svegli, che non se ne ricordavano più neanche uno)

E anche la Prima Notte di una lunga serie è passata ed ora ci sta avvolgendo come un senso di liberazione e di soddisfazione per tutto quello che abbiamo fatto, perché sono mesi che ci crediamo e ci abbiamo messo tutto il nostro meglio ed ora finalmente abbiamo un posto che per qualche ora o per qualche giorno non importa, può separarci da tutto e da tutti e questo è bello perché NOI l’abbiamo creato

 

Il GRANDE GIORNO

Ci siamo, sembrava non dovesse mai arrivare questo momento ma oggi 30\07 finalmente è la vigilia del Grande Giorno;

dopo un Venerdì notte all’insegna di fiumi di birra in giro per i Pub ci rechiamo tutti al prato dove in giornata erano state montate 2 tende che ci avrebbero ospitato quella notte;

sono le 4.00 del mattino ma siamo troppo agitati per addormentarci ed insieme al Berto e al Daddy di Gragnola intoniamo danze e canti intorno al fuoco accompagnati dai bonghi ubriachi di Pançeta, del Biondo e di Capello;

E’ ORA DI SVEGLIARSI

Gainin, come ogni gallo che si rispetti, è il primo a svegliarsi ed alle 8.30 ci tira fuori dalle tende; lavata veloce alla fontana, un po’ di latte fresco davanti alle braci che animavano il fuoco della notte prima e via l’avventura ha inizio;

come prima cosa occorre fare dei paletti di legno per utilizzarli come picchetti per la tenda e bisogna iniziare a scavare la fossetta lungo la circonferenza della tenda in modo da piantarci le canne e ripararsi dalla pioggia, neanche a dirlo l’unica zappa che abbiamo si rompe quelle 5 o 6 volte ed ogni volta ci dobbiamo arrangiare con una riparazione diversa, fino a cambiare il manico ed utilizzare un ramo;

nel frattempo arrivano al campo Ari, Peragine e la Fra con i primi viveri e soprattutto tante belle lettine fresche di estathè, coca cola ed aranciata che finiscono in un batter d’occhio;

i lavori procedono abbastanza bene e prima di 1\2 giorno abbiamo montato le canne legando prima le 3 portanti e poi con un nodo a cappio tutte le altre; finito quest ‘operazione importante e delicata ci fermiamo per pranzare;

PRANZO: 2 recipienti stracolmi di pomodori, tonno e cipolle con crescente; tutto finito nel giro di 1\4 d’ora;

pennichella di 10 minuti e improvvisamente quelle nuvolette che ci riparavano dal forte sole diventano nuvolone nere ed inizia a piovere; portiamo al riparo tutta la roba e siamo costretti a dividerci nelle 3 tende e ad aspettare che smetta, intanto è arrivato dalla vicina contea padana il nostro fratello di sangue Vecchia Freccia Cooper che per l’evento ci ha donato 2 tappeti per il Tepee;

smette di piovere quando ormai sono le 15.00 e tutti scoraggiati usciamo a vedere la situazione: completamente bagnato ovunque, alcuni iniziano ad appoggiare l’idea che non valeva la pena montare la tenda oggi;

confrontiamo i vari pareri e decidiamo di tentare l’impresa;

TUTTI DI NUOVO AL LAVORO

Arriva intanto anche il Rasta che sarà fondamentale quando si arrampicherà sulle canne con il Telone in bocca portandolo fino in cima dove le canne sono legate;

così con molto affanno issiamo il Telo e con molta fatica riusciamo a chiudere con dei paletti di legno i gancetti sopra l’apertura della Tenda; notiamo subito però che il Telo rimane troppo alto da terra e farebbe entrare troppa aria, sono le 18.45 quando decidiamo di rismontare il Telone e di slegare le canne in poche parole di riniziare tutto da capo;

