"TRIBUTO AI NATIVI AMERICANI"

 

Alce Nero (Hehaka Sapa):

Sioux Oglala, 1863-1950

Qualche volta i sogni contengono piu' saggezza della realta'.

 

 

"Ho curato gli uomini con il potere che passo' attraverso di me. Certamente, non fui io a curare, ma il potere del mondo divino, le visioni e le cerimonie mi fecero strumento attraverso il quale il potere giunse fino agli uomini"

"Se mai avessi pensato di averlo fatto da solo, mai il potere sarebbe passato attraverso di me. Cosi' tutto quello che avrei potuto fare sarebbe stato sciocco."

 

"I sei avi hanno messo in questo mondo

molte creature, e tutte devono essere felici.

Ogni essere, ogni piccola cosa assolve un compito preciso:

essere felici ed avere l’energia per essere felici.

Come i fili d’erba di un prato si protendono l’uno verso l’altro,

così dobbiamo fare noi,

poiché così hanno voluto gli avi del mondo.”

 

 

...La valle coperta di neve diventò un'immensa tomba di donne e bambini massacrati, che non avevano mai fatto male a nessuno: avevano solo tentato di fuggire.

In quel momento non sapevo che era la fine di tante cose.

Quando ci ripenso adesso, dall'alto della mia vecchiaia, vedo ancora le donne e i bambini morti, a mucchi o isolati, nel tentativo di scappare, li vedo chiaramente come allora, quando i miei occhi erano giovani.

E so che con loro morì un'altra cosa, lì nella neve insanguinata, qualcosa che è rimasto sepolto sotto la tormenta.

Lì morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno...

  

Dal punto di vista simbolico le creature alate sono quelle che meritano una più grande considerazione: stando spesso lassù nel cielo sono quelle più vicine al Grande Spirito.

I quadrupedi e tutti gli altri animali, compresi i minuscoli insetti striscianti, sono concettualmente più affini alla terra e agli uomini.

Se guardiamo bene però anche gli uccelli sono molto affini agli essere umani perché hanno due gambe, esattamente come noi.

E le creature alate, quando vogliono, possono staccarsi dalla terra e volare nel cielo, esattamente come noi: anche senza ali possiamo fare lo stesso perché abbiamo lo spirito che ci può portare fino alle celesti altezze.

 

Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in cerchio.

Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle.

Il vento, quando è più potente, gira in turbini.

Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa della nostra.

Il sole sorge e tramonta sempre in circolo.

La luna fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi.

Perfino le stagioni formano un grande cerchio, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima.

La vita dell'uomo è un cerchio, dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove.

Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in cerchio, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.

 

Siamo della Terra e alla Terra apparteniamo.

O Madre Terra...ogni passo che muoviamo su di te dovrebbe essere un atto di devozione,

una preghiera rivolta a te.

  

 

Con la massima concentrazione e in silenzio, colui che ricerca la visione può stabilire un contatto con il Grande Spirito e i Suoi Poteri.

E' importante non lasciarsi distrarre dai propri pensieri, ma restare sempre attenti e pronti ad accogliere eventuali messaggi che il Grande Spirito può inviare. Il più delle volte questi appaiono sotto forma di animale, talvolta anche piccolissimo, come una formica. Altre volte si presentano sotto forma di un'aquila...

  

 

...Danzando avvertii la stessa sensazione che avevo già provato: come se i miei piedi si sollevassero da terra e io stesso oscillando. Avevo paura e mi aggrappai agli uomini.

Ma loro mi lasciarono andare e mi trovai a volare di nuovo. Successe come prima: mi alzai ancora nell'aria. Davanti ai miei occhi c'era un'aquila chiazzata e sentii il fischio forte e il grido dell'aquila.

Volevo nell'aria disteso e con le braccia spiegate...

 

 

I primi quattro giorni sono un periodo di pianto.

Si dovrebbe piangere per tutti e quattro i giorni, dopo si può rimanere ancora in lutto ma senza piangere.

Quando moriva qualcuno, la tribù trasferiva l'accampamento, e la famiglia rimaneva là per quattro giorni, poi si spostava e vagava per un certo periodo...

Allora la gente era buona, ma migliorava ancora di più durante il lutto.

Non ritornavano alla tribù: vagavano.

Lavoravano, cacciavano, facevano delle cose e prendevano buone abitudini.

Adesso non si va da nessuna parte e non andiamo d'accordo gli uni con gli altri.

 

Mi ricordo ancora di quei tempi: quando c'erano talmente tanti bisonti che non si riusciva neanche a contarli.

Ma arrivarono gli uomini bianchi e li uccisero.

Là, dove pascolavano le mandrie di bisonti, c'erano ormai soltanto mucchi di ossa bianche.

I bianchi non uccidevano per necessità, ma per il denaro: il denaro li rende pazzi.

Prendevano solo le pelli, per venderle.

 

 

Qualche volta succedeva che lasciavano lì anche le pelli e prendevano solo le lingue dei bisonti.

Qualche volte non prendevano neppure quelle: uccidevano per divertimento.

Quando noi andavamo a caccia abbattevamo solo lo stretto necessario per vivere.  

 

  

 

...Pare che al quel tempo non ci fosse guerra ma dalla scoperta del cavallo ci fu sempre guerra per procurarsi i cavalli.

  

 

Quando una visione proviene dall'Ovest, risulta terrificante come una tempesta.

Quando però il temporale della visione è passato, ritroviamo tutto il mondo verde e felice.

Nella cerimonia degli Heyoka quest'ordine temporale viene invertito: prima si cera una situazione di felicità mentale nel popolo, quindi si presenta la verità.

 

Mi ricordo ancora di quei tempi: quando c'erano talmente tanti bisonti che non si riusciva neanche a contarli.

Ma arrivarono gli uomini bianchi e li uccisero.

Là, dove pascolavano le mandrie di bisonti, c'erano ormai soltanto mucchi di ossa bianche.

I bianchi non uccidevano per necessità, ma per il denaro: il denaro li rende pazzi.

Prendevano solo le pelli, per venderle.

 

 

 

Non importa dove giace il suo corpo,

perché è erba;

ma dove si trova il suo spirito,

sarebbe bello stare.”

 

Parole di Alce Nero ricordando  Cavallo Pazzo