"PENSIERI"

"TRA FAVOLA E REALTA’"

"IL GRANDE EVENTO"

"LOGARGHENA"

"DANZE DELLA PIOGGIA"

"...SENSAZIONI FORTI..."

"LA GRANDE FERRATA"

"FRA CIELO E TERRA"

"ANTICHI SAPORI"

 

 

"TRA FAVOLA E REALTA’"

Ho incontrato un vecchio

M’ha raccontato "numeri" di quando correva

E proverbi per un’ora intera.

Poi si è seduto. Ascolta mi dice:

"Quei giorni sono stato al Prato Indiano

Lassù dove le Grandi Montagne si vedono con il sole e con la luna.

Guardavo con i miei grandi occhi.

Ce n’erano molti di quei ragazzi.

Sei, sette, qui sotto a me, vicino alla pianta,

agitavano forte e velocemente le mani facendone uscire un suono spontaneo.

Quattro con la loro forza a far crescere la staccionata, uno con il suo pennello a renderla unica.

Faceva Caldo, ma altri due intanto con altra legna facevano nascere panchetti e tavolini.

Quello che avevano reso loro era un semplice prato:

avevano sboscato, tagliato l’erba e fatto il fieno, trovato l’acqua e innalzato incredibilmente un vero Tepee.

Era la loro Terra! Unica e Splendida" mi ripetevano

 

Lascio la mia anima a meditare e torno alla realtà.

Stanno giocando!

In un attimo tutti stanno urlando, impegnatissimi, cascano e si tuffano.

Giocano con una palla a un loro gioco, si chiama Undici e bisogna soprattutto usare la testa per mandare la palla in fondo alla staccionata.

Mi giro e vedo un uomo curiosare, giù dall’entrata, che guarda, guarda e se ne va.

Due erano arrivati prima, un saluto furtivo e poi si erano allontanati verso il prato in alto.

Si, in effetti, in quei giorni ne avevo visti parecchi:

chi guardava, chi salutava velocemente e poi via.

E sognai.

 

"Ma allora sono proprio indiani!

Anche loro hanno i loro uas’ichu, gli uomini bianchi.

Eh si, hanno occupato la splendida vallata ed ora vengono a vedere lassù ai piedi delle Grandi Montagne cos’hanno creato quei ragazzi.

Li avevano sempre presi di mira, tutti, chi in un periodo chi in un altro, avevano sentito addosso le voci gracchianti di gente che neppure li conosceva."

Ma una Grande Anima sentivano sempre dentro ed ora la stavano tirando fuori.

Eh si bravi Sioux!……………

 

La notte ormai credevo davvero d’ incontrarlo Cavallo Pazzo.

Ma poi ho pensato:

"No è impossibile ………

Lui rimarrebbe lassù sulla Croce, a vedere là sulla destra, sotto la luna piena, quel villaggio illuminato dal fuoco acceso dentro il Tepee ad ascoltare le loro voci e i loro suoni ed a proteggere tutta la "SPLENDIDA VALLATA"

 

 

Vecchia Freccia

 

 

 

"IL GRANDE EVENTO"

 

E’ l’alba

ed il Grande Spirito della Montagna ci chiama per la grande sfida.

Una nube gigantesca sommerge la valle,

il buio è totale,

Noi avanziamo.

Sentieri, passi e dirupi

Sono come uccelli che non catturano prede.

Ma per Noi "Grandi Aquile Apuane"

Tutto è facile:

cibo e acqua sono a sufficienza per arrivare alla cima

dove la Sacra Luna coprirà il Grande Sole.

Una sosta fu breve, ma necessaria,

nessuno fiatò.

Il silenzio parlava per noi

Solo in due non arriveranno,

ma il Resto…….

E’ STORIA!

 

Il Figlio del Vento

 

 

 

"LOGARGHENA"

 

Terra di tutti e di Nessuno,

dove non sei più collina e neanche montagna,

ma dai tuoi prati si vede anche il mare.

Un branco di giovani lupi sta battendo i tuoi sentieri ma….

ecco il posto dove giovani appassionati ed a te devoti, hanno issato una tenda,

simbolo di fraternità, di pace e di bellezza;

intorno ad un fuoco si raccontano, ora suonano, ora ballano!

Ma intorno a loro nulla cambia, prati in fiore, cavalli al pascolo e gente per funghi.

 

Logarghena, dove la pace è sovrana,

dove le piante si piegano al vento e cinghiali che corrono forte.

 

I tuoi sentieri portano più in alto dove una Croce sovrasta ogni cosa

Meta indiscussa di chi….

ama Logarghena

 

Lupo Grigio

 

 

"DANZE DELLA PIOGGIA"

.....e così, nel giorno fissato per l'inaugurazione, il Dio della Pioggia compie il MIRACOLO....

non riesco quasi ad immaginare l'atmosfera di quella giornata, probabilmente Alfiero sarebbe riuscito a tagliare l'aria con un coltello.......( ! ) Capello Lungo, in preda ad un delirio di onnipotenza, studia un modo per costruire un ombrello talmente grande da riuscire a coprire tutto il pratoindiano, Capo Giovanni prepara gli insulti per il "colpevole", Vento Tra i Capelli già si immedesima in un "ballo dell'orso"....sui volti di tutti gli altri è stampata la delusione, la rabbia, l'amarezza per dover ancora attendere.

E' mentre i loro occhi fissano l'Arpa sotto un cielo nero che li minaccia di non avvicinarsi, QUALCUNO, lontano, trova nella pioggia una musica dolcissima, che rafforza la speranza di poter assistere al Grande Evento.

La settimana trascorre nel solito alternarsi di nuvole e spiragli di sole, speranze e paure, grandissima attesa.

Nella mattina di sabato, dopo una prima incertezza iniziale, il cielo sembra concedere il permesso di avviarsi verso le Grandi Montagne.

Preparo lo zaino in fretta e furia, ancora provata dalle birre della sera prima, e salgo sulla macchina di Occhio che Brucia che, gentilmente, si ricorda di passarmi a prendere.

Così, senza alcun "diritto", senza "inviti ufficiali", ancora un pò timorosa di "disturbare", mi ritrovo sulla strada per logarghena, con mille pensieri e una gran voglia di vivere quell'esperienza tanto attesa.

Arrivati quasi a destinazione, il fango ci obbliga a scendere dalla macchina e a fare l'ultimo pezzetto di strada a piedi, sfidando un vento inclemente che sembra quasi volermi rimandare indietro.

......pochi minuti e mi ritrovo al pratoindiano....si, al pratoindiano, nominato ormai centinaia di volte, visto nel sito da ogni angolazione, lo scruto per filo e per segno cercando ogni particolare che combaci con le foto, e con l'idea che me ne ero fatta.

Capello Lungo, Cavallo Biondo, Capo Giovanni sono già al lavoro e in poco tempo arrivano gli altri; il vento è implacabile.....ancora una volta si teme il peggio, ma dopo un "tribolato" pranzo nel rifugio del nonno di Occhio che brucia, le speranze si riaccendono, il vento sembra concedere una tregua, arrivano quasi tutti e i lavori possono cominciare.

Con cura e precisione ognuno svolge il proprio compito e, a parte qualche piccolo inconveniente causato dal vento che sembra mettere alla prova la determinazione e la volontà, tutto il montaggio è talmente sincronizzato e perfetto da sembrare una danza....fatta di passi conosciuti a memoria, dove ognuno sa o "sente" quando e come intervenire.

La fatica e l'entusiasmo si mescolano in un ritmo incessante e prolungato, che a chi osserva non fa quasi trapelare alcuno sforzo (.......oddio, è facile dirlo per chi è stato a guardare !!!!!!!!!!!!!! )

Le fasi finali della costruzione regalano uno spettacolo fantastico: quando il telo viene srotolato attorno allo "scheletro" delle canne, il tepee comincia a prendere corpo, e io sento già il desiderio di entrarci.

 Ci siamo.....dopo tanto lavoro quasi tutti a turno si fermano per rivederlo, lì in piedi, ancora una volta, provando, probabilmente, la stessa emozione; dai volti di ognuno trapela soddisfazione e gioia, gli occhi sembrano ritrovare vecchi ricordi e lontane sensazioni.

Io, per la prima volta, vedo il tepee....e lo trovo maestoso, bellissimo, ai piedi delle Montagne innevate, a fatica ( e "aiutata"....) scorgo la Croce tra l'incrocio delle canne e mi ritrovo immersa in un'atmosfera di serenità e di pace.

Tutto è pronto, a turno infiliamo la testa, entriamo per la ultime sistemazioni.

E' alto......altissimo, grande e al tempo stesso accogliente: non ho già più voglia di uscire, mi metto ad accendere il fuoco e dopo un primo momento di panico...le fiamme cominciano ad alzarsi verso l'alto, lasciandomi quasi incantata.

 Il tepee mi "ospita" , e in soli tre giorni io riesco a provare mille emozioni.....e a dare ragione a chi sostiene che lassù si hanno "pochi pensieri"....solo tante bellissime sensazioni.

C'è una grande magia nell'aria, che avvolge anche le cose più semplici: il fare la legna, preparare i sacchi a pelo, alimentare il fuoco, ascoltare suoni, parole, sguardi, conoscere qualcosa in più di ognuno di loro, vivere infiniti piccoli e grandi momenti che è impossibile descrivere e spiegare.................

Della tristezza provata nel dover tornare a casa non voglio parlarne, preferisco pensare alla gioia della prossima "partenza"

 Con tutti loro voglio scusarmi per le estenuanti "Danze della Pioggia", responsabili del ritardo provocato, e al tempo stesso ringraziarli per tutto quello che ho vissuto

 

Orma nel Fango

 

"... SENSAZIONI FORTI ..."

Il suono della sveglia non é mai stato così piacevole... la velocità con la quale ho preparato le mie cose era quasi frenetica... la strada sembrava non essere mai stata così lunga, ma finalmente eccoci in Logarghena!

Abbiamo raggiunto gli altri alla baita del nonno di "Occhio che Brucia"... io provavo sensazioni strane, forse non capivo neppure bene ciò che stava accadendo, captavo solo tanta gioia nei volti di ognuno, si avvertiva uno strano legame tra tutti loro del quale avrei fortemente voluto far parte ma ancora probabilmente non capivo... é bastato però arrivare al "Prato Indiano" per iniziare a sentire il cuore battere forte, strani brividi... dati non solo dal troppo freddo...

Era bellissimo guardare i componenti della "tribù" darsi da fare per dar vita al loro sogno... ognuno aveva il suo compito, la fatica sembrava che neppure li sfiorasse, io guardavo ogni loro passo, ogni movimento e mano a mano che il Tepee prendeva forma ero sempre più emozionata, ero quasi imbarazzata dalla sua bellezza... anch'io cercavo di rendermi utile, volevo fare anch'io qualcosa per il Tepee, volevo sentirmi parte di tutto questo...

Ricordo di essermi fermata davanti all'entrata ed essermi incantata a guardare ogni piccolissimo particolare, avrei voluto entrare ma ero quasi spaventata... finalmente entro, il fuoco era già acceso, l'atmosfera era davvero magica, ognuno ammirava l'ottimo risultato ottenuto ed io mi sentivo proprio privilegiata ad essere lì e proprio in quel momento...

La giornata era quasi finita ma l'avventura appena cominciata... abbiamo cenato alla baita per il troppo freddo poi appena riassestato il tutto si riparte per il tanto atteso Tepee e da questo momento in poi mi riesce difficile poter descrivere le migliaia di sensazioni provate... peccato che non ho potuto passare lì la prima notte, ma la mia delusione veniva placata dal fatto che sarei rimasta la notte dopo...

Un'altra interminabile attesa... Pasqua... ma io avevo solo una cosa nella testa... tornare al Tepee dove quella notte avrei dormito... ero ancora più emozionata del giorno prima... ormai riuscivo a capire almeno in parte quello che provavano gli altri...

Un'altra giornata al "lavoro" per rendere tutto perfetto... ogni cosa, compresi i magici acchiappasogni, era ormai al suo posto... finalmente tutti assieme attorno al fuoco, il freddo sembrava non esistere più, il tempo sembrava essersi fermato... la notte era ancora lunga... attorno al fuoco si é cantato, parlato di proprie esperienze... ci si é arricchiti... ci si é conosciuti tutti ancora un pò meglio, fino a che ad uno ad uno i componenti della tribù ormai soddisfatti hanno iniziato a sentire la fatica dei due giorni di lavoro, e con il cuore "gonfio" di gioia piano piano sono crollati...

Io ero colma di emozioni che non mi facevano dormire, continuavo a guardarmi attorno, non volevo perdermi neppure un angolino del Tepee...! e costantemente pensavo a quanto ero fortunata...

Non ricordo di essermi addormentata... la sensazione di pace che sentivo dentro me credo fosse data dal fatto che al Tepee ognuno si sente profondamente libero di essere se stesso, sincero sempre e comunque ed ogni sentimento é come se venisse elevato al massimo...

Il risveglio ci vedeva nuovamente tutti insieme, pronti per passare un'altra bellissima giornata... io mi sentivo un pò più legata ad ognuno di loro... era bello sentirsi così... finalmente avevo conosciuto il tanto nominato Tepee ma soprattutto avevo capito ciò che significava per ognuno di loro...

 

Occhio che Cade

 

 

" LA GRANDE FERRATA "

 

E' giorno, ed il sole è gia alto nel cielo, e NOI ... Uomini DURI da Dirupi, siamo pronti per il grande giorno,siamo pronti per la grande scalata, siamo pronti per :

" LA GRANDE FERRATA ".

Ci inoltrammo dapprima in alcuni passaggi, superati con grande facilità, e una

lunga camminata con croci sparse tra le Grandi Rocce, prima di arrivare alla Grande Croce.

Dietro a noi un Grande Ricordo, difficile da dimenticare.

Una Grande Aquila immortalata su rocce scavate dall' acqua e corrose dal tempo.

Messicani nella Valle Montuosa delle " Torri del Vayolet " inoltrati tra neve e rocce,

immortalati poi a priori a distanza di tempo.

Ed un piccolo, ma ... Grande Rifugio, che in quel frangente ci garantì " un momento "

di sosta, di festa e di riposo.

Hermanno ....... fu un Grande !

Fischi ed urla si udirono a grande distanza nella Gigantesca Vallata .

Il " Grande Spirito della Montagna " vegliava su di NOI quella notte, mentre alcune persone, ferite in passato, sono " anime in pena " guardate dal Mondo.

Le strade ci divisero, le " Torri del Vayolet " erano ormai lontane, ma solo NOI ....continuammo la Grande Impresa, il Catinaccio ....... ormai era Nostro !

Nell'immenso paesaggio Dolomitico, pieno di colori, di vita e di silenzio, al di sopra di torri e di croci, di monti e di nuvole, di tutto e di tutti, regnavano ........ le Grandi Aquile.

Padrone del mondo e compagne di viaggio, che dall'alto del cielo, puntavano a valle con occhi spietati e sguardi profondi, guardandoci ovunque e in ogni momento i nostri Potenti e Grandissimi Cuori.

Sempre convinti a mollare MAI, ormai senza cibo e più niente con noi, un lungo silenzio si alzò sulla Cima e solo la neve era acqua per noi.

Sempre avanti, voltarsi MAI, incontrando passaggi di razze diverse, con " grande fatica " e Tempo perduto.

Pieni di Luce e di Grande Coraggio, con la certezza di essere " Soli ", abbandonati da tutti nel Tempio del vento, ma con l'Orgoglio ....... di essere Vivi.

" LA GRANDE FERRATA " su Rocce e Dirupi, con passaggi veloci e spettacolari, segnati dall'Uomo e spaccati dal Tempo, in un giorno Grandioso di un inizio d' estate.

Corde allacciate su" ganci sicuri " duri e decisi sulle Grandi Montagne, tagliate dal Vento

con sentieri Paurosi, aggrappati in silenzio sospesi nel Vuoto.

Fiumi Ghiacciati e Tramonti d'Autore, nelle Immense Vallate di Rocce Montuose e

" Torri Dorate " coperte di Storia, Rispettate dall'Uomo e Invidiate dal Mondo.

 

 

Il Figlio del Vento

 

 

FRA CIELO E TERRA

 

Lì, dove montagne di cera arrossiscono agli incontri clandestini di cielo e terra,

dove giovani giumente madide corrono nude

ed il fumo si alza piano fra echi di antiche rimembranze,

dove tutto è sensualmente  fresco nella luce spenta del mattino,

lì,

un luogo dimentico ai più,

caro forse a qualche dio,

lì ti ho trovata, libera da ciò che ti teneva stretta stretta a casa tua,

lì ti ho cercato, giovane corpo bagnato da uno spirito nuovo,

occhi rossi e lingua sciolta

con le mani sporche affondate nei tuoi Sogni

o forse solo nei Bisogni di un’ora,

alla ricerca rassegnata

di ciò che chiamiamo libertà.

Non perderti! prometti!

e non perdere questa fragilità,

piccolo indiano in bilico fra stereotipo e realtà,

le schegge della vita saranno lievi

perché tutto è forse ancora possibile

all’ombra di questa croce.

Stella Cadente

 

 

ANTICHI SAPORI

E' dinnanzi ad un fuoco amico

che si ririsvegliano vecchi ardori,

spicchi di vita vissuta specchi della nostra vita,

forse un giorno tutto questo

avrà la sua fine

ma gli antichi sapori

degli spiriti danzanti intorno a quella tenda

ci accompagneranno lungo il nostro cammino,

ristabilendo un equilibrio ormai dimenticato.

Capello Lungo

 

 

LE HANHEPIKIN HANCOKAN

INAUNJINPI ITOKAB

WAKAN TANKA NA IEUKAPI

TOMAHAWK NA PAOS

NAE YANKA CUN-KSI’.

 

HAU’

 

 

("QUESTA NOTTE A MEZZANOTTE

NOI TUTTI SIAMO IN PIEDI DI FRONTE AL

GRANDE SPIRITO E RICEVERE ASCIA E PAOS*

E ESSERE SUOI FIGLI DI SANGUE.")

 

 

PAOS* Bastone usato per Cerimonie Sacre