decisi nel nostro intento ripartiamo col rilegare le canne anziché a 6,50 m le leghiamo a 6 m; poi rimettiamo le 3 portanti nei punti giusti e ci incastriamo le altre 9 legandole alla fine con un nodo a cappio; è il momento del telone e dobbiamo ringraziare la forza e l’audacia di Toti che si arrampica fin su dove le canne sono legate e tenendosi con un braccio, con l’altro alza il Telo fino al punto giusto; per chiudere la tenda dobbiamo allacciare i gancetti che arrivano fino a 4 m di altezza e ci inventiamo delle strane piramidi umane sopra le quali il Berto si eleva e chiude così tutti i gancetti; mentre noi lavoriamo le squaw preparano la cena anche se incuriosite si aggirano nei paraggi della Tenda e seguono tutte le nostre operazioni con attenzione non disdegnando qualche buon consiglio;

scattano in sequenza la fase dei picchetti e dei tiranti, il telo interno e quella del nailon da stendere per terra, poi vengono stesi una quindicina di plaid e la buca dove faremo il fuoco viene circondata da sassi;

finiti questi ultimi lavori, quasi contemporaneamente, ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che il SOGNO E’ DIVENTATO REALTA’, abbiamo veramente costruito il nostro Tepee;

"ora è però è meglio uscire altrimenti quegli affamati ci divorano tutta la nostra cena, d’altronde sono solo le 10.00 di sera………….."

 

 

Il Grande Fuoco

Come spesso è accaduto ci ritroviamo un Lunedì qualunque a mangiare in Logarghena: ci sono Totinko Tatanka, Capello Lungo e Capo Giovanni; mentre il Cavallo Biondo e Occhio Che Brucia sono andati a disputare una partita del torneo famosissimo e prestigiosissimo di Grondola\Guinadi con la promessa di tornare in tempo per dare fuoco a tutte le sterpaglie del Campo che nel frattempo erano state ammucchiate al centro; il tempo scorre lento al Prato Indiano ma ormai sta iniziando a fare tardi e i 3 stanno quasi per rinunciare ad appiccare il "Grande Fuoco" quando improvvisamente spuntano i 2 attesi amici con una tanica di benzina sotto braccio: è quasi mezza notte ed ognuno di noi l’indomani mattina si sarebbe dovuto andare a lavorare, ma l’eccitazione è troppo alta ed in un batter d’occhio il Cavallo Biondo aveva già sparso la benzina intorno al fuoco coadiuvato dal Rasta arrivato poco prima con la Nico e Daniel;

con un bastone accendiamo il falò che in un istante si innalza alto verso il cielo stellato: è giorno, ci spostiamo di diversi metri , ma il calore è ugualmente troppo forte; la lingua di fuoco illumina anche i prati circostanti e si protrae nella direzione delle Grandi Montagne come per stringere un legame con il loro Grande Spirito;

tutta questa scena è fantastica: il grande fuoco, il cielo stellato, il campo, noi e…….2 calzini il cane del nonno di Matteofilippi che anche lui incuriosito, viene in mezzo a noi a gustarsi la scena così come la Guela, che ci fa sentire la sua presenza, e come sicuramente tutti gli altri animali del bosco assiepati non molto lontano da noi

 

Le canne arrivano al Prato

Sabato 24\07 è il giorno stabilito per portare le canne e molti altri utensili al Prato Indiano; alle 14.00 siamo tutti al bar e puntuale si presenta Villirillo con il suo camioncino; come prima cosa carichiamo sul furgone 2 grandiosi tronchi circolari (da utilizzare come tavolini) poi andiamo al garage dove avevamo steso le 27 Canne; partiamo per Logarghena non prima di esserci fermati al Groppo per caricare i pannelli che verranno utilizzati come pavimento nella tenda;

 

Ultimo tassello: il Telo

In preda alla disperazione seduti fuori da bar con la convinzione che ormai il telo fosse impossibile da trovare, ecco che all’improvviso, come mandato da chissà quale oscuro incantesimo, arriva Ivano ci saluta e ci chiede se stiamo ancora cercando il telo per la tenda; per farla breve ci dà l’indirizzo di un ditta che fabbrica tende da sole alla quale lui ha già telefonato; chiaramente il giorno dopo contattiamo subito il padrone e ci mettiamo subito d’accordo sul prezzo e sul materiale; cosa fondamentale: la ditta di Arcola non solo ci ha cucito il materiale secondo il progetto che gli abbiamo dato ma ha anche dotato la tenda di molteplici tiranti e guarnizioni

 

Splendido Splendente

"Stiamo esagerando": questo era l’aggettivo ricorrente via via che un’opera veniva portata a termine; spinti da Forze misteriose (probabilmente Indiani muratori defunti) costruiamo in sequenza:

Due Terrapieni grossi che insieme misurano 6 M e 1\2, un Terrapieno medio di 1,90 M e uno piccolo di 1 M (i terrapieni sono stati realizzati utilizzando pali fatti da noi e adattati alle varie misure)

Tra i vari terrapieni sono state costruite 2 scalinate per l’accesso al Prato (gli scalini sono composti da una composizione di piagne raccolte prevalentemente nel bosco a nord del Campo)

Per incanalare tutta l’acqua piovana che scende dal colle e passa sul confine del Prato è stato realizzato un canaletto di 10 M arginato sui lati da piagne incastonate una ad una (gli argini dovranno essere ulteriormente rafforzati in previsione delle grandi piogge invernali)

Muro a secco di 1M x 2 prima dell’entrata

Recinzione in legno per far si che le vacche non salgano la salita che le porta al Prato

 

Dove non tira il Vento

Da subito siamo già tutti innamorati del posto e sono innumerevoli le volte che ci fermiamo a cenare in Logarghena; così viene creato il primo angolo notturno proprio al confine dove inizia il bosco e dove il Vento non tira nel senso che il posto essendo circondati dalla boscaglia ti offre un riparo incredibile dal vento e dall’aria fredda; e davanti al fuoco tra un bicchiere di vino e una fetta di salame abbiamo passato ore incantevoli nelle quali i sogni non sembrano poi così irrealizzabili.

 

Andamento lavori in corso

L’uomo decespugliatore (Bimbo Che Dorme) taglia tutta la parte di boscaglia superflua e con il suo indomabile disco pulisce l’entrata del Prato; intanto iniziano a nascere le prime lavorazioni in legno: ad oggi si contano diversi tronchi di legno trasformati in sgabelli, 3 forcadi, un’impalcatura che sorregge il sacco per l’immondizia, una targa sulla quale verrà iscritto il nome del Prato, la recinzione dentro la quale viene accatastata la legna.

 

Inizio dei lavori

Il Lunedì dopo la "Prima visita ufficiale al Campo" viene allestito il primo nucleo operativo che come scopo ha l’obbiettivo di tagliare tutta l’erba, imballarla e pulire il boschetto nella parte ovest del Campo; i lavori procedono a meraviglia e gli uomini non sembrano sentire la fatica e il caldo insopportabile impugnando i loro coltelli, i marass, ma anche i rastrelli e soprattutto i fondamentali decespugliatori.

 

Prima visita ufficiale al Campo

In data 02\05\1998 (da verificare) la Tribù ha messo i piedi sul terreno sul qual avremmo dovuto costruire il Tepee; c’è stato un primo summit su come iniziare a pulire il prato e il valoroso Totinko Tatanka armato di motosega, saretta e marass ha dato il via a quella che sarebbe stata proclamata come la 1° Fase di lavori: LA PULIZIA DEL CAMPO E IL TAGLIO DELL’ERBA.

 

Accettazione della nostra richiesta di affitto del Campo e visione dei confini

Il Proprietario del Campo ci concede di utilizzare il suo Campo in Logarghena senza il pagamento di nessuna somma di denaro; la moglie del proprietario ci mostra quali sono i confini del territorio.

 

27 Canne: il Progetto inizia a prendere corpo

E’ stata dura, ma ce l’abbiamo fatta: dopo una grande opera di convincimento da parte di Cavallo  Biondo, Occhio Che Brucia, Capo Giovanni, ma soprattutto del vicino di casa Piccolo Grizly siamo riusciti a convincere la Elide di Caprio e abbiamo tagliato 27 Canne dal suo prato, prato che chiaramente è stato poi pulito e risistemato da noi; questo tassello nel grande mosaico che è la Costruzione del Tepee è fondamentale ed esaltati iniziamo a fantasticare pensando 1000 lavori da fare nel posto dove costruiremo il Tepee; il problema è che manca il posto.