"TRIBUTO AI NATIVI AMERICANI"

 

Cervo Zoppo

Sioux

UN GRANDE SAGGIO

 

La sua Voce

 

"Prima dell'arrivo dei nostri fratelli bianchi, e del loro tentativo di trasformarci in uomini civilizzati, noi indiani non avevamo prigioni.

E di conseguenza non avevamo nemmeno delinquenti: senza prigioni non possono esserci delinquenti.

Non avevamo serrature o chiavi: quindi non c'erano ladri.

Se qualcuno diventava così povero da non avere un cavallo, una tenda o una coperta,

gli venivano dati in dono.
 
Desideravamo possedere cose solo per poterle donare.

Non conoscevamo nessun tipo di denaro, così non usavamo la ricchezza come parametro per calcolare il valore di una persona.

Non avevamo leggi scritte, né avvocati, né politici, così non ci potevamo imbrogliare l'uno con l'altro.

Prima dell'arrivo dei bianchi eravamo proprio conciati male e non riesco a capire come potevamo cavarcela senza tutte quelle cose fondamentali che, come ci dicono, sono alla base di una società civile".

 

 

 "Ho guardato attentamente le piante: le foglie non sono mai una identica all'altra, anche se sono sullo stesso ramo. In tutta la Terra non c'é una foglia perfettamente uguale all'altra. Il Grande Spirito ha deciso così. Per ogni creatura Egli ha tracciato a grandi linee un sentiero: Egli insegna la direzione e lo scopo, ma lascia ognuna libera di trovarsi la sua strada. Egli vuole che ognuna agisca in modo autonomo, secondo il proprio istinto e obbedendo alla sua forza interiore.

Se il Grande Spirito vuole che le piante, gli animali, persino i piccoli topi e gli insetti vivano in modo diverso, quale orrore deve provare davanti a degli uomini che fanno tutti le stesse cose".

"Un Uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose.

Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio degli insetti.

Se ne sta seduto, con il viso rivolto a ovest, e chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro.

Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui.

Anche lui emana qualcosa: come e che cosa io non lo so, ma è così.

Io l'ho vissuto. Uno sciamano deve appartenere alla terra: deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro. "

 

 

 

 Un Uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta: un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono, che gli insegna tante cose.

Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il ronzio degli insetti.

Se ne sta seduto, con il viso rivolto a ovest, e chiede aiuto. Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con attenzione le voci degli animali. Diventa uno di loro.

Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui.

Anche lui emana qualcosa: come e che cosa io non lo so, ma è così.

Io l'ho vissuto. Uno sciamano deve appartenere alla terra: deve leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro.

 

 

Voi seminate la morte, la comprate e la diffondete.

Ma poi la rinnegate: non volete guardare la morte in faccia.

Voi avete reso sterile la morte, l'avete nascosta sotto il tappeto, le avete tolto ogni dignità.

Eppure noi Indiani continuiamo a pensare alla morte, ci riflettiamo molto.

Lo faccio anch'io. Oggi sarebbe un buon giorno per morire: non troppo caldo, non troppo freddo.

Un giorno nel quale potrei lasciare qualcosa di mio, per restare un po' qui.

Un giorno giusto per un essere umano arrivato alla fine del suo cammino.

Per un uomo che è fortunato e ha molti amici.

 

 

Lasciateci sedere nella prateria libera, dove non si vedono recinti o strade.

Non stendete coperte: il nostro corpo deve stare a contatto con la terra, con gli arbusti che si piegano al nostro contatto.

Il nostro materasso sarà l'erba: sentiremo la sua morbidezza e la sua asperità.

Lasciateci essere come sassi, come fiori e piante.

Lasciateci essere come animali, pensare e sentire come loro.

 

 

I coyote vivevano su questa terra molto prima che arrivassero le pecore.

Ma ora danno solo fastidio perché non ci si può ricavare niente da loro...

Gli unici animali autorizzati a vivere sono quelli domestici, quelli addomesticati dall''uomo, per lo meno fino a quando non si decide di portarli al macello.

Quanto è arrogante l'uomo bianco, che pretende di essere Dio, di decidere sulla natura!

Dice: "Questo animale può vivere perché mi rende denaro. Quello, che non mi fa guadagnare niente deve morire: lo spazio che occupa può essere utilizzato meglio. L'unico coyote buono è un coyote morto".

L'uomo bianco è crudele con il coyote, quasi come lo fu con noi Indiani nel passato.

 

  

"Noi siamo la nazione dell'aquila. E questo è bene, possiamo andarne fieri, perché è fra tutti gli uccelli il più saggio.

E' il messaggero del Grande Mistero.

E' un grande guerriero.

E per questo che abbiamo sempre messo addosso, e tutt'ora indossiamo, penne d'aquila.

Noi siamo una grande nazione."

"Tutte le creature hanno uno scopo nella loro vita.

Anche la più piccola formica conosce questo scopo, forse non con l'intelletto, ma lo conosce.

Soltanto gli uomini sono giunti a un punto in cui non sanno più riconoscere il senso della loro vita:

non usano più il loro senno ed è molto ormai che hanno scordato di ascoltare i messaggi segreti del loro corpo, ciò che viene detto loro dai sensi e dai sogni.

Il Grande Spirito ci ha donato la conoscenza, ma gli uomini non la usano più, non ne sono più coscienti.

Così procedono come ciechi sulla strada che non porta da alcuna parte: una grande strada perfettamente asfaltata, diritta, che loro stessi costruiscono per arrivare più in fretta possibile al grande baratro, che è lì pronto alla fine, per divorarli."

 

 

 

 Tutte le creature hanno uno scopo nella loro vita.

Anche la più piccola formica conosce questo scopo, forse non con l'intelletto, ma lo conosce.

Soltanto gli uomini sono giunti a un punto in cui non sanno più riconoscere il senso della loro vita:

non usano più il loro senno ed è molto ormai che hanno scordato di ascoltare i messaggi segreti del loro corpo, ciò che viene detto loro dai sensi e dai sogni.

Il Grande Spirito ci ha donato la conoscenza, ma gli uomini non la usano più, non ne sono più coscienti.

Così procedono come ciechi sulla strada che non porta da alcuna parte: una grande strada perfettamente asfaltata, diritta, che loro stessi costruiscono per arrivare più in fretta possibile al grande baratro, che è lì pronto alla fine, per divorarli.

 

  

Ragazza Mohave

Amo raccontare storie ai bambini.

Le vecchie storie tramandate di generazione in generazione.

Storie buffe su Iktomi, il ragno briccone, storie paurose di fantasmi, storie tristi di fanciulle che muoiono d'amore, storie di guerrieri sioux dal cuore forte che contano colpo in battaglia.

Questi racconti tengono in vita i nostri spiriti e la nostra lingua.

 

La Terra è un essere vivente.

Le montagne parlano.

Gli alberi cantano.

I laghi possono pensare.

I sassi hanno uno spirito.

Le rocce hanno potere