"TRIBUTO AI NATIVI AMERICANI"

 

Orso in Piedi

Sciamano Sioux

 

 

La sua Voce

 

Gli uomini venivano chiamati a far parte del consiglio della tribù per i loro meriti,

e uno, pur di avervi un posto,

preferiva essere povero,

possedere pochi cavalli e vivere in una tenda piccola.

La ricchezza, da sola, non aveva mai aiutato nessuno

a ottenere potere e autorità.

Anche se uno possedeva tanti cavalli

non poteva comprarsi un posto tra i saggi.

 

 

 La Prateria, la grande pianura d'erba,non era affatto per noi indiani un luogo 'selvaggio'...Solo l'uomo bianco vedeva la natura incontaminata "Selvaggia", abitata da animali ed esseri umani  "Selvaggi".

Noi vivevamo felici in questa ricca terra,e in tutte le cose sentivamo la benedizione del Grande Spirito.

Ma anche per noi questo luogo divenne selvaggio: quando dall'est arrivarono gli uomini barbuti che perseguitarono noi e le famiglie che amavamo.

Quando anche gli animali fuggirono dai boschi, per noi incominciò il "Selvaggio West".

 

 

...(quando ero piccolo) i miei genitori e i miei parenti non mi dicevano mai una parola sgarbata, non mi sgridavano mai se combinavo qualcosa di sbagliato.

Picchiare un bambino era per un Lakota la più incredibile delle crudeltà.

 

 

I vecchi Sioux erano saggi: sapevano che il cuore di un essere umano si indurisce quando si allontana dalla natura.

Sapevano che non si poteva avere rispetto per gli uomini senza avere anche un profondo rispetto per tutto ciò che cresce e per tutti gli esseri viventi.

Per questo motivo l'amore per la natura, che rende i giovani capaci di profondi sentimenti, era uno degli elementi più importanti della loro educazione.

 

 

...Tra i genitori e figli c'era un solido rapporto, che aveva le sue basi nei sistemi educativi con cui i ragazzi venivano cresciuti.

Infatti anche da adulti noi Sioux avevamo un profondo rispetto nei confronti dei nostri padri e delle nostre madri.

Noi non lì abbiamo abbandonati mai, anzi era una gioia occuparci di loro quando erano vecchi, ricambiando così tutto l'amore che ci avevano dato quando eravamo bambini.

Provvedere agli anziani perciò era per noi una gioia, non certo un dovere.

 

 

Le associazioni di ogni tribù avevano ciascuna i propri canti, che potevano essere cantati soltanto dai membri dell'associazione stessa.

Ma chiunque poteva comporre il proprio canto, il quale veniva severamente custodito e rispettato come patrimonio personale.

Era considerato un furto impadronirsi del canto di un altro, ma una composizione poteva essere regalata, esattamente come si dona qualunque oggetto personale.