"TRIBUTO AI NATIVI AMERICANI"

I GRANDI CAPI
ALCE NERO  CAPO GIUSEPPE  COCHISE  DUE STRIKE  ORSO IN PIEDI   TATANKA MANI 
ANTILOPE BIANCA  CAVALLO AMERICANO  CODA CHIAZZATA GERONIMO  OURAY  TORO BIANCO  
BONITO  CAVALLO PAZZO  COLTELLO SPUNTATO NANA PIEDE GROSSO  TORO SEDUTO 
CANE MASCHIO  CERVO ZOPPO  CORVO CONDOTTIERO  NUVOLA ROSSA  PIOGGIA SUL VISO VESTITO DA LUPO 
CANE BASSO  CHATO DUE LUNE ORSO BIANCO  SATANTA  VICTORIO 

preghiera della terra 

il tramonto

SPICCHI DI SAGGEZZA

TERRITORI INDIANI

 

"Una grande visione è necessaria, chi la possiede deve seguirla come l'aquila segue il blu profondo del cielo - by Tashunka Witko (Crazy Horse)"

 

LA SACRA PIPA

Io so che ciò che farò è una cosa buona e poichè nessuna cosa buona può essere opera di un solo uomo, io farò innanzitutto un'offerta ed esprimerò un voto allo spirito del mondo affinchè possa aiutarmi ad essere giusto. Io riempio questa pipa sacra (1) con la corteccia del salice rosso (2) , ma prima che noi la fumiamo bisogna che voi guardiate com'è fatta e che voi sappiate ciò che rappresenta. I quattro nastri che pendono dalla cannuccia simboleggiano i 4 quadranti dell'universo. Il nero raffigura l'ovest dove vivono le creature del tuono che ci portano le piogge. Il bianco è il nord da dove giunge il grande vento purificatore. Il rosso è l'est da dove sorge la luce e dove l'astro del mattino viene a dare la saggezza agli uomini. Il giallo è il sud da dove giunge l'estate e il potere di crescere.

Per la tribù degli Sioux l'uso della pipa consente il collegamento tra cielo e terra. La leggenda racconta che la pipa fu donata agli Sioux da una femmina di bisonte bianco. La stessa insegnò loro anche come usarle e come inviare messaggi a Wakan Tanka. Di conseguenza la pipa è considerata l'oggetto sacro che unisce colui che la fuma allo Spirito Creatore e, di conseguenza, a tutto il Creato.
(2) Il salice rosso è per gli Sioux una pianta sacra in quanto simbolo di forza vitale. Questa pianta assai resistente alla siccità, al gelo ed a tutte la calamità naturali possibili, è considerato l'albero più resistente del Creato.

IL SILENZIO

Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili ed a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l'olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c'era nulla da vedere e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo e silenzioso. Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà. Noi respingevamo un comportamento esagerato e, quindi, esibizionista giudicandolo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto Un discorso non veniva mai iniziato ne portato avanti con fretta. Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche nel caso in cui la stessa fosse stata urgente o importante. Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso, era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune. Anche durante i discorsi facevamo attenzione ad ogni pausa, nella quale l'interlocutore rifletteva. Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore, nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e rispetto. Era così quando ci capitava qualche cosa di importante, di grande o di degno di ammirazione.

RICHIESTA DI AIUTO SPIRITUALE

Siyàkà disse: " Tutti gli uomini sanno che, quando le forze umane non sono sufficienti per ottenere la realizzazione dei propri desideri, è necessario rivolgersi ad una potenza di grado più elevato.

Ci sono diverse maniere di chiedere l'aiuto di questa forza superiore. Dipende dal singolo individuo. Alcuni preferiscono pregare in silenzio, altri invocarla pubblicamente. Certi scelgono di allontanarsi dalla gente per avere modo di riflettere su molte cose. Ma, se una persona vuole essere sicura che il suo desiderio venga esaudito, allora deve rendersene degna in questo modo.

" Preliminari insufficienti hanno come conseguenza che la richiesta non viene accolta. Infatti, quando un uomo decide di chiedere qualcosa a Wakan'tanka, deve prima fare i necessari preparativi. Non è sufficiente rivolgersi al Grande Maestro e chiedergli il favore. Quando un uomo chiude gli occhi, vede molto più di prima. Quando egli si raccoglie nell'intimo della sua coscienza, le cose gli appaiono più chiare, mentre fin quando ha davanti a sé gli oggetti, ne è distratto. Per questo egli decide di cercare la solitudine in cima ad una collina o in un altro luogo elevato.

Nessuno può ottenere nella sua vita il successo con le sole proprie forze e neanche può avere ciò che desidera grazie all'aiuto degli altri, per questo egli cerca soccorso in un animale o in un uccello, che Wakan'tanka gli manda in aiuto.

 

 

PREGHIERA DELLA TERRA

 

 

Grande Spirito, Grande Padre, una volta ancora guarda verso me sulla terra e chinati ad ascoltare la mia flebile voce. Tu sei vissuto per primo, e sei piu' vecchio di ogni necessita', piu' vecchio di ogni preghiera. Tutte le cose ti appartengono - gli esseri con due gambe, quelli con quattro, le ali dell'aria, e tutte le creature verdi viventi.

"Tu hai fatto si' che i poteri dei quattro angoli della terra s'incrocino fra di loro. Tu mi hai fatto attraversare la buona e la cattiva strada, e dove esse si incontrano, quel luogo e' sacro. Giorno dopo giorno, e sempre e per sempre, tu sei la vita delle cose"

Ascoltami! Inchinati per udire la mia flebile voce.

Nel centro del cerchio sacro

Tu hai detto che dovrei far fiorire l'albero.

Con le lacrime agli occhi, O Grande Spirito, O Grande Padre,

con gli occhi piangenti io posso dire

che l'albero non ha mai fiorito.

Io sono qui, e l'albero e' appassito.

E ancora, richiamo alla mente la grande visione che mi hai dato.

Forse una piccola radice dell'albero sacro vive ancora.

Nutrilo allora

Potrebbe mettere foglie

e forse fiorire,

e riempilo di canti d'uccelli!

Ascoltami, che il popolo possa trovare

ancora una volta la buona strada

e la protezione dell'albero.

 

 

 

 

IL TRAMONTO

 

 

Allora, io ero la', sulla piu' alta delle montagne, e tutto intorno a me c'era l'intero cerchio del mondo. E mentre ero la', vidi piu' di cio' che posso dire e capii piu' di quanto vidi; perche' stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere.

E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un'unica madre e di un unico padre.

E io vidi che era sacro...

E il centro del mondo e' dovunque